LETTERA APERTA AL PRESIDENTE NAZIONALE DI ARCIGAY, AURELIO MANCUSO
I radicali per il Friuli venezia giulia scrivono al presidente di Arcigay
giovedì 30 agosto 2007 , di
La redazione
Dopo aver letto su questo sito l'intervento del Presidente di Arcigay,Aurelio Mancuso, pubblicato sul Corriere della Sera , vorremmo invitarlo a condividere con noi alcune
riflessioni, con la speranza di rassicurarlo un po'.
Mancuso non ha posto dei quesiti e anzi le sue sono state
semmai delle amare constatazioni. Noi però che crediamo,
con ottimismo realistico, che qualcosa debba cambiare,
vogliamo trasformare le sue conclusioni in domande. Se
Mancuso apprezzerà le nostre risposte ci sentiremo,
entrambi , meno isolati e, forse, più forti.
Sul quotidiano Mancuso dice: "E' la conferma che oramai
in politica siamo orfani".Noi trasformiamo questa frase
nella domanda : "Il movimento Glbt in Italia è orfano
politicamente?". Ed ora la risposta: "E' pressoché
vero, salvo per fortuna qualche illustre eccezione".Un
esempio: da sempre il movimento radicale ha inglobato nella
propria politica la specificità delle persone omosessuali
traducendola in rivendicazione di diritti, difesa di
identità,solidarietà ad oltranza, appoggi concreti ecc.
(per gli increduli gli archivi storici di radicali.it sono a
completa disposizione). Fatti, insomma, non parole. E non
poteva essere diversamente. Una società liberale, laica,
socialista e radicale, come quella che noi vogliamo, come
potrebbe non dare "asilo politico", vita natural
durante, a cittadine e cittadini che subiscono i limiti
delle ipocrisie di uno Stato che si finge democratico, che
non riesce a scrollarsi di dosso il parassitismo clericale,
che non fa della Costituzione sulla quale si basa il
decalogo per garantire uguale dignità e uguali diritti a
tutti e che infine non accetta di trasformarsi migliorando
le condizioni di vita di tutti coloro che lo compongono e
soprattutto che lo mantengono.Sempre , quando gli è stato
permesso (al recente Roma Pride non è stato
così),l'Arcigay e l'Arcilesbica si sono trovati al
fianco il movimento radicale. E di recente e' stato
offerto al presidente di Arcigay Mancuso, da Sergio Rovasio,
tra gli ideatori del Manifesto per l'Uguaglianza dei
diritti - www.matrimoniodirittogay.it , di fare proprio
questo strumento. Uno strumento simbolico se vogliamo, ma
che ,se sostenuto con forza, potrebbe diventare un volano
per il movimento Glbt. L'adesione a tale Manifesto non
può essere da alcuno strumentalizzata. Non è un
documento di partito né, tanto meno, dei radicali in
quanto alcuni dei loro esponenti di spicco sono persino
contrari all'istituto del matrimonio sia per gli
eterosessuali che per gli omosessuali. E' una voce libera
che sa quello che chiede. E' stato firmato da destra a
sinistra, passando attraverso i bisogni degli omosessuali
che magari della destra e della sinistra si sono stancati.
E' un'idea nata da qualcuno (che stranamente "pensa
radicale") e che può riguardare tutti. A noi piacerebbe
che anche Mancuso lo firmasse, lo facesse girare
all'interno di Arcigay, perché quello che recita non è
niente di più e niente di meno di quello che al Pride di
luglio Arcigay, Arcilesbica e quasi tutto il movimento Glbt
italiano hanno sillabato al Paese intero: gli omosessuali
chiedono il diritto al matrimonio, il diritto
all'adozione, il diritto ad essere genitori. Basta con i
Di.Co e non faccio niente. Altre frasi di Mancuso ,
riportate sul quotidiano: "ormai un polo vale l'altro"
e "i diritti dei gay non sono nell'agenda del PD". Le
domande allora diventano: "Un polo vale l'altro?" e
"I diritti dei gay sono nell'agenda del PD?". Per noi
radicali è abbastanza scontato che un polo valga l'altro
o meglio, che così suona male e potrebbe ingenerare
fraintendimenti,noi proponiamo battaglie politiche e
chiediamo chi le vuole sostenere con noi oppure ci
affianchiamo con chi sta lottando per qualcosa in cui anche
noi crediamo convintamene.Ma in politica più che le idee
contano i numeri.Quelli con gli euro davanti e quelli che si
traducono in schede elettorali.Poca rappresentanza poca voce
in capitolo. E allora il PD, quello che molto probabilmente
bisognerà rinominare come "Perniente democratico" cosa
propone per gli omosessuali? E' vero , i diritti dei gay
non sono nella sua agenda. Weltroni l'ha detto al Lingotto
"apertis verbis" . Basta andarsi a riascoltare le sue
parole. Ha parlato,sostenendo i Di.Co, di "diritti delle
persone che si amano e che convivono", così come era
scritto sul programma elettorale di Prodi di un anno e mezzo
fa. Diritti alle persone non diritti alle coppie.Un
bell'equivoco.Un gioco di parole per dare senza dare, o
giù di lì.
La Bindi poi non ne parliamo.Li ha "partoriti" i Di.Co..
Assistita da Madre Chiesa e da Padre Cei. E Letta? Bella
domanda. La sua presentazione fatta tramite web non
l'abbiamo ancora guardata , ma scommettiamo, dieci a uno,
che non ha detto "Voglio che gli omosessuali possano
sposarsi, procrearsi e adottare"?Così , a naso. E poi
Adinolfi, che abbiamo personalmente contattato sulla
questione: "Si ai Dico e Pacs (che proprio la stessa cosa
non sono n.d.r.), ma no al matrimonio perché il passo
successivo è l'adozione e io non credo in "due mamme
" e "due papà".E , con un pizzico di presunzione,
vogliamo pensare che la sua recente proposta di referendum
propositivo sulla questione del matrimonio gay all'interno
del PD,da fare semmai ne divenisse il leader, gli è nata
dopo la nostra domanda. E poi Gavazzoli Schettini che
dobbiamo ancora sentire al riguardo. Ma quanti voti
prenderà costui ammesso, e non concesso, che ci rilasci
qualche dichiarazione di reale democraticità? Del sesto
candidato, lo ammettiamo ,facendo ammenda, non ricordiamo al
momento il nome.Sentiremo anche lui. Chissà che non
rappresenti un'eccezione alla regola. Del resto al Partito
Democratico mancano nell'agenda anche altri diritti
fondamentali, quello per esempio di lasciare le persone
candidarsi alle primarie.
Un'altra domanda poi(che trasforma la frase di Mancuso:
"Ormai ci dobbiamo considerare un soggetto politico
autonomo") :"Può il movimento Glbt, inteso come
Arcigay, pensare di considerarsi un soggetto politico
autonomo?". Ci piace pensare a questa risposta formulando
un altro quesito. E cosa penserà il Partito degli
omosessuali (come si chiamerà, così?) di economia,
welfare state, pena di morte, politica estera, istruzione,
sanità ecc.ecc.? Se saranno date risposte a queste domande
e se saranno affini al nostro modus pensandi, siccome per i
radicali esiste la possibilità (a differenza dei Ds, ad
esempio) di avere la doppia tessera, probabilmente alcuni
tesserati a Radicali Italiani di questa associazione ,
aderiranno a questo nuovo soggetto politico.
Ma fino alla creazione di questo soggetto e alla
composizione delle sue liste dove vogliono stare gli
omosessuali? In che casa politica vogliono abitare? Forse in
quella che più li accoglie. Forse in quella dove si
ritrovano di più per le loro idee sulla politica.Ed ora
rivolgo una domanda originale al presidente di Arcigay,
Aurelio Mancuso: ha mai pensato di iscriversi a Radicali
Italiani? A noi piacerebbe. Ci aiuterebbe a sentirci più
forti sul tema dei diritti per le coppie omosessuali. Ci
onorerebbe della sua esperienza. Qualora la sua intenzione
fosse quella di mantenersi indipendente dai partiti e nel
contempo averne uno di riferimento per le battaglie civili,
stia sicuro che i radicali saranno sempre in prima linea sul
fronte della difesa dei diritti degli omosessuali e no.
E un'ultima cosa, ci sia concesso, vogliamo far sapere a
tutti e non solo ad Aurelio Mancuso, che la nostra
Associazione la prossima domanda la rivolgerà a Pannella,
Bernardini e Bonino. Chiederemo loro di firmare il Manifesto
per l'uguaglianza dei diritti. La risposta ve la faremo
sapere.
Clara Comelli
Segretario Associazione Radicali per il Friuli Venezia