GRILLLINI. ALEMANNO PREFERIREBBE UN PRIDE IN NERO
Per la destra l'unico omosessuale buono è quello che si nasconde
martedì 06 maggio 2008 , di
Franco Grillini
E' da qualche giorno che gli esponenti della destra italiana si esercitano sul Pride, come se fosse un puncing ball. Che alla destra italiana, la peggiore d'Europa, non piaccia la manifestazione lo sapevamo. Che però per contestarla si usi la calunnia, l'insulto e la diffamazione, è tipico di chi non si sa confrontare con le ragioni degli altri. Che significa, di grazia, “esibizionismo sessuale”? L'ossessione della destra è evidente perché per costoro, l'unico omosessuale buono è quello che si nasconde, che non rivendica visibilità e non rivendica diritti.
Al massimo, se proprio si vuole manifestare, anziché una manifestazione gioiosa piacerebbe a lorsignori farcene fare una funerea, tutti in nero...
I Pride hanno un forte significato politico, a partire dal World gay pride del 2000 che ha rappresentato l'unica sconfitta vaticana degli ultimi 20 anni, passando dal gay pride Bari che ha acceso la scintilla della primavera pugliese a quello di Padova che ha mobilitato tutto il nord Italia, a quello di Roma dell'anno scorso che ha battuto il family day.
La destra purtroppo ha vinto a Roma e nel Paese e prima o poi dovrà occuparsi anche di diritti civili e naturalmente non sa con e fare perché non è attrezzata ne culturalmente ne politicamente.
Inviterei Alemanno ad abbandonare la politica dell'insulto e a confrontarsi con le tematiche poste dal movimento lgbt.