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  INSEGUITO E PICCHIATO PER STRADA: "L'HANNO FATTO PERCHé SONO GAY"
A Milano il racconto di Massimiliano Scavia, 36 anni, arredatore. Ecco il referto ospedaliero: ecchimosi multiple ed escoriazioni al capo e al volto, perdita di conoscenza, contusioni all’addome
martedì 09 dicembre 2008 , di la Repubblica
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  di Sandro De Riccardis

Prima gli insulti, poi l’aggressione a colpi di calci e pugni che lo lasciano privo di sensi sul marciapiede. «Frocio di m...» continuano a urlargli, inseguendolo, finché le offese si trasformano in un vero e proprio pestaggio. Il fatto è successo alle 5.30 di domenica 16 novembre , ma la vittima ha deciso solo adesso di uscire allo scoperto. Massimiliano Scavia, 36 anni, arredatore, lascia il gruppo di amici con cui era tra i tavoli di un locale di via Molino delle Armi, frequentato — anche, ma non solo — da gay, e decide di tornare a piedi verso casa. Arriva in via Santa Sofia e qui, poco lontano dal locale, incrocia un gruppetto di ragazzi che inizia a insultarlo.



«Erano italiani, più o meno ventenni, persone che non avevo mai visto prima — racconta —. Due di loro hanno iniziato a gridare i loro insulti nei confronti degli omosessuali, riferendosi poi a me nello specifico. Io sono andato dritto per la mia strada senza voltarmi. “Frocio di m…” continuavano a urlarmi alle spalle e allora ho avuto uno scatto d’ira e ho risposto a tono. Forse ho sbagliato, ma mi sentivo offeso. Poi ho accelerato perché ho capito che continuavano a inseguirmi». Poco dopo, l’aggressione. Con un primo calcio che gli fa perdere l’equilibrio. «Mi hanno sferrato un calcio alla schiena e sono caduto a terra sbattendo la faccia sull’a sfalto. Una volta a terra hanno iniziato a darmi calci ovunque, alla testa, alle gambe, all’addome. Mi sono ritrovato con il naso che mi faceva male e un trauma cranico. Poi sono svenuto. Non ricordo più nulla».



Alle 6.30 Massimiliano è in ospedale, accompagnato da alcuni parenti. Il referto medico redatto al pronto soccorso del Policlinico, poche ore dopo l’aggressione, indica una prognosi di otto giorni e una descrizione delle ferite che raccontano di un vero e proprio pestaggio: ecchimosi multiple ed escoriazioni al capo e al volto, perdita di conoscenza, contusioni all’addome, torace e zona renale. Il referto finisce al posto di polizia dell’o spedale e da qui in questura. «Ho tenuto per giorni un tutore al naso», dice oggi Massimiliano. E sulle ragioni che lo hanno spinto a rendere pubblica ora la sua disavventura, spiega: «Ho riflettuto a lungo, anche con il mio avvocato, prima di rendere pubblico l’e pisodio. Alla fine ho deciso che era giusto così: si deve sapere che in questa città, nel 2008, accadono ancora episodi di intolleranza».

(08 dicembre 2008)
 
 
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Franco Grillini
 

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