“Inaccettabile”. La scena omosex di apertura costa la bocciatura della Commissione nazionale di valutazione della Cei a “Un altro pianeta”, il film con l’anconetana Lucia Mascino. E arriva la rimozione dalla programmazione del cinema “Azzurro” di via Tagliamento, il cinema della parrocchia Santa Maria dei Servi. Dove il film (costato meno di mille euro) però è già stato programmato dal 7 novembre con un ottimo incasso di 1.500 euro. Un successo che anche l’altra sera aveva spinto diverse persone a presentarsi alla cassa per staccare il biglietto. Ad accoglierli, però, non il film (premiato alle Giornate degli Autori dell'ultima Mostra di Venezia) ma il gestore, Lorenzo Capulli. A lui il compito di annunciare lo stop della pellicola “inaccettabile”. Scelta «triste» per Lucia Mascino, ieri in tournée a Bologna, attesa per il 7 dicembre nella sala di via Tagliamento per un dibattito sul film. Ora si cercherò comunque di salvare questo incontro, cercando un “campo neutro” (Sperimentale o sala audiovisivi) per la proiezione.
Lo stop - “Ci scusiamo con il pubblico ma il film è stato giudicato inaccettabile dalla Commissionane nazionale valutazione film Cei. Come cinema parrocchiale e nel pieno rispetto di tale decisione sospendiamo le proiezioni che riprenderanno venerdì 21” si legge nel biglietto affisso all’ingresso del cinema. Accanto la locandina con cui invece si annuncia la rassegna “Il comune senso del pudore” con film di Pasolini (pellicole che suscitarono scandalo e che ora la sala parrocchiale ospita senza problemi). L’altolà alla programmazione è arrivato martedì mattina quando la Commissione Cei (istituita per esprimere "valutazioni morali ai fini pastorali" e tali valutazioni sono vincolanti per la programmazione delle Sale dipendenti dall’autorità ecclesiastica) ha diffuso il proprio giudizio negativo (tra le avvertenze anche: “é da evitare sia in programmazione ordinaria sia in altre circostanze. Molta attenzione sarà da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di vhs e dvd”) della pellicola classificata “inaccettabile” (il peggior giudizio) alla voce tematiche “omosessualità”.
Il gestore - «Sono stati io a bloccare il film quando è uscito il giudizio della commissione Cei. Mi scuserò con il parroco, don Bartolomeo, per il malinteso e mi dispiace per aver tarpato le ali a Lucia Mascino nella sua città. Ma non mi rimprovero nulla. Se tornassi indietro rifarei la stessa scelta» commenta Lorenzo Capulli, gestore del cinema Azzurro. Lui aveva deciso infatti di programmare la pellicola, con l’attrice anconetana, sin dal 7 novembre, data di uscita nazionale. «Il film non era vietato ai minori di 14 anni. C’era un'attrice protagonista anconetana: abbiamo deciso di programmarlo. Il giudizio della commissione? Non era uscito. Ma io giorno per giorno, per scrupolo, mi collegavo al sito per verificare eventuali decisioni della Cei - aggiunge Capulli - E solo ieri (martedì,) è arrivato il giudizio inaccettabile, così ho bloccato la programmazione nel pieno rispetto delle direttive». Stop dopo giorni di soddisfazioni al botteghino, «con incassi superiori a pellicole in programmazione in altre sale» sottolinea Capulli.
Il regista - «Mi dispiace molto, ma posso capire il motivo della sospensione visto che si tratta di una sala parrocchiale. Forse la stranezza sta proprio nel fatto di averlo programmato lì. Ma soprattutto mi dispiace che l’interruzione della programmazione sia avvenuta proprio nella città di Lucia» commenta Stefano Tummolini, il regista di “Un altro pianeta”. Il quale respinge le bacchettate della Cei. «Nel film non c’è alcunché di scandaloso o morboso - afferma - La scena omosex? E’ fuori campo, si può solo intuire. E poi il film non è una semplice visione corpi ma si basa su uno scambio emotivo forte. Il messaggio è stato frainteso. Ora mi auguro ci possa essere spazio ad Ancona per una sua visione».