PORNOGRAFIA GAY, TORNA DI MODA IL BAREBACK
Le major del porno gay cominciano a cercare compromessi per non deludere i fan del sesso senza precauzioni
martedì 16 ottobre 2007 , di
Comodo.it
La notizia, in circolazione già da qualche tempo, non ha mancato di suscitare scalpore presso la comunità omosessuale e non solo.
L’industria del porno gay sta riscoprendo il bareback (letteralmente “schiena nuda”), termine in voga negli Stati Uniti per indicare i rapporti anali non protetti.
Fortemente sconsigliata a partire dagli anni Ottanta, quando la piaga dell’Aids cominciò a mietere le prime vittime, questa pratica non ha mai smesso di esistere nella pornografia etero.
Tutto il contrario di quanto avvenuto in quella gay, che per oltre un ventennio ha sostenuto l’uso del preservativo durante le performance sessuali degli attori.
Recentemente, però, qualcosa sta cambiando. Soprattutto negli Usa, dove la maggior parte dei film appartenenti a tale filone prende forma. Il boom del mercato – sono oltre 300 le case di produzione specializzate – e la spietata concorrenza che ne è seguita fanno in modo che i “pesci piccoli”, pur di riuscire a competere con le major del settore (in grado di assicurarsi gli attori e i registi migliori) si orientino nuovamente verso i video con contenuti bareback.
Lo scenario che si va configurando è dunque il seguente: da una parte ci sono le grandi case produttrici, ancora in prima fila nella promozione del sesso protetto; dall’altra le concorrenti minori, pronte a sfruttare il fascino della trasgressione che il bareback ha oggi acquisito per reggere il confronto.
Per le prime è soprattutto una questione di immagine giacché la comunità gay americana è molto influente e non conviene farsela nemica. Così come non conviene inimicarsi le numerose associazioni che si occupano di prevenzione dell’Aids esclusivamente nel mondo del porno, gay o etero che sia.
Per le seconde è invece una questione di sopravvivenza. Non hanno nulla da perdere e non si fanno dunque scrupoli nel proporre un pericoloso ritorno al passato. Tanto che alcune di loro sono sorte per produrre soltanto bareback. Il problema è che il buon successo riscosso, unito allo sdoganamento mondiale della pornografia gay (dovuto in primo luogo a Internet), le sta spingendo a investire anche lontano dagli Stati Uniti, in zone dove la cultura del sesso protetto non è altrettanto diffusa.
Ecco allora spiegato come nell’Europa dell’Est nascono compagnie che, pur producendo bareback, possono permettersi di reclutare interpreti di un certo livello. Persino in Italia qualcuno ha fiutato l’affare e sembra intenzionato a intraprendere tale percorso. Siamo quindi di fronte a un fenomeno di tendenza, che rischia di svilire la funzione formativa svolta dalla pornografia per tanti gay alle prese con la scoperta della propria sessualità.
Non vanno infine sottovalutati i rischi per gli stessi attori. Il fatto che nel 2004 abbiano contratto l’Aids circa 400 star del porno etero americano, ambiente in cui l’uso del preservativo è molto limitato, dovrebbe suonare come un campanello d’allarme. E invece anche le major del porno gay cominciano a cercare compromessi per non deludere i fan del sesso senza precauzioni. Un esempio su tutti è costituito dalla Falcon, nota azienda che ha recentemente lanciato la prima coppia di attori omosessuali e dichiaratamente monogami. Chissà che anche questa iniziativa non diventi una moda.
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