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  PISA. DERUBANO UN «VIADO», ARRESTATI
La Nazione: "Bravata pagata a caro prezzo per tre ventenni marinesi di buona famiglia"
martedì 29 settembre 2009 , di la Nazione
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  di FEDERICO CORTESI

UNA BRAVATA pagata a caro prezzo da tre giovani pisani di buona famiglia', finiti nella casa circondariale Don Bosco dopo aver derubato un transessuale. I protagonisti di questo ennesimo squallido episodio microcriminalità sono tre ventenni che abitano a Marina di Pisa. C.A. di 28 anni, S.M. di 22 anni ed E.V di 21 anni sono stati tratti in arresto dalla polizia perché responsabili, in concorso tra loro, del furto con strappo in danno di un viado ventiquattrenne. QUESTI i fatti. Poco dopo l'alba di sabato, erano all'incirca le 6,30, un'autopattuglia della sezione «Volanti» in servizio di perlustrazione sulla via Aurelia riceve una richiesta di soccorso da parte di un viado che poi indica ai poliziotti un'auto - una Lancia Y con tre giovani a bordo - riferendo che poco prima il terzetto gli aveva strappato la borsa con il relativo contenuto. I tre vengono inseguiti, raggiunti e fermati dagli agenti che poi li identificano. Nella loro disponibilità viene trovato denaro, il telefono cellulare e altri oggetti di proprietà del transessuale extracomunitario che erano custoditi nella borsa rubata poco prima al viado. E COSÌ per i tre giovani marinesi scatta l'arresto in flagranza di reato (furto) e, quindi, vengono immediatamente condotti negli uffici nella questura in via Lalli e, dopo aver espletate le formalità di rito, poi accompagnati i carcere, in attesa del processo per direttissima. A carico del viado brasiliano, invece, il poliziotti hanno accertato sussistere una una posizione di irregolarità in merito alla sua presenza sul nostro territorio nazionale. PERTANTO, anche il transessuale extracomunitario è stato sua volta tratto in arresto per la violazione delle normativa di legge sugli stranieri. Il giovane, parte lesa per il furto subìto da parte dei tre ventenni marinesi, all'atto del'identificazione in questura, è risultato avere in atto un provvedimento di espulsione emesso dal prefetto di Livorno il 14 agosto dello scorso anno e del successivo ordine del questore di Milano - risalente all'11 ottobre scorso - emesso a seguito della sua dimissione dal centro di accoglienza per extracomunitari «Corelli» del capoluogo lombardo. IL TRANSESSUALE è stato così dichiarato in arresto e rinchiuso nella casa circondariale Don Bosco. Ieri mattina il viado è stato condotto in tribunale per l'udienza del processo per direttissima. Il giovane è stato poi scarcerato, dopo aver patteggiato la pena di cinque mesi e dieci giorni di reclusione. Infine, è stato accompagnato presso l'Ufficio Immigrazione e munito di nuovo provvedimento di espulsione e contestuale ordine del questore a lasciare il nostro territorio nazionale.
 
 
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Franco Grillini
 

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