• GAYNEWS
  • SOSTIENICI
  • REDAZIONE
  • PUBBLICITÀ
  • CONTATTI
No Result
View All Result
GAYNEWS
  • Home
  • Attualità
  • Politica
  • Mondo
  • Cultura
    • Spettacoli
    • Libri
    • TV e cinema
    • Arte
  • Turismo
  • Sport
  • Salute
  • Video
  • Home
  • Attualità
  • Politica
  • Mondo
  • Cultura
    • Spettacoli
    • Libri
    • TV e cinema
    • Arte
  • Turismo
  • Sport
  • Salute
  • Video
No Result
View All Result
GAYNEWS
No Result
View All Result
Home Cultura

A tu per tu con Orietta: «Io penso che, le persone siano fatte per amare. Basta omofobia»

INTERVISTA ALLA CANTANTE EMILIANA, CHE HA CONQUISTATO SANREMO CON IL SUO BRANO E LA SUA GIOIOSITÀ

Giovanni Minerba by Giovanni Minerba
23 Marzo 2021
in Cultura

Era il 1970 quando incontrai per la prima volta Orietta Berti. Ero giovane e lei era agli inizi della stagione di grandi successi. Orietta venne a fare un concerto ad Aradeo (Le), mio paese natale, in occasione della festa patronale di san Nicola: il palco era stato situato accanto ai locali della macelleria di famiglia, che in quell’occasione con la gioia di una sua fan speciale, mia madre Nina, diventarono “il camerino” di Orietta.

Poi dopo anni, nel 2014, la invitai come ospite canora del mio ex festival torinese Da Sodoma a Hollywood. Ricordo un’Orietta entusiasta dichiarare: «Ho partecipato con molto piacere a questo evento perché è un esempio a favore dei diritti civili di tutti, di ognuno di noi. È un segno di libertà e rispetto che va a contrastare l’omofobia e i pregiudizi che spesso vengono utilizzati nei confronti di coloro che hanno deciso di dichiarare la propria omosessualità».

Orietta, è stato un Sanremo fantastico: dopo 29 anni sei riuscita a riprenderti quel palco come fosse lo stesso che tu calchi da 55 anni. Da dove arriva questa energia, oltre al peperoncino giornaliero?

Caro Giovanni, dopo il Covid, che ho per fortuna superato, avevo una stanchezza anomala data dagli strascichi del virus. Fortunatamente il mio medico, il dott. Fausto Torelli, mi ha consigliato una cura ricostituente a base di vitamina B, C e D. Curarsi è fondamentale e fare attenzione in questo periodo è doveroso. L’energia e la voglia di mettersi sempre in gioco per ogni nuovo progetto viene da questa mia vita, da questo mestiere di cantante che ti obbliga a “ricominciare ogni giorno da capo come se fosse il primo”. Come dicevano in Via col vento, «domani è un altro giorno» e, da quando ho iniziato nel 1965, è sempre stato così. È molto emozionante, anche se spesso può essere stressante, perché non ci si può rilassare mai. Tornare a Sanremo dopo 29 anni invece è stata una grande emozione, anche perché dopo quello del 1992, vissuto insieme al caro Giorgio Faletti, avevo deciso di non tornare. Quello con Giorgio fu un Sanremo divertentissimo, come era lui, e ho dei ricordi bellissimi. Il mio ritorno dopo 29 anni è opera di Pasquale Mammaro, il mio manager tv, il quale mi ha detto un giorno: «Orietta, mando alcuni brani del tuo nuovo disco ad Amadeus, così per sapere cosa ne pensa. Magari piacciono alla commissione». Poi dopo qualche giorno, proprio quando io e Osvaldo avevamo preso il Covid ed eravamo in quarantena, mi chiama Amadeus e mi dice: «Orietta, avremmo deciso con la commissione di Sanremo di averti al Festival con il brano “Quando ti sei innamorato”. Sei contenta? Ci sarai?». Io, lì per lì, ero poco convinta perché stavo ancora superando il Covid. Poi, le rassicurazioni e la fiducia di Amadeus e Pasquale, che mi dissero che per marzo e aprile sarei riuscita a guarire pienamente, mi hanno dato molta forza. E, ovviamente, grazie alla straordinaria collaborazione con il maestro Enzo Campagnoli, che mi ha diretto durante il Festival e che ha creato una perfetta alchimia tra me e i maestri dell’orchestra di Sanremo. Inoltre, con questa pandemia e il difficile momento che stiamo vivendo tutti, ci tenevo a essere presente a questo Festival unico, anche per dare un segnale di positività e solidarietà a tutti gli addetti al lavoro del nostro settore musica e concerti, che in questo anno sono stati colpiti duramente dalla crisi per la pandemia.

Durante il Festival sei stata incoronata “regina” dei social soprattutto dai più giovani, molti dei queli non ti conoscono personalmente. Oltre alla bellissima Quando ti sei innamorato cosa, secondo te, ha fatto emozionare il grande pubblico?

Penso sia stato tutto un insieme di cose. Sicuramente le esibizioni di Sanremo sono andate molto bene, sono state molto emozionanti per me e questa emozione è arrivata al pubblico. Poi la canzone è molto bella, una bella melodia italiana che rimane. Gli abiti, inoltre, sono stati una sorpresa e un successo tanto per me quanto per il pubblico che ha apprezzato tantissimo. Di questo devo ringraziare GCDS, Giuliano Calza (stilista) e il caro Nicolò Cerioni (stylist), che a Sanremo ha vestito me, Achille Lauro e I Måneskin. Infine, le gaffe e la mia spontaneità hanno fatto il resto: a volte non me ne accorgo, ma mi vengono così, naturali e in buona fede. Poi i social sono impazziti e mi ha fatto molto piacere: hanno conosciuto quella mia vena ironica e gioiosa che fa parte del mio carattere e della mia terra emiliana, alla Don Camillo e Peppone.

Una parte importante del pubblico sanremese, che ti ha sostenuto e amato, è composta da persone Lgbt+, dalle quali sei ritenuta una “icona”. Secondo te perché? Ti senti bene in questo ruolo?

Sono onorata di essere considerata un’icona ed è per me una gioia immensa, perché significa essere amata e rispettata. Loro sono da sempre i miei più cari amici. Da quando ho iniziato nel 1965, ho sempre avuto amici e collaboratori gay. Sarò sempre grata a loro e posso dire che mi hanno insegnato tantissimo nella vita come nel lavoro, per la sensibilità, il gusto per il bello, l’eleganza, la creatività, il senso della amicizia e il rispetto per l’arte e per le mille sfaccettature della vita. Ripeto: sono felicissima, onorata e grata per tutto l’affetto, la stima e i consigli che, oggi come ieri, mi danno, senza pregiudizi, perché nella vita (e oggi ancora più di prima) occorre essere positivi, amare e rimanere sempre se stessi.

È appena uscito il tuo cofanetto La mia vita è un film, che ripercorre la tua carriera di 55 anni e contiene anche un cd di inediti. Fra questi il brano Diverso, che racconta di una madre con un figlio che fatica a esternare ed accettare la sua omosessualità. Chi ti ha scritto questo pezzo bellissimo e importante? E perché hai scelto di inciderlo?

Il brano Diverso è stato scritto da tre grandi compositori: i maestri Enzo Campagnoli, Mario Guida e Tano Campagnoli, che hanno una straordinaria sensibilità e capacità di leggere e raccontare le emozioni e il mondo che ci circonda, traducendole nella nostra melodia italiana classica. Con loro ho collaborato al mio nuovo album La mia vita è un film e hanno scritto per me altri brani favolosi. Ho scelto di incidere questo brano perché è bellissimo e perché racconta l’amore di una madre, come potrei essere io o chiunque altra donna, che non accetta i pregiudizi e i tabù della società: dell’amore infatti non bisogna vergognarsi mai. Le parole del ritornello sono proprio queste: Io penso che, le persone siano fatte per amare. Il testo è bellissimo. La società di oggi ha bisogno di amare e di lottare contro l’omofobia, contro la violenza verso le donne, contro la violenza verso i più deboli. Spesso mi chiedono come avrei reagito se avessi avuto un figlio gay e io rispondo: «Avrei reagito come ho sempre fatto, con la naturalezza e la normalità di sempre, perché è così». Ho tantissimi amici fraterni che sono omosessuali e non mi sono mai posta il problema di distinguere le persone dalla loro sessualità. I miei genitori mi hanno sempre insegnato a distinguere le brave persone dai mal intenzionati: è questa l’unica distinzione vera da fare.

A proposito di questa canzone, credo conoscerai le associazioni di genitori con figli Lgbt+ come Agedo e Geco, che, sono certo, saranno contenti per questo tuo supporto. Sappiamo che ancora oggi molti genitori non accettano neppure l’idea possibilità di avere un figlio Lgbt+: cosa diresti loro?

Di non avere mai paura di amare, di amare i propri figli, la propria famiglia e la propria vita, perché l’amore, quello vero, non tradisce mai.


Mentre auspico di avere presto la possibilità di poterci incontrare ai tuoi concerti in Salento e riprendere in presenza, le presentazioni del tuo libro Tra bandiere rosse e acquasantiere, lasci a tutte le lettrici e i lettori di Gaynews un pensiero, una canzone augurale, che spazzi via questo Covid?

«Fin che c’è vita c’è speranza», che tra l’altro è proprio un brano inedito del mio nuovo album. Un abbraccio a te, a tutti. E a prestissimo, caro Giovanni.

 

 

 

 

 

 

Tags: agedoamadeusdiversoGaygecogenitorilgbtomosessualitàorietta bertipersone lgbtiquando ti sei innamoratosanremosanremo 2021
ShareTweetSend
Previous Post

Video-intervista a Jean Pierre Moreno: «Si approvi il ddl Zan: ci vuole una legge che ci tuteli»

Next Post

Roma, identificato e denunciato l’aggressore di Jean Pierre e Alfredo: è un 31enne romano

Next Post

Roma, identificato e denunciato l'aggressore di Jean Pierre e Alfredo: è un 31enne romano

No Result
View All Result

DOPO 25 ANNI D’ATTIVITÀ CONSEGNIAMO GAYNEWS ALLA STORIA

24 Febbraio 2023
Ph. Carla Catena

Addio a Liana Borghi, intellettuale lesbofemminista e studiosa del pensiero queer

22 Novembre 2021
Ph. ATN Napoli

A Roma centinaia di persone per la Trans Freedom March in occasione del TDoR

21 Novembre 2021
Facebook Twitter

Il 29 maggio 1998, un venerdì, prende il via la grande avventura del primo quotidiano on-line Lgbti in Italia. NOI (ora Gaynews.it) Notizie Omosessuali Italiane, diretta da Franco Grillini, eredita la testata di “CON/TATTO” registrata al Tribunale di Bologna fin dal 1989 e “organo” dell’ARCIGAY, che esce con 14 numeri prima di cedere il passo alla nuova impresa telematica.

DOPO 25 ANNI D’ATTIVITÀ CONSEGNIAMO GAYNEWS ALLA STORIA

24 Febbraio 2023
Ph. Carla Catena

Addio a Liana Borghi, intellettuale lesbofemminista e studiosa del pensiero queer

22 Novembre 2021
Ph. ATN Napoli

A Roma centinaia di persone per la Trans Freedom March in occasione del TDoR

21 Novembre 2021

IL GIORNALE

  • CHI SIAMO
  • SOSTIENI GAYNEWS
  • CONTATTI
  • REDAZIONE
  • PUBBLICITÀ
  • PRIVACY POLICY

Copyright © 2022 Gaynews - Giornale quotidiano d’informazione LGBTI+. Registrazione Tribunale di Bologna numero 5735 del 03/5/1989 Via Don Minzoni 18, 40121 Bologna.

Webmaster e Consulenza SEO: Daniele Sorrentino

  • Come Trovare Clienti da Libero Professionista con il Web: Strategie Essenziali per il Successo

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
  • Politica
  • Mondo
  • Cultura
    • Spettacoli
    • Libri
    • TV e cinema
    • Arte
  • Turismo
  • Sport
  • Salute
  • Video

Copyright © 2022 Gaynews - Giornale quotidiano d’informazione LGBTI+. Registrazione Tribunale di Bologna numero 5735 del 03/5/1989 Via Don Minzoni 18, 40121 Bologna.

Webmaster e Consulenza SEO: Daniele Sorrentino

  • Come Trovare Clienti da Libero Professionista con il Web: Strategie Essenziali per il Successo

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Cookie settingsACCEPT
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are as essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
ACCETTA E SALVA