Anthony, sei al tuo primo lavoro, che cosa racconti in "Dentro di me"?
"Dentro di me" è il mio esordio, è una raccolta di racconti di amore e sesso tutti a tematica omosessuale, passo dal sesso estremo al concreto bisogno di sentimento.
Il sesso mi ha sempre incuriosito ma la cosa che ci tengo a descrivere sono le situazioni, i contesti, i personaggi; proprio perchè il confine tra amore e sesso (se esiste questo confine) è qualcosa di molto sottile, di sfumato.
Ritengo che qualunque atto sessuale se praticato da due maggiorenni consenzienti, anche il più estremo, può diventare un atto d'Amore se fatto con la persona che si ama.
Quello che si legge nei miei racconti è il tentativo di far convivere la parte sessuale con quella affettiva, perchè credo che una cosa non debba necessariamente nascondere l'altra, c'è proprio un contrasto molto forte. Nel racconto "Cagnolino" viene descritto del sadomaso in modo molto crudo ma poco prima c'è "Zucchero e Caffè" dove racconto a mia mamma la prima volta col mio ragazzo che ho amato con tutto me stesso.
Si parla di molti altri temi: si parla di violenza, di desiderio di paternità, di autolesionismo, di affetto.
E ovviamente di Amore e Sesso. Perchè in fondo sono la stessa cosa. O forse no.
La mia migliore amica ha detto che dopo aver letto "Dentro di me" si è sentita come graffiata. Ma un graffio dolce, a forma di cuore.
Come nasce l'idea di scrivere un libro?
Tutto parte dal desiderio di scrivere. Quando ho iniziato col primo racconto tutto mi passava per la testa tranne quello di andare in cerca di un editore. Come tutti quelli che si cimentano nella scrittura, ho scritto per me, ho trovato il modo giusto per raccontare me stesso, ho trovato quella forma di espressione che si può trovare nelle altre forme di arte. Poi piano piano, racconto dopo racconto, ho visto che mettendoli insieme stava nascendo qualcosa di buono, mi rendevo conto che le storie che raccontavo nascevano quasi tutte da esperienze personali reali, e ho pensato che tanti ragazzi gay ci si potevano ritrovare. Ho 23 anni, ho iniziato a frequentare ambienti gay a 21 anni e poco prima di avvicinarmi a associazioni o locali gay stavo per fare un passo molto importante, e in questi due anni, con la scrittura l'ho voluto testimoniare.
Perchè hai scelto di parlare di omosessualità?
Ho scelto di parlare di omosessualità perchè sono gay e mi è venuto normale. Ho semplicemente parlato della mia sessualità e della mia affettività. Entrambe si rispecchiano nella natura omosessuale ma per me è semplicemente normale. Non riesco a scrivere di eterosessualità con lo stesso trasporto, perchè sarebbe una cosa forzata, una cosa non vissuta.
Da studi sociologici è stato visto che quasi tutti quelli che si accorgono di provare una sessualità diversa da quella eterosessuale vivono un disagio iniziale molto forte. E questo non è giusto. Il libro vuole essere un grido di libertà e venire incontro a tutti i giovani gay che vogliono e devono vivere felicemente la propria condizione.
Detto questo, mi piacerebbe che il libro venga letto anche da persone eterosessuali per porvare a fargli vedere una visione differente delle cose.
Cosa consiglieresti ai giovani autori, in Italia è difficilissimo pubblicare...
Sì in Italia è difficilissimo pubblicare libri, se poi sei esordiente e scrivi a tematica gay non ne parliamo. La cosa che consiglio ai giovani autori è quella di non cedere a quelle pseudo-case editrici che si ritengono tali ma che in realtà vogliono solo spillare soldi. Io ho pubblicato con "Edizioni Libreria Croce" e a posteriori sono contentissimo del trattamento ricevuto, ma nei mesi passati ho rifiutato un paio di proposte di pubblicazione perchè mi venivano chieste cifre esorbitanti.
Consiglio anche di non inondare di manoscritti i colossi dell'editoria italiana (molto difficilmente verranno letti) ma di iniziare a proporre i propri lavori a piccole-medie case editrici, si viene considerati molto di più e la possibilità di pubblicare è più alta.