E’ rimasto un’ora e mezza in Procura. Ha raccontato degli abusi subiti quando era ragazzino, da parte di don N.G., ma non solo quello. Ha segnalato ai magistrati i nomi di altri tre preti sospettati di pedofilia e di sacerdoti «informati sui fatti». Francesco Zanardi, il gay savonese ed ex amministratore del sistema informatico della Diocesi di Savona, ieri pomeriggio, non ha nascosto nulla ai sostituti procuratori della Repubblica, Giovanni Battista Ferro e Alessandra Coccoli. E non si è limitato a parlare. Ha anche consegnato i nastri di conversazioni da lui registate con alcuni sacerdoti, un’ampia documentazione, un memoriale di cinque pagine che ripercorre tutta la sua vicenda, raccomandate con ricevuta di ritorno.
Zanardi non era solo. Quando, poco dopo le 15, è entrato nell’ufficio al sesto piano di palazzo di giustizia dove è stato sentito dai magistrati, con lui c’era anche don Carlo Rebagliati, ex economo dimissionario della Diocesi. Alla fine, non ha nascosto la soddisfazione per l’esito dell’incontro. «Penso proprio - ha spiegato - di aver portato nuovi elementi al vaglio degli investigatori. Ma di più non fatemi dire. Non voglio pregiudicare eventuali indagini». Indagini che a questo punto dovrebbero allargarsi, prendere nuove direzioni. A don N.G., il sacerdote sotto inchiesta per gli abusi che avrebbe commesso a danno non solo di Zanardi, ma anche di altri giovani parrocchiani più di 25 anni fa, se ne potrebbero aggiungere altri tre. Uno era in seminario ai tempi in cui sono avvenuti i suicidi di due seminaristi, portati proprio di recente all’attenzione pubblica dal parroco di Lavagnola don Giovanni Lupino con una lettera aperta pubblicata su «Il Letimbro», il mensile della Diocesi, e dei quali il sacerdote ha anche parlato l’altra sera intervistato a Radio Savona Sound. Gli altri due esercitano tuttora il sacerdozio nel Savonese. Zanardi avrebbe fornito al magistrato anche i nomi delle presunte vittime che presto potrebbero essere convocate in Procura. Come molto presto dovrebbe essere sentito anche don Giovanni Lupino.
Zanardi, all’uscita da palazzo di giustizia, ieri ha ribadito la sua istanza al cardinale Angelo Bagnasco, in qualità di presidente della Cei, affinché il tribunale ecclesiastico proceda nei confronti di don N.G. con una condanna e un risarcimento dei danni «perchè in questo caso - ha sottolineato - esiste una confessione da parte del prete».