"GENOVA, CHE NOIA", CHIUDE IL SITO GAY
Passato il Pride, tempi duri per la guida on line aperta tre anni fa. Ora l´addio, con sfogo
venerdì 27 novembre 2009 , di
La repubblica - Genova
«Chiudo il sito, a Genova non c´è più nulla da segnalare, chi arriva da fuori in questa città, scappa dopo al massimo ventiquattr´ore»: Fabrizio Polo ha aperto tre anni fa www. genovagayguide. com, l´unico sito di informazioni turistiche sulla città rivolto alla comunità Lgbtqi di Genova e non solo. Ha segnalato meticolosamente cosa accadeva ogni sera e cosa poteva essere interessante fare, ha creato un piccolo archivio di locali gay friendly, dai ristoranti ai pub ai bed and breakfast.
Ora basta: «Chiudo tutto - spiega - le motivazioni non sono tecniche, ma pratiche, a Genova non c´è più nulla da segnalare, è una città triste e noiosa, non soltanto per ciò che riguarda la vita gay: ma è un autogol che la città fa a se stessa, il turismo "omo" ricopre il 20% del comparto complessivo, ma nessuno ha mai pensato di promuovere Genova in questo settore».
Un declino, denuncia Polo, che è cominciato dal 2004 e che il Pride di giugno non ha cambiato: «Ce l´ho messa tutta per segnalare, pubblicizzare, ma mi consolo, non è bastato neppure il Pride a risvegliare questa città». Perché, spiega, è stufo di ascoltare continuamente la stessa storia: «La maggior parte delle persone che conosco della comunità gay genovese, dai 30 ai 40 anni, si è trasferita o si sta trasferendo altrove, Milano, Torino, New York, Londra. E l´entusiasmo dei turisti che mi contattavano, attraverso il sito, non durava più di 24 ore: mi chiamavano, "tutto qui? è una noia, noi ce ne andiamo a Milano"».