CASSAZIONE: TEST AIDS SOLO CON IL CONSENSO DEL PAZIENTE
PIU' TUTELA PER GLI OMOSESSUALI, RISARCIBILI SE LA PRIVACY NON E' RISPETTATA
martedì 03 febbraio 2009 , di
ADN KRONOS
Piu' tutela nei confronti degli omosessuali malati di Aids. La chiede la Cassazione secondo la quale "nessuno puo' essere sottoposto al test anti-Hiv senza il suo consenso". Diversamente, se non viene rispettata la privacy dell'omosessuale e della malattia da cui e' affetto questi puo' chiedere e ottenere il risarcimento dei danni subiti. In questo modo la terza sezione civile ha accolto il ricorso di A. V., un commerciante di Perugia che il 24 gennaio del 1996 era stato ricoverato presso l'ospedale di Citta' di Castello per un forte attacco febbrile con diagnosi di leucopenia ed era stato sottoposto, senza il suo consenso, al test anti-Hiv.
La vicenda, ricostruisce la sentenza 2468 di piazza Cavour "era stata custodita senza alcuna riservatezza cosi' che le notizie relative alla salute di A. V. e alla sua omosessualita' si erano diffuse all'interno e all'esterno dell'ospedale". Il commerciante, che tra l'altro aveva dovuto chiudere la sua attivita' in seguito alle notizie che si erano sapute, ha denunciato il primario dell'ospedale e la Asl numero 1 della Regione Umbria, chiedendo un risarcimento di 500 mila euro.
Se per la Corte d'Appello di Perugia, a febbraio 2004, i medici e il personale ospedaliero avevano agito nell'esclusivo interesse del paziente e non avevano violato in alcun modo la sua privacy, per la Cassazione invece, che ha accolto il ricorso di A. V., l'uomo e' stato doppiamente leso nella privacy sia perche' "e' stata indicata in piena evidenza nella cartella clinica la sua omosessualita' e la cartella non e' stata custodita con la diligenza necessaria ad evitare che di essa potessero prendere visione anche persone estranee al personale sanitario, sia perche' il test anti-Hiv gli e' stato fatto senza chiedere il preventivo consenso".