OLGINATE. «PESTATO PER STRADA PERCHé GAY»
La vittima, ospite di una comunità, è stata visitata all'ospedale. Indaga la Polizia
lunedì 15 giugno 2009 , di
La Provincia
Olginate «Sono stato picchiato, solo perché sono gay». È questa la denuncia di Emanuele Locatelli (nella foto), 25 anni, originario di Olginate. Il giovane che vive ora in un appartamento di una comunità alla porte della Brianza che lo segue e lo aiuta ha raccontato di essere stato selvaggiamente picchiato all'esterno di un bar solo perché omosessuale.
È quanto il giovane, che sogna di diventare uno scrittore famoso, ha raccontato ricostruendo ai medici del Pronto soccorso di Lecco e agli agenti della Questura dove ha sporto denuncia contro ignoti.
A raccontare i fatti è lo stesso Emanuele: quello che gli è successo quella sera ha messo a dura prova il suo fragile equilibrio interiore, contro il quale ogni giorno combatte, lavorando con l'équipe della comunità che lo segue.
«Sabato scorso ero uscito per bere una birra e trascorrere la serata. Ero all'esterno del bar a fumare una sigaretta quando ho visto un altro ragazzo. Ho notato che aveva una bella barba, ben curata e gli ho fatto questo apprezzamento chiedendogli chi fosse a tagliargli la barba. La sua reazione è stata strana. Sapeva che sono omosessuale, perché non l'ho mai nascosto e anche quando sono arrivato a vivere nell'appartamento di questa comunità si è subito diffuso».
«Forse per questo quel ragazzo mi ha preso in disparte dicendomi che mi voleva parlare. Mi ha spiegato che lui ha tanti amici omosessuali, ma che secondo lui tutti noi avremmo solo una cosa in testa. Mi sono affrettato a chiarire che il mio apprezzamento era solo per la sua bella barba e che non avevo secondi fini. Sembrava tutto sistemato al punto che mi ha stretto la mano».
Ma poi secondo il racconto di Locatelli e stando anche al verbale di denuncia, le cose sono degenerate. «Più tardi sono rientrato nel locale, per riportare il bicchiere e salutare gli avventori. A quel punto ho notato il buttafuori che cercava di fermare il ragazzo. Il giovane è stato cacciato e una volta fuori ha iniziato a picchiarmi selvaggiamente, strappandomi la giacca e insultandomi per la mia omosessualità. Non so cosa gli fosse preso: forse vedermi mentre era lì con i suoi amici gli ha fatto scattare qualcosa. Mi picchiava e mi spingeva a terra, voleva anche colpirmi con un bicchiere. Sono anche invalido ho avuto problemi e temevo di restare paralizzato». Una coppia di fidanzati lo ha aiutato e lo ha riportato in comunità dove si è provveduto ad allertare un'ambulanza per portarlo all'ospedale di Lecco. «Mi hanno medicato e dato 3 giorni di prognosi. Ma quello che è successo quella sera mi ha messo addosso ansia e paura, per cui ho preso un ansiolitico. Ma 10 gocce non mi bastavano, 20 neppure, non riuscivo a calmarmi e così ho preso tutto il flacone. Mi hanno trovato gli educatori più tardi, incosciente e per questo sono stato ricoverato nuovamente in ospedale. Ora sto bene, ma non riesco a dimenticare quello che mi è successo».