L'ha detto e l'ha fatto. «Il 2008 sarà l'anno della fotografia», parola di Vittorio Sgarbi. E così è stato. È solo gennaio e sono ben cinque le mostre pronte a inaugurare: il 22 Palazzo Reale vedrà schierati i lavori di Joel Peter Witkin, Jan Saudek, Massimo Listri e Giustino Chemello, mentre il 23 a Palazzo della Ragione sarà la volta di Wilhelm von Gloeden. Tre autori storici accomunati dal gusto per la ricerca in chiave erotico/trasgressiva, e due fotografi italiani che hanno scelto l'architettura come cifra stilistica. La mostra più ricca è quella dedicata al barone Von Gloeden (1856-1931): 130 opere ne ripercorrono l'intera carriera, dai primi ritratti fatti per hobby (l'hobby di un nobile tedesco finito in Sicilia per ragioni di salute) alle ricercate composizioni dal gusto arcadico e mitologico. Una consapevole ricerca winckelmanniana del bello attraverso i paesaggi di Taormina e i suoi giovani uomini. Seppur velata da un'aura classica, la purezza estetica della fotografia di von Gloeden nasconde un animo audace. La casta sensualità dei suoi modelli implode dietro agli sguardi fermi e ai corpi statuari. Più grottesca e ricca di eccessi la sensualità espressa dalle 40 immagini del ceco Jan Saudek (1935), l'autodidatta che ha trasformato la sua cantina in un teatro di posa. Quel muro umido e scrostato insieme ai suoi soggetti, eccessivi nei modi e nelle forme, sono la cifra della sua arte. La bruttezza come la bellezza lo affascina e lo seduce. Attraverso la nudità, sfacciata, ironica, kitsch, Saudek scava nell'animo umano alla ricerca del lato più oscuro, quello più vergognoso e più vero. Eros e thanatos sono il perno del lavoro di Witkin (classe 1939). Le 30 opere in mostra, tra sadismo erotico e ritratti di cadaveri, sonno la summa della ricerca del fotografo americano. Osservare le immagini di Witkin è come entrare in un girone dantesco, in bilico tra surrealismo e gusto barocco l'artista fotografa i «Freaks» del circo di Coney Island, donne strizzate in dolorosi corpetti, parti umane come nature morte. Chiudono questo primo ciclo di mostre le biblioteche austere e un po' magiche di Massimo Listri e le architetture minimal di Giustino Chemello, pura ricerca grafica di linee assolute e contrasti di colore.
VON GLOEDEN. PALAZZO DELLA RAGIONE 02.29.01.04.04. DAL 23 GEN. (ORE 18.30, A INVITI) AL 24 MARZO. SAUDEK, WITKIN, LISTRI, CHEMELLO. PALAZZO REALE 02.87.56. 72. DAL 22 GEN. (ORE 18.30, A INVITI) AL 16 MARZO (LISTRI E CHEMELLO FINO AL 17 FEB). Cultura Severgnini presenta il suo libro «Italiano» all'Umanitaria PAG. 57 Visite guidate Il Tribunale da scoprire con il Touring PAG. 57