giovedì 29 luglio 2010
 

 
 
home chi siamo segnala notizie cerca webmaster links
 
 RUBRICHE
 APPROFONDIMENTI
 IN PRIMO PIANO
 MONDO
 TEATRO, CINEMA, TV
 CULTURA, LIBRI
 SALUTE
 ECONOMIA
 ICONE
 VITA DI COPPIA
 SPORT
 RELIGIONE
 SESSO
 Opinioni
 LETTERE AL DIRETTORE
 DOCUMENTAZIONE
 ALTRI ARGOMENTI
 APPUNTAMENTI
 RISORSE
 Ai webmaster
 Cerca notizie
 Chi siamo
 Link gay
 Link non gay
 Segnala notizie
 Sostieni Gaynews
 RICERCA RAPIDA
Parola da ricercare:
Cerca anche nel testo della notizia
 
Ricerca avanzata
 
 IN PRIMO PIANO
  MILANO. IN MOSTRA GLOEDEN, POLEMICHE
Stop a Saudek e Witkin. Solo qualche mese fa cancellata arte e omosessualità
lunedì 21 gennaio 2008 , di La Repubblica - Milano
zoom A A A Scrivi a Gaynews Invia ad un amico Stampa
  Caso Sgarbi, congelate le mostre

Rampello: "Nessun interesse alla sua poltrona, ho da lavorare in Triennale"

L´assessore ripete "Dimettermi? Non ci penso nemmeno" E la Maiolo lo difende

di GIUSEPPINA PIANO



UNA mostra che apre giovedì, quella di Wilhelm Von Gloeden, con i suoi nudi maschili e i suoi paesaggi siciliani di fine Ottocento. Due mostre invece, quelle di Jan Saudek e Joel Peter Witkin, che restano chiuse e chissà quando si capirà il loro destino: gli inviti già stampati per l´inaugurazione, fissata il 29 gennaio, sono stati bloccati. È l´effetto paradossale del caso-Sgarbi. Le mostre restano in freezer così come il vulcanico assessore alla Cultura, che ancora non sa se il sindaco lo licenzierà davvero o no.

L´Unione incalza. «Non si può bloccare la politica culturale di una città. Il sindaco deve spiegare in aula» manda a dire, dal Pd, Pierfrancesco Majorino. L´effetto indiretto del caso Sgarbi, in effetti, è proprio la paralisi. Mostre bloccate a una settimana dall´apertura. Quella di Von Gloeden si salva, viene confermata l´inaugurazione mercoledì e l´apertura al pubblico giovedì al Palazzo della Ragione, ma solo perché il via libera formale dalla giunta c´era già stato. Le altre no. Congelate. Venerdì scorso, infatti, sindaco e assessori infatti non hanno approvato la maxi-delibera per una trentina di mostre nel 2008. Risultato: a oggi tutte non possono aprire, non avendo il Comune concesso gli spazi dove farle. Paralisi, appunto. Saudek e Witkin a Palazzo Reale, finanziate da "24 Ore Motta Cultura" senza costi per il Comune, dovevano aprire il 29 gennaio. Che fine faranno? Nessuno può dirlo. «Stiamo parlando dei più grandi fotografi al mondo, è ridicolo che a Milano si discuta di questo», insiste Sgarbi. Non è l´unico a pensarla così. «Trovo assurdo - distilla l´assessore Tiziana Maiolo - che noi assessori ci mettiamo a decidere cosa sia arte e cosa pornografia».

I partiti della Cdl, convocati oggi dal sindaco per una strigliata sugli autogol in aula della scorsa settimana, non sono concordi su molto se non nel restare a guardare: «Sgarbi è stata una scelta del sindaco e lasciamo a lei la decisione» ripete la forzista Maria Stella Gelmini. Lui, di suo, non se ne andrà mai: «Dimissioni? Non ci penso nemmeno», ripete. La sua permanenza però resta appesa al faccia a faccia imposto dal sindaco: se Sgarbi si adeguerà, bene, altrimenti sarà fuori. L´appuntamento ancora non è fissato. E intanto l´assessore nel mirino convoca, domani, una conferenza stampa «per mostrare - spiega - non parole, ma risultati: ho fatto più mostre e visitatori io che i miei predecessori in 5 anni». In caso di licenziamento, comunque, la cosa più indolore per il sindaco sarebbe assumere lei l´interim. Possibili sostituti per ora non ci sono. E si chiama decisamente fuori dai boatos il presidente della Triennale Davide Rampello: «Sono indisponibile. Alla Triennale abbiamo tanti progetti che vogliamo portare a compimento»

---

Da Il Giorno di oggi

MOSTRE PORNO SINDACO PRONTO A CACCIARE VITTORIO DALLA GIUNTA

Cultura, Sgarbi candida sua sorella

«L’assessorato non è il Minculpop. Meglio Elisabetta che l’interim di Suor Letizia»



di CORRADO DRAGOTTO

— MILANO —

«L’INTERIM di Suor Letizia ridurrebbe l’assessorato a una sorta di Minculpop ed esporrebbe la programmazione culturale al rischio di una contaminazione ideologica. Questa considerazione mi spinge a suggerire alla Moratti di togliersi dalla testa l’idea di avocare a sé le deleghe. Il sindaco intende cacciarmi da Palazzo Marino sull’onda delle polemiche provocate dalle mostre fotografiche di Wihelm Von Gloeden, Peter Witkin e Jean Saudek in odore di pornografia se non di pedofilia secondo alcuni componenti della Giunta? Bene, allora è necessario che selezioni qualcuno da cooptare nella squadra. Se ho un candidato alla mia successione? Certo: Elisabetta Sgarbi». Dall’Università di San Paolo del Brasile, dov’ha portato a esporre alcuni graffitari milanesi, Vittorio Sgarbi s’è premurato ieri di far sapere al primo cittadino di ritenere sua sorella, regista, scrittrice ed editor letteraria, la persona giusta per ereditare l’assessorato alla Cultura. «Quello di Elisabetta è un nome che spenderò se per caso dopodomani (domani, ndr.), nell’ambito del faccia-a-faccia previsto, Suor Letizia dovesse davvero silurarmi invece di ringraziarmi per il lavoro svolto facendo fruttare al massimo il misero budget di 1,5 milioni».

Solo una Sgarbi, quindi, può prendere il posto di Sgarbi. Più che lasciare, dunque, lei sembra deciso a raddoppiare. È veramente così?

«Non proprio ma ribadisco che non rassegnerò le dimissioni. Anzi, per dirla tutta, martedì convocherò una conferenza-stampa e dimostrerò, con tanto di dati sull’affluenza e sul gradimento degli eventi da me promossi, di aver contribuito a migliorare l’offerta culturale della città. Il redde rationem con la Moratti? Beh, quello potrebbe pure slittare a mercoledì. Può attendere, insomma».

Come il Paradiso... Ma se lei fosse un bookmaker e non un critico d’arte a quanto darebbe la sua permanenza nella Giunta di Palazzo Marino?

«I pronostici non mi piacciono. Per cui, piuttosto che azzardare quote, preferisco invitare Riccardo De Corato, Giovanni Terzi (il cognome di questo collega andrebbe sempre scritto in minuscolo) e Gianni Verga a leggere l’introduzione al catalogo della mostra di Saudek scritto da Enrica Viganò. I colleghi citati apprenderebbero così che il più grande fotografo ceco, da loro a torto ritenuto un autore pornografico, venne risparmiato, insieme con il fratello, per puro caso dagli esperimenti genetici condotti in un lager dal dottor Mengele e fu, in seguito, perseguitato dagli Stati dell’Est. Povero Saudek... Scampato ai nazisti e ai comunisti, ora viene messo all’indice da tre assessori».

E dal primo cittadino...

«La differenza è che la Moratti mi pare aver subito l’iniziativa assunta da De Corato, Terzi e Verga durante la Giunta di venerdì scorso. Alla quale, per altro, io non ho partecipato perché già in viaggio alla volta di San Paolo».

Riconosce almeno l’errore politico di non aver preso parte a quella Giunta con all’ordine del giorno pure le mostre di Von Gloeden, Witkin e Saudek?

«Suor Letizia aveva già visionato prima della Giunta centinaia di foto di Witkin e Saudek senza rilevarvi contenuti pornografici o pedofili. Ma, venerdì scorso, Terzi (sempre minuscolo, mi raccomando) ha suonato la grancassa e De Corato s’è messo in mezzo fingendosi paciere. Risultato? La Moratti mi ha inquadrato nel mirino. Ben sapendo che da me poteva aspettarsi solo una programmazione culturale scevra da ideologie».

Rimane la circostanza che il sindaco, forse sbilanciatosi troppo promettendo l’innesto di Premi Nobel in Giunta, aveva individuato in lei il primo della classe. Com’è riuscito in meno di due anni ad assumere le sembianze di una specie di cattivone alla Franti di deamicisiana memoria?

«Il duello che ho ingaggiato con la Moratti davanti al convento di «Arte e omosessualità» ha, obiettivamente, lasciato il segno sui nostri rapporti. Da allora, ho combattuto battaglie che sapevo perse in partenza. Come la difesa della palazzina Alfa Romeo condotta al solo scopo di far comprendere a chi di dovere che una Milano disposta a cancellare uno dei suoi simboli per realizzare una rotatoria non può avere futuro».

Il «terzista» Ugo Finetti sembra in pole position per la sua successione visto che non inteccherebbe gli equilibri della Cdl. Roberto Caputo (Ps) candida, invece Dario Fo, Gabriele Salvatores ed Elio De Capitani. Lei chi sceglierebbe?

«Lo ripeto: mia sorella Elisabetta, che, tra gli altri meriti, vanta anche quello di aver firmato il documentario incentrato sulla demolizione della palazzina Alfa di via Gattamelata. Fu uno scempio».
 
 
 Altri articoli su questo argomento...
Gloeden a Capri
Von Gloeden? È il nonno di Mapplethorpe
Gloeden. Mostra dei nudi "bloccata", interviene Sgarbi
Giovinetti e paesaggi nello sguardo pagano del nobile von Gloeden
 
 

Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player

 
Franco Grillini
 

GAYNEWS

Giornale di Informazione sull'Omosessualità - Registrazione Tribunale di Bologna numero 5735 del 03/5/1989
Sede: piazza di Porta Saragozza, 2 - 40123 Bologna -- P.O. Box: C.P. 219 - 40100 Bologna
info@gaynews.it