FRIULI VENEZIA GIULIA. PD E ADOZIONE AI GAY
Un commento dell'associazione radicali per il Friuli Venezia Giulia
mercoledì 22 agosto 2007 , di
La redazione
Interveniamo nelle polemiche assunte dalla cronaca nazionale di questi
giorni sugli attacchi verbali omofobi di alcuni nostri esponenti politici ai
gay per porci alcune domande.
Quanta parte ( e soprattutto quale parte) della politica italiana vuole
realmente accollarsi la questione dei diritti alle coppie omosessuali? Le
questioni matrimonio civile, i relativi diritti di omogenitorialità ed
adozione sono argomenti di vivo interesse e di relativa lotta politica per qualcuno dei nostri rappresentanti nelle istituzioni o sono solo specchietti per le allodole che di tanto in tanto vengono agitati nel dibattito
sociopolitico?
Negli ultimi anni si sono viste alcune proposte di legge presentate in
Parlamento. Alcune più esaustive riguardo l'argomento, altre meno
soddisfacenti. Di tutto ciò è rimasto un timido e poco persuasivo disegno di
legge come quello dei Di.Co. che però ci sembra stenti a decollare anche
all'interno di una maggioranza(o per meglio dire una parte) che da sempre (a
parole evidentemente) si dichiara aperta sulla questione omosessuale. Agli
albori della nascita del Partito Democratico è ovvio che la posizione dello
stesso sarà dirimente per lo "sviluppo" sociale e il varo di nuove leggi
che regolino degnamente e, finalmente diciamo noi, i diritti civili per le
coppie omosessuali, possibilmente senza limitazioni di sorta.
A questo proposito ci preme pubblicizzare una presa di posizione politica di
uno dei candidati alle primarie per la guida del PD: Mario Adinolfi.
Lo stesso è stato contattato dall'Associazione Radicali per il Friuli
Venezia Giulia (rxfvg.it).Alla richiesta della scrivente di aderire al
Manifesto per l'Eguaglianza dei diritti (www.matrimoniodirittogay.it) ,
Mario Adinolfi ha così testualmente risposto:
"Sono favorevole a pacs e dico, al riconoscimento di tutti i diritti
alle coppie omosessuali, ma io non voglio aprire la porta all'ipotesi
che, chiamando matrimonio l'unione omosex, si possa arrivare con il
passo successivo a chiedere il diritto all'adozione. Questo perché
credo che un bambino abbia diritto ad avere una mamma e un papà. Non
credo allo schema "sono figlio di due papà", "sono figlio di due
mamme". Credo che il bambino sia un soggetto troppo debole da esporre
a questa confusione. Sarò arretrato, arretratissimo, ma la penso così.Questa
è una posizione politica".
Dopo questa dichiarazione, oggi si legge su Il PICCOLO (quotidiano di
Trieste) in un'intervista al Presidente della Regione Veneto, Giancarlo
Galan, che lo stesso, rispondendo all'intervistatore su di una sua apertura
ai gay, dichiara:
"Piuttosto che un bambino finisca all'orfanotrofio è meglio che sia adottato
da una coppia gay".
Certo questa frase potrebbe sembrare un'apertura ma forse potrebbe anche
essere letta come:
a mali estremi, estremi rimedi.Meglio il male minore.Ma sempre di male
trattasi.
Allora, tornando all'inizio dei nostri ragionamenti, quale politico o
politica vuole pubblicamente e con azioni forti (dichiarazioni ufficiali,
convegni, proposte di legge ecc.) intervenire sul matrimonio civile,
l'omogenitorialità e la possibilità di adottare per le persone omosessuali?
Questa domanda va rivolta, ovviamente, a quanti ancora non hanno preso una
posizione precisa e che spesso si barcamenano in dichiarazioni "politically
correct" , sempre comunqe troppo ambigue per chi , come noi, desidera avere
un panorama chiaro e corrispondente al vero. L'associazione, di cui sono
segretario, continuerà a chiedere ai nostri politici di illuminarci
correttamente sulle loro intenzioni.
Continuare a rimandare questo tema, oltre che far permanere gli omosessuali
in una posizione discriminata, significa bloccare lo sviluppo di un Paese
che già su molti altri argomenti mostra segni di preoccupante involuzione.
Clara Comelli
Segretario Associazione Radicali per il Friuli Venezia Giulia (www.rxfvg.it)