TRENTO: ARCIGAY SUL CASO DELL'AGGRESSIONE
"Noi di Arcigay del Trentino e dell'Arcilesbica organizzatori della festa crediamo che sia stato unicamente uno spiacevole equivoco"
giovedì 22 luglio 2010 , di
Corriere del Trentino
Egregio direttore, per quanto riguarda Breno, il ragazzo italo-brasiliano che dice di essere stato aggredito a Trento, verso la fine della nostra festa del 10 luglio svoltasi in un pub della città, vorrei fare alcune considerazioni: dato che non ci sono testimoni e c'è confusione e divergenza tra le versioni fornite sull'accaduto, noi di Arcigay del Trentino e dell'Arcilesbica organizzatori della festa crediamo che sia stato unicamente uno spiacevole equivoco. Equivoco che ha rovinato una festa che stava andando benissimo, una festa «calda» e divertente.
Come abbiamo già avuto modo di dire, la solidarietà verso il giovane studente c'è stata ed è stata dimostrata ancora quella notte stigmatizzando nel contempo l'eccessiva reazione e i comportamenti spicci e pieni di malagrazia del padrone del Pub e della moglie. Per la cronaca, con queste persone si è deciso di non avere più rapporti commerciali per le nostre feste.Nel prendere posizione abbiamo solo aggiunto che ci sembra una cosa diversa dalle violente aggressioni omofobe che sono avvenute recentemente a Bolzano, a Roma e in altre città.
Se la denuncia porterà a qualche risultato lo vedremo e lo sportello legale dell'Arcigay nazionale sosterrà il giovane studente come promesso. Vorremmo solo rimarcare, in conclusione, la mancanza di spazi e luoghi qui a Trento per i gay, le lesbiche e i trans. Luoghi per socializzare e incontrarsi, a parte la nostra piccola sede, e poter effettuare senza problemi e alla luce del sole feste ed eventi ludici, aperti anche a tutte le persone che ci rispettano. (Presidente del circolo Arcigay del Trentino)
Le reazioni Arcigay e GayLib: «Nessuna aggressione omofoba»
Stefano Cò, presidente del C.P. Arcigay del Trentino, come già chiarito in un primo momento, spiega: «Ci sembra una cosa diversa dalle violente aggressioni omofobe che sono avvenute recentemente a Bolzano, a Roma e in altre città». E rimarca «la mancanza di spazi e luoghi qui a Trento per i gay, le lesbiche e i trans per socializzare e incontrarsi». «La lotta all'omofobia è una cosa seria e necessaria nel nostro Paese, dove i gay vengono accoltellati e insultati - afferma Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centrodestra) - Tuttavia nel caso della recente aggressione di Trento ci andrei cauto ad urlare "al lupo", poiché nessun barista si dichiarerebbe nemico degli omosessuali nel momento in cui ospita nel suo locale proprio una festa gay».