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North Carolina, le persone trans potranno accedere ai bagni pubblici in base all’identità di genere

CON LA SENTENZA DEL GIUDICE CAPO DISTRETTUALE SI CHIUDE UNA BATTAGLIA GIUDIZIARIA DURATA TRE ANNI

Francesco Lepore by Francesco Lepore
24 Luglio 2019
in Mondo

Nella Carolina del Nord le persone transgender potranno usare, d’ora in poi, qualsiasi bagno pubblico, in edifici gestiti dallo Stato in conformità alla propria identità di genere.

È quanto stabilito da un accordo giudiziario, che, approvato ieri con sentenza del giudice capo distrettuale Thomas David Schroeder, ribalta in parte la legge statale, nota come House Bill 142.

Giunge così al termine una battaglia legale che, ingaggiata dalle persone trans, ha letteralmente diviso lo Stato negli ultimi tre anni.

Nel 2016 era stata approvata nella Carolina del Nord l’House Bill 2. Tale legge prevedeva che negli edifici statali le persone transgender usassero bagni, spogliatoi e docce corrispondenti al genere risultante sui certificati di nascita. Con un ricorso in tribunale l’American Civil Liberties Union (Aclu) scese in campo a difesa delle persone transgender: per l’importante ong l’House Bill 2 ne avrebbe infatti violato i diritti di pari protezione e privacy ai sensi della Costituzione degli Stati Uniti.

Dopo l’approvazione della legge alcune imprese e leghe sportive avevano iniziato a boicottare la Carolina del Nord , ritenendo la normativa discriminatoria nei confronti della comunità Lgbti. Già nel 2016 il giudice capo Schroeder aveva decretato che il sistema universitario statale doveva consentire a studenti transgender di usare bagni corrispondenti alla loro identità di genere.

A fronte dei vari ricorsi giudiziari, uno dei quali intrapreso dall’amministrazione dell’allora presidente Barack Obama, l’Assemblea generale della Carolina del Nord (a maggioranza repubblicana) sostituì, nel 2017, l’House Bill 2 con l’House Bill 142. La nuova legge affermava che il legislatore statale aveva il potere di regolare l’accesso ai bagni, senza però specificarne le modalità.

Per l’Aclu l’House Bill 142 finiva così per relegare, di fatto, le persone transgender in un limbo giuridico. Conseguentemente l’ong modificò il proprio ricorso per contestare la nuova legge. Ciò ha successivamente portato l’American Civil Liberties Union e il gruppo Lambda Legal a raggiungere un accordo col governatore della Carolina del Nord, il democratico Roy Cooper.

Accordo che, come accennato, è stato ieri approvato definitivamente dal giudice capo distrettuale. Con una sentenza di otto pagine Thomas David Schroeder ha stabilito che l’accordo impedisce ai funzionari statali di appellarsi all’House Bill 142 “per impedire alle persone transgender di utilizzare legalmente le strutture pubbliche in conformità alla loro identità di genere”.

A seguito della sentenza l’Assemblea Generale della Carolina del Nord ha archiviato tutti i ricorsi giudiziari in opposizione all’accordo.

 

Tags: aclubagnibagni pubblicicarolina del nordlambda legallgbtpersone lgbtipersone transgenderroy cooperthomas schroedertransusa
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