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  MILANO: ENNESIMO RAID DELLA POLIZIA IN UN LOCALE GAY FRIENDLY
L'ispettore Di Gregorio torna a interessarsi dei gay, a modo suo.
venerdì 15 maggio 2009 , di Marco Volante
zoom A A A Scrivi a Gaynews Invia ad un amico Stampa
  Il commissariato di via Schiapparelli a Milano riprende le attività contro i locali gay. Ieri sera due volanti del commissariato si sono fermate al Mono, un locale molto frequentato da gay e loro amici, e gli agenti hanno effettuato un apparente controllo di routine dei documenti. Ben presto però la diversa natura dell'intervento si è svelata, quando l'ispettore Di Gregorio ha iniziato ad arringare la folla intimando a molti di allontanarsi con modi – diciamo – poco rassicuranti. Clicca per ingrandire... Il nostro ispettore non è nuovo a episodi di questo genere. Nella notte fra il 17 e il 18 ottobre 2002, poco prima di mezzanotte: la polizia ha effettuato il terzo raid consecutivo nel giro di una settimana nei locali gay della "strada gay" di Milano, via Sammartini, identificando tutti i presenti, sequestrando materiale stampato (volantini e riviste gay) e minacciando di fronte a numerosi testimoni di "passare d'ora in poi tutte le sere" perché questi locali "non sono legali". Per un caso quella stessa sera ero presente sul luogo insieme a un gruppo di amici, l'on. Franco Grillini, Frank Semenzi, editore di Pride, Giovanni Dall'Orto, allora direttore di Pride, Gianni Rossi Barilli, del Manifesto e Diego Palazzo di Radio Popolare. Frank Semenzi è stato addirittura accompagnato in commissariato dopo aver protestato contro i modi con cui gli agenti e l'ispettore trattavano le persone controllate, bruschi e intimidatori. Immediatamente tutta la “delegazione” si è trasferita davanti al portone del commissariato e l'on. Grillini ha chiesto conto del raid e del fermo ricevendo risposte elusive circa un problema di viabilità dato dai parcheggi selvaggi davanti ai locali gay. L'onorevole intervento ha comportato un incontro col Questore e le sue assicurazioni che la vicenda sarebbe stato un episodio isolato e non ripetibile in quanto non in linea con la “politica” della questura. Voci univoche hanno dato l'ispettore assegnato ad altra sede per qualche tempo, ma evidentemente il tempo non è stato lungo perché i raid sono ricominciati come se nulla fosse successo.

Qui di seguito, per documentazione, riporto l'articolo apparso su gay.tv poche ore dopo i fatti del Mono.

Mono, locale gay friendly di Milano, subisce lanci di uova e moniti della polizia

“Alle 22.15 di questa notte il locale gay-friendly Mono di Milano è stato oggetto di una retata da parte della polizia. Le forze dell’ordine, giunte in via Panfilo Castaldi con due volanti, erano rappresentate da tre uomini in divisa ed altrettanti in borghese. I sei sono subito intervenuti sulle persone che stazionavano sul marciapiede in prossimità del locale, chiedendo loro i documenti, indistintamente a chi aveva una bevanda in mano e a chi, invece, stava solamente scambiando due chiacchiere senza una consumazione. I poliziotti sono entrati nel locale e hanno chiesto la documentazione e le licenze ai gestori del Mono, ribadendo che non è possibile essere causa di schiamazzo notturno, né di creare un agglomerato di persone nelle immediate vicinanze. Una responsabile della gestione del locale milanese ha dichiarato: ‘E’ una forma di repressione messa in atto dal sindaco di Milano Moratti; si sta attuando la politica dell’intimidazione nei confronti dei pub e bar gay e gay-friendly. Pochi giorni fa la polizia ha messo in atto le medesime dinamiche ad un altro locale della città, frequentato principalmente da persone lgbt. Noi, in anni di apertura non abbiamo mai avuto problemi con i vicini e residenti limitrofi; la musica è bassa e nel rispetto delle normative, e sono a conoscenza del fatto che proprio un’ordinanza comunale di un paio di anni fa ha permesso ai locali di poter far uscire i propri clienti sul marciapiede attiguo, sia con bicchieri di plastica che con quelli di vetro, purché dopo le ore 21.00. In questo periodo però si respira un clima di insofferenza; mercoledì sera ci hanno addirittura lanciato delle uova dai balconi’. Subito la testimonianza di Saverio Romani, consigliere nazionale Arcigay, che ha definito le azioni della polizia ‘eccessive e del tutto simili ad un atto intimidatorio’. Saverio Romani è inoltre deciso nella mattinata di domani, a recarsi al commissariato competente per chiedere delucidazioni in merito, soprattutto, a detta sua, per il fatto che questi controlli non avvengono in zone della città più problematiche per quanto concerne lo stazionamento nei pressi di bar e pub, come ad esempio Corso Como. Gran parte delle persone presenti si sono trovate in disappunto di fronte al comportamento di Di Gregorio, coordinatore delle forze dell’ordine presenti. Di Gregorio infatti ha consigliato vivamente di lasciare libero il marciapiede e di non stazionarvici. ‘Il marciapiede è di tutti’ ha affermato Di Gregorio, ‘la gente non deve fare slalom tra di voi che avete deciso di rimanere fermi a chiacchierare. Se volete chiacchierare, entrate nel locale’. I responsabili del Mono hanno assicurato però che non vi è stata alcun tipo di multa nei loro confronti, e che si è trattato solamente di un atto intimidatorio. Il presidente del Consiglio probiviri Arcigay Stefano Oldani ha affermato: ‘Quello che è capitato questa sera al Mono non è altro che un sentore nazionale delle nuove dinamiche di controllo dei locali. A Milano hanno recintato le zone adiacenti al MOM, altro locale storico della gioventù cittadina; pare che si stia cercando di veicolare prepotentemente le aree di aggregazione giovanili, che, in quanto tali, dovrebbero essere spontanee’. Manuel Masi”


Evidentemente Milano è considerata una zona franca in cui è possibile vessare persone e attività commerciali con comportamenti al limite della legalità perfino da parte delle Forze dell'Ordine. Il rischio è che questi atteggiamenti l'ordine possano disturbarlo.

Marco Volante
 
 
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Franco Grillini
 

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