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VILLAFRANCA, BLOCCATO IL PINK PRIDE
Il sindaco: «Siamo una città civile» Protesta gay davanti al municipio
venerdì 11 luglio 2008 , di
Il Corriere del Veneto |
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VERONA — Il Circolo Pink ci va giù pesante e parla di «minaccia mafiosa». Mario Faccioli, sindaco di Villafranca di Alleanza Nazionale, rigetta tutto al mittente: «mi limito a rispettare le regole». Nasce un piccolo caso attorno al rifiuto della giunta del comune della cintura di concedere l'autorizzazione per il «Sunday Pink Pride», festa «dell'orgoglio lesbico, transessuale e gay» che si sarebbe dovuto svolgere domenica al circolo Arci Kroen di via Arnaldo Porta. La festa, infatti, non si farà: al suo posto, un sit in di protesta davanti al municipio del Comune di Villafranca che, secondo il Circolo Pink di Verona «ha negato per ragioni razziste ed omofobe » la festa. Secondo il presidente del Pink, Gianno Zardini, «abbiamo pagato la scritta “pride” sul volantino, abbiamo pagato la visibilità che volevamo dare all'evento». «Per non mettere in difficoltà un circolo appena nato ricattato ora dalla giunta sul proseguo delle attività future non faremo la festa – aggiunge Roberto Aere, anche lui del Pink – ma la nostra protesta avrà carattere nazionale».
Non è certo difficile far dire al sindaco Faccioli quale sia la sua opinione sulla dell'orgoglio gay non piaccia per nulla. «E' una cosa poco gradevole, come possono venire a fare certi tipi di manifestazioni in una città civile come Villafranca?», si chiede. D'altra parte, tuttavia, nega decisamente che la mancata autorizzazione abbia qualcosa a che fare con la sua opinione sulla manifestazione. «Il luogo identificato non è idoneo – sostiene – non si possono fare questo tipo di feste in un luogo privato. Avremmo detto di no a chiunque». Cioè, se il circolo degli alpini avesse chiesto l'autorizzazione per un raduno in un circolo Arci, il Comune avrebbe detto “no”? «Non si poteva fare, è il luogo che non è idoneo», conferma Faccioli. Ovvio che la motivazione non convince il Circolo Pink, che chiama a raccolta «tutte le associazioni gay lesbiche e transessuali, le realtà di movimento, le persone, i gruppi» per unirsi al sit-in di domenica.
A.C.
La polemica
Il comune di Villafranca non ha autorizzato la manifestazione «dell'orgoglio lesbico, trans e gay» che avrebbe dovuto svolgersi domenica
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Da L'Arena
Nessun razzismo
solo regole rispettate
Il sindaco Mario Faccioli non ci sta a passare per un discriminatore di gay. Respinge così le accuse di essere a capo di una giunta omofoba e razzista.
Sindaco Faccioli, allora cos’è successo?
Bisogna prima di tutto capire che il circolo Arci è una realtà, il Pink un’altra. Dunque, la prima associazione non avrebbe organizzato la festa, ma sarebbe stato il Pink ad aprire quegli spazi al pubblico. E questo, non si può fare. Lì si possono tenere solo eventi privati, per gli iscritti all’Arci.
Però il Comune ha fermato tutto prima ancora che venisse commessa un’irregolarità...
Noi non abbiamo imposto nulla. Abbiamo soltanto parlato con il presidente del circolo. Lui ha capito che ci volevano particolari requisiti.
Ma se il circolo Pink le avesse chiesto uno spazio pubblico, glielo avrebbe concesso?
Non è accaduto. Comunque, no.
Perché?
Perché adesso sono tutti occupati. Abbiamo tante richieste e tendiamo a privilegiare le associazioni che operano qui a Villafranca.
E in altri periodi?
Senta, io posso pensarla come voglio, posso essere contrario per motivi etici o morali, ma quando faccio l’amministratore devo amministrare. Se un soggetto ha un diritto, io non posso negarlo. In questo caso sarebbero state violate regole precise, quindi nessun razzismo. Soltanto rispetto per queste norme.
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