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UNIONI CIVILI. ROMA, PD CONFERMA: NO A DELIBERA PER REGISTRO
Grillini: "Il Pd abdica su diritti civili e laicità"
giovedì 06 dicembre 2007 , di
ansa |
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Roma, 6 dic. - Un ordine del giorno che esorti il Parlamento a legiferare e che rimandi a una delibera quadro capace di ordinare la normativa comunale che "gia' riconosce diritti alla famiglia anagrafica".
Niente delibera, dunque, ne' registro per le unioni civili al Comune di Roma nelle intenzioni del Partito democratico.
E cosi' la distanza fra il Pd e la
Sinistra sul tema diventa incolmabile.
Nella conferenza di oggi, convocata dal gruppo consiliare e dal coordinatore romano del Pd, Riccardo Milana, il neonato partito ha ribadito la sua intenzione "di non votare le due delibere iscritte all'ordine dei lavori", che prevedono la nascita di un Registro delle unioni civili.
Quello che urge al Pd, come sottolinea il capogruppo Pino Battaglia, e' "far uscire il tema dalla contrapposizione ideologica in cui e' stato calato".
E in tal senso Battaglia si dice convinto che "il Pd puo' dare un contributo decisivo affinche' si faccia un passo in avanti reale sul riconoscimento dei diritti e si compiano atti utili e provvedimenti concreti".
"Come non sono", per l'appunto, "le due delibere, atti privi di conseguenze concrete sulla vita delle persone conviventi.
Si tratta solo di strumenti di una battaglia politica che anzi fanno danno a queste persone".
Nei programmi del Partito democratico, invece, c'e' un ordine del giorno che "sottolinei i diritti che Roma gia' riconosce, dal 1989, alla famiglia anagrafica, che evidenzi come l'inquadramento giuridico delle unioni civili spetti al Parlamento e lo esorti a intervenire e, semmai, una delibera quadro che risistemizzi la normativa comunale gia' esistente". Delibera di cui pero' non si conoscono i tempi.
Sul perche' il Partito democratico non voglia votare la cosiddetta 'delibera Garavaglia', che pure e' stata oggetto di una mediazione a cui hanno partecipato suoi stessi rappresentanti, non ultimo la stessa vicesindaco, Battaglia e' categorico: "Perche' su quella delibera l'accordo non e' mai stato raggiunto".
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Nota stampa. On. Grillini. Roma. Unioni civili. Pd abdica su diritti e laicità
In Italia in decine di Comuni sono stati votati registri delle Unioni civili e registri anagrafici.
A Roma questo non si può fare benché i laici abbiano un'ampia maggioranza in Consiglio Comunale perché si ubbidisce alla richiesta Vaticana di non approvare un registro che avrebbe un ruolo puramente simbolico.
Cade così l'ultimo equivoco sul rapporto tra Partito democratico e laicità.
La conclusione della vicenda romana del registro dimostra che il Partito democratico è prigioniero della sua ala clericale e in Italia esiste un fortissimo deficit di laicità e un'ubbidienza supina e acritica ai voleri d'oltretevere.
In Italia non siamo entrati in una nuova era caratterizzata da una dittatura clericale ed è assolutamente necessaria una grande riscossa laica.
On. Franco Grillini
Deputato socialista
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