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  TOSCANA. ASL, UN QUESTIONARIO SUL MONDO OMOSESSUALE
E' stato distribuito a tutti gli operatori
giovedì 01 novembre 2007 , di il Tirreno
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  VIAREGGIO. «Pensa che i pazienti possano sentirsi a disagio se nella loro stanza è ricoverato anche una o un transessuale?». E ancora: «Nel tuo reparto ha i mai visto prendere in giro una persona a causa del suo orientamento sessuale?». Sono solo due delle quindici domande delle quali si compone un questionario che è stato distribuito nella mattinata di ieri al personale di nove reparti dell’ospedale Versilia.

Un questionario - rigorosamente anonimo - che arriva su indicazione della regione toscana, che ha molto puntato sulla campagna di sensibilizzazione nei confronti del mondo “Lgbt”, vale a dire lesbiche, gay, bisessuale e transgender.

Proprio nell’ambito di questo progetto, infatti, è nato il manifesto della polemica con il neonato omosessuale. E sempre all’interno di questa campagna di sensibilizzazione e tolleranza sono stati stanziati anche 100mila euro tutti dedicati al mondo della sanità.

Fra le iniziative messe in campo c’è anche il questionario che, a dirla tutta, qualche perplessità all’interno del mondo medico le ha destate. Colpisce, infatti, il fatto che siano stati stampati e spediti moduli anche a reparti come pediatria e, soprattutto, diagnostica per immagini, dove l’analisi o il semplice scambio di informazioni sulle tendenze sessuali dei pazienti sembra assai difficile.

Il questionario, da parte sua, scende assai nel dettaglio: oltre ai quesiti ricordati in precedenza, infatti, viene scandagliata anche l’atteggiamento dell’operatore nei confronti dei non eterosessuali. E allora si domanda, fra l’altro, se l’omosessualità viene ritenuta “una condizione patologica”, “una scelta della persona”, “una nevrosi su base familiare indotta”, “una variante naturale della sessualità umana” o “un’anomalia genetica recessiva”. Oppure si chiede di indicare quali siano gli accorgimenti necessari con le persone omosessuali o transessuali. Un’iniziativa che a qualcuno ha fatto storcere il naso perché ritenuta inutilmente dispendiosa. Ma anche un’iniziativa che può effettivamente risultare utile, soprattutto nel caso che il sondaggio indichi la presenza di reali pregiudizi, che il gruppo di lavoro costituito all’interno dell’azienda si dovrà incaricare di estirpare.
 
 
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