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  GAY RADICALI CONTRO IL GRAFICO DEL PRIDE BOLOGNA: «QUEL MANIFESTO L'HA FATTO UN FASCISTA»
Franco Grillini: Il dramma è che in questo mondo c'è chi si prende troppo sul serio
domenica 20 luglio 2008 , di Corriere Bologna
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  Messo alla gogna per uno dei suoi manifesti del Gay Pride. Quello in cui figura Italo, naziskin omosessuale. È quanto sta accadendo a Q, nome d'arte di Lorenzo, giovane grafico bolognese, l'ideatore della campagna per il Pride.

Un pezzo del movimento gay, quello più radicale, e della sinistra antagonista, lo accusa ora di essere fascista. In rete attacchi personali e, come dicono gli amici del Cassero, «toni da fatwa contro di lui».

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Artista (gay) bolognese alla gogna su Internet anche perché iscritto a un forum di destra Lui: «È solo curiosità»



Persino Sabina Guzzanti, durante la feroce invettiva lanciata dal palco del «No Cav Day», ha speso qualche parola sul Gay Pride di Bologna. E su un manifesto della campagna. Parole contro, naturalmente: «Sul palco c'erano tante bandierine, tra queste c'era la figurina di un ragazzo con la svastica sulla cintura e la scritta diceva "mi chiamo Italo, odio i froci ma amo il mio camerata". Perché il Gay Pride e l'Arci non hanno voluto prendere posizioni antifasciste », ha sentenziato Sabina la fustigatrice.

Quel manifesto era ironico.

Italo — l'omino dai tratti ariani con la testa rasata, la polo nera e gli anfibi — era una provocazione. Una chiara provocazione, nelle intenzioni degli organizzatori del Pride. E di chi l'ha disegnato: Q, nome d'arte di Lorenzo, grafico bolognese di 29 anni, conosciuto in città anche per la sua collaborazione con il gruppo Carni Scelte (provocatori nati, quelli della performance «La Madonna piange sperma» per intenderci). Nei confronti di Q, a causa di quel manifesto che voleva solo prendere un po' in giro lo stereotipo del gay di destra, è scattato un vero e proprio linciaggio. Insulti, toni da fatwa e minacce contro il grafico bolognese, omosessuale e di sinistra, viaggiano ormai da giorni on line. I siti dell'antagonismo, come Indymedia, ne sono pieni. «Fascista»: è l'accusa più gentile che gli muovono.

Non solo, il suo indirizzo di posta elettronica sta progressivamente scomparendo, cancellato dalla mano censoria di alcuni «compagni», da tante mailing list della sinistra radicale.

L'articolo del Corriere

L'articolo del Corriere



Per capire le ragioni del linciaggio contro l'artista bolognese bisogna tornare al 28 giugno, giorno del Pride, e al fermo di polizia di Graziella Bertozzo, attivista di Facciamo Breccia. Quell'episodio ha messo in luce una spaccatura già esistente nel mondo gay e lesbico. Due visioni del mondo e due modi di intendere le lotte diversi, proprio come nella sinistra: da una parte l'Arcigay e altre realtà più «dialoganti», dall'altra i radicali come Facciamo Breccia e Antagonismogay che, il 28 giugno, hanno accusato i primi di essere fascisti per aver chiamato la polizia quando Bertozzo ha preteso di salire sul palco. Il gioco è presto fatto: che Arcigay & co. fossero fascisti, è la tesi dei «duri » del movimento, si capiva già da quel manifesto. I «compagni » che accusano Q si sono anche premurati di indagare su di lui (questo sì in stile poliziesco). E hanno scoperto che il suo nome spunta in un blog di estrema destra. «Parla con i fascisti di Casa Pound», «quel fascista di Q deve sparire» tuonano dei compagni (rigorosamente anonimi) sul web. Vero, Q si è iscritto a un forum di destra, dando per altro le sue generalità. «Sono uno curioso — spiega l'artista — mi sono iscritto a quel forum poco prima del Pride solo perché mi interessa parlare con chi non la pensa come me». «E dire che a Bologna a guidare la crociata contro di me è Antagonismogay, a cui ho disegnato il logo », scherza Lorenzo.

Mentre sul web gli attacchi si moltiplicano, Lorenzo è all'estero. Ma a Bologna c'è chi è seriamente preoccupato per lui. Sono gli amici del Cassero e di Arcigay. A parlare per loro è Emiliano Zaino, coordinatore del Pride: «In quello che leggo in rete contro Lorenzo, che non è affatto fascista, ci sono toni minacciosi. Così anche nella lettera scritta da Graziella Bertozzo. Certe parole possono mettere a rischio l'incolumità di una persona». Dalla parte dell'ideatore di Italo anche il candidato sindaco bolognese Franco Grillini: «Che stupidità, come si può non capire l'ironia che c'è dietro Italo. Il problema è che nel movimento gay, come nella sinistra, c'è chi si prende troppo sul serio, chi manca di autoironia. Li conosco bene, perché dicono cose che io dicevo trent'anni fa».



Il disegno "incriminato" di Italo per il pride di Bologna opera del grafico Lorenzo alias "Q"

Il disegno "incriminato" di Italo per il pride di Bologna opera del grafico Lorenzo alias "Q"

Amelia Esposito Gay Pride In alto un'immagine del corteo del 28 giugno. A sinistra il manifesto di Italo, il naziskin gay, disegnato da Q



Zaino (Cassero) Contro il nostro amico usano toni da fatwa E adesso temiamo per la sua incolumità



 
 
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Franco Grillini
 

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