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  VITERBO. UNA BANDA TERRORIZZA I GAY.
Sarebbero giovani provenienti da Civita Castellana che imperversano nella zona del Bulicame. Derubati e rapinati: ma qualcuno ha avuto il coraggio di sporgere denuncia
venerdì 08 maggio 2009 , di Il Corriere di Viterbo
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  (nm) Omosessuali derubati o, peggio, rapinati al Bulicale. Un fenomeno non nuovo ma che, negli ultimi tempi, ha fatto registrare un’impennata, e sul quale le forze dell’ordine - a cominciare dai carabinieri - lavorano a fondo. Qualcuno, infatti, ha avuto il coraggio di vincere la ritrosia, e ha denunciato nero su bianco l’accaduto. Se altri - la maggior parte - continuano a tacere, c’è stato chi, con la sua denuncia, ha attivato l’azione degli investigatori. I controlli, adesso, sono più assidui. A prendere di mira, intimidendoli, i gay sarebbe una banda di ragazzi. Un gruppo di rumeni che, in trasferta da Civita Castellana a Viterbo, si sono insediati nella zona, soprattutto dalle parti dell’Orto botanico. Gli omosessuali, secondo uno schema tipico, avvicinano i ragazzi che, a loro volta, accettano di aere, con loro, rapporti dietro compenso. Una “normale” forma di prostituzione, insomma. Altre volte, però, succede qualcosa di diverso. Gli omosessuali, infatti, vengono derubati dei loro averi o, attraverso le percosse e le minacce, rapinati. In qualche caso, sono gli oggetti lasciati momentaneamente incustoditi nelle loro auto a sparire. I pericoli, per il mondo omosessuale, sarebbero soprattutto intensi in un punto dove, per esservi una sorgente, ci si reca con bottiglie e taniche. E’ lì, infatti, che gli omosessuali si recherebbero per un’attività apparentemente ordinaria come, appunto, rifornirsi di acqua. Acqua sulfurea che, notoriamente, ha proprietà particolari, che la rendono notevolmente benefica per la salute. Proprio quel gesto esternamente tranquillo, però, celerebbe un’insidia. Chi si reca lì, in altre parole, manifesterebbe la propria dfisponibilità ad avere incontri fugaci, con persone dello stesso sesso, soprattutto quando è buio. E’ allora che, dall’oscurità, si farebbero avanti questi ragazzi. Che, tra l'altro, non sarebbero i soli stranieri a frequentare, per il medesimo motivo (la prostituzione maschile), quell’area. Vi sono, infatti, altri stranieri, prevalentemente nordafricani, a frequentare il sito. Sarebbero solo i rumeni, secondo i pochi particolari che filtrano, a rendersi responsabili dei furti e delle rapine. Proprio quella banda “civitonica” sulla quale, dopo le denunce, starebbero lavorando i carabinieri. Pericoli, ovviamente, ce ne sono anche per chi, nulla sapendo delle particolari frequentazioni che caratterizzano il luogo, ci si spinge sì con la bottiglia, ma solo e soltanto per rifornirsi di acqua. C’è stato qualche caso di persona che, mentre si riforniva d’acqua, si è vista avvicinare e “contattare” in modo non propriamente discreto da persone che, a loro volta, pensavano di avere che fare con un “correligionario”. Morale: la bottiglia si è levata in alto, e ha colpito alla testa il malcapitato in cerca di intimità. Il quale, invece delle effusioni, ha avuto un certo numero di punti in testa (e di prognosi, con tanto di ricovero in ospedale). Il rischio vero e, secondo alcune fonti, concreto, è quello di un uso improvviso di coltelli. Durante i furti e le rapine, in altre parole, le ”ribellioni” di chi non accetta passivamente di subire quella forma di violenza potrebbero portare, di punto in bianco, i componenti della banda a usare il coltello. Con conseguenze imprevedibili. Insomma, il mondo omosessuale è in fermento. Si è sparsa la voce delle incursioni di quella banda “forestiera” e, adesso, c’è paura. Non si spiega altrimenti che, rompendo una consolidata tradizione di riservatezza e di silenzio, più d’uno si sia deciso a sporgere denuncia. Le forze dell’ordine, da parte loro, hanno intensificato la vigilanza. L’area, però, è vasta. Sono posti accidentati, fuorimamo, che spesso non possono essere raggiunti dalle auto.  
 
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Franco Grillini
 

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