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  FIRENZE PRESENTATA RICERCA SUI BISOGNI DI GAY E LESBICHE
Il 40% confessa: sono stato preso in giro dai compagni per la presunta diversità
sabato 27 ottobre 2007 , di La Repubblica - Firenze
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  Presi in giro e isolati a scuola, aggrediti a parole o a calci, comunque discriminati. E´ questo che di sé raccontano molti degli omosessuali che hanno risposto a un questionario inoltrato attraverso i siti internet gay per la ricerca "Omofobia e servizi pubblici: scuola sanità sicurezza" realizzata dalla Regione Toscana con il patrocinio del ministro per la Pari opportunità, insieme alla testata giornalistica Gaynet e a ricercatrici dell´università del Piemonte Orientale. I risultati sono stati presentati ieri al meeting di Ready (la rete degli enti locali contro le discriminazioni sessuali) nel Festival della Creatività. La ricerca è stata condotta su un campione di circa 5.000 persone, in prevalenza di sesso maschile, divisi in quattro gruppi di età: fino a 25 anni; da 26 a 30; da 31 a 40; più di 41 anni. Il 40 per cento degli intervistati ha confessato di essere stato preso in giro dai compagni di scuola per la sua presunta diversità e quasi tutti hanno precisato che l´insegnante che ha assistito a scene di derisione è rimasto indifferente. Nell´80 per cento dei casi la vittima di queste prese di giro non ne ha parlato con nessuno, il 60 per cento neppure con i genitori. Il 27 per cento del campione rivela di essere stato oggetto di aggressioni fisiche o verbali: nella quasi totalità di questi casi la vittima non ha fatto denuncia per paura di dichiarare il suo orientamento sessuale. Il 48 per cento degli intervistati sostiene di sentirsi "meno sicuro delle altre persone" a causa della sua omosessualità. L´80 per cento non ha detto di essere gay al proprio medico.

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La Nazione

Botte, insulti, emarginazione E’ un inferno la scuola per i ragazzi omosessuali

Sondaggio-choc della Regione Toscana via internet



di SANDRO BENNUCCI

— FIRENZE —

QUATTRO SU DIECI, a scuola sono stati sbeffeggiati perché gay. Spesso li hanno isolati. E talvolta picchiati davanti a insegnanti non sempre in possesso della necessaria presenza di spirito per affrontare la situazione. Denunciare le aggressioni? Scelta difficile dal momento che avrebbero dovuto dichiarare il proprio orientamento sessuale. Dopo il neonato con la scritta homosexuel al polso, la Regione Toscana ha dedicato un’altra iniziativa al tema dell’omosessualità: una ricerca realizzata fra i gay che frequentano i siti internet italiani, col patrocinio del ministro per le pari opportunità, Barbara Pollastrini, insieme al periodico Gaynet e a ricercatrici dell’Università del Piemonte Orientale, e presentata ieri al meeting di Ready (la rete degli enti locali contro le discriminazioni sessuali) al Festival della Creatività, alla Fortezza da Basso.



CONDOTTA su un campione di circa cinquemila persone, in prevalenza di sesso maschile, la ricerca ha dato questi risultati:

a) il 40% di chi ha risposto ai quesiti è stato preso in giro o isolato a scuola perché i compagni sapevano o sospettavano di essere di fronte a un omosessuale;

b) nella quasi totalità dei casi, l’insegnante che ha assistito è stato indifferente o ha fatto finta di niente;

c) quasi l’80% delle vittime di episodi di scherno non ne ha parlato, il 60% neppure con i genitori;

d) nella quasi totalità dei casi, la vittima non ha sporto denuncia per paura di dichiarare il suo orientamento sessuale; quanbdo è accaduto non sono mancate reazioni ostili.

e) Il 48% del campione si sente meno sicuro delle altre persone a causa della sua omosessualità;

f) L’80% non ha dichiarato il proprio orientamento sessuale al medico curante;

g) Il 7% di chi ha dichiarato in ospedale il proprio orientamento sessuale ritiene di aver subìto un trattamento peggiore;

h) Il 90% del campione non ha mai percepito come gay friendly i servizi sanitari e di cura cui ai quali doveva accedere.



«E’ UN’INDAGINE che offre spunti di riflessione per favorire le strategie di inclusione», spiega Agostino Fragai, assessore regionale all’attuazione dello Statuto che ha fra i suoi compiti quello di combattere le discriminazioni. Una battaglia che la Regione, insiste Fragai, «porta avanti con forza». Come dimostra il manifesto del neonato gay. Idea che viene dal Canada, da Pierre Blain, direttore della Fondazione Emergence che lo aveva usato in primavera, a Montreal. Blain, che oggi sarà a Firenze, ha fatto sapere: «Mai avevamo subìto critiche dai partiti conservatori, mentre anche noi siamo stati criticati da alcuni omosessuali. Tuttavia, la campagna non era stata pensata per convincere i gay ma gli omofobi». Fragai chiarisce: il manifesto non vuol affermare che «gay si nasce». E la precisazione è forse la risposta alla lettera che gli hanno inviato Francesco Piomboni, Matteo Pegoraro e Roberto Malini, presidente segretario e consigliere di Arcigay Firenze «Il Giglio Rosa», i quali non sono contrari al manifesto col neonato, ma ritengono sia quello «di educare al rispetto e spiegare alla popolazione che l’omosessualità è nient’altro che una variante dell’dentità umana, come l’ha definita l’organizzazione mondiale della sanità».







 
 
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Franco Grillini
 

GAYNEWS

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