I NO VAT NON FANNO PIù BRECCIA. MANIFESTAZIONE «LOW PROFILE»
«Laici, antifascisti, antirazzisti», e isolati. In piazza con loro Cobas, radicali gay e il segretario del Prc Ferrero
lunedì 15 febbraio 2010 , di
Il Manifesto
ROMA - Le manifestazioni No Vat, evento creato dal coordinamento nazionale Facciamo Breccia per "celebrare" i patti lateranensi firmati l'11 febbario del 1929 con un corteo anti Vaticano, sono sempre state un appuntamento "altro". Non ha mai fatto il pieno di politici, né di associazionismo. Ma quella di ieri è forse stata la manifestazione a più bassa partecipazione da cinque anni a questa parte. Pochi manifestanti e poche adesioni (individuati Cobas, Certi Diritti, associazione gay dei Radicali, e l'associazione Coscioni, comunque a ranghi ridottissimi, e tra i politici il segretario della Federazione della sinistra Paolo Ferrero). Un segnale di pessima salute dei movimenti gay, lesbo e transessuali - vero cuore dei No Vat. Perché visto da Facciamo Breccia lo scarso interesse suscitato dall'appuntamento va letto in tanti modi (pochi soldi, difficoltà pratiche dell'organizzazione), ma anche da un punto di vista politico. Analisi a cui gli organizzatori non si sottraggono: «Non c'è dubbio, Facciamo Breccia, come altri soggetti, è una realtà che negli ultimi tempi viene isolata», dice Elena Biagini. Parole condivise da molti altri. A isolare i No Vat sarebbero quelle parole che urlano dallo striscione di apertura («autodeterminazione, laicità, antifascismo, antirazzismo e liberazione»), la volontà di continuare a portare all'interno di riunioni e assemblee un'analisi della realtà che non fa sconti e individua nel sessismo e nel razzismo i sintomi più pericolosi di una società a vocazione autoritaria. E la loro posizione irriducibilmente antifascista. Così quelli di Facciamo Breccia si sono ritrovati ad essere etichettati come «estremisti» e addirittura «violenti».
«Ti ritrovi ad essere una realtà antagonista semplicemente perché non rinunci a offrire un'analisi più approfondita», dice Porpora Marcasciano, tra le animatrici di Facciamo Breccia, sociologa e storica militante transessuale. Tirerebbe insomma una brutta aria, che nonostante la batosta elettorale della sinistra non soffia verso una ricomposizione dei movimenti ma, anzi, verso una sempre più profonda frantumazione. Manca, certamente, una volontà di confronto e di reciproca legittimazione. I No Vat continuano a censurare le ingerenze politiche del Vaticano nella sfera pubblica italiana, attraverso riflessioni che traspaiono anche dai loro slogan irriverenti e una irriducibile spinta libertaria: girano finte suore, papi "Birba", conigliette e cori come «Benedetta, vecchia travestita, alzati la gonna e goditi la vita». Atteggiamenti che si pagano: ogni anno alla manifestazione viene sequestrato uno striscione considerato "inopportuno". Stavolta la polizia voleva che fosse ammainata una grande Madonna dal cuore sanguinante e fornita di pene (sotto c'era scritto «Miracolo!»). Ma dopo una discussione a microfono aperto tra chi voleva consegnare lo striscione considerandolo un gesto di superiorità intellettuale, e chi invece voleva difendere «il diritto alla libera espressione», la Madonna trans è arrivata sana e salva fino a Campo De' Fiori.