martedì 09 febbraio 2010

 
home chi siamo segnala notizie cerca webmaster links
 
 RUBRICHE
 APPROFONDIMENTI
 IN PRIMO PIANO
 MONDO
 TEATRO, CINEMA, TV
 CULTURA, LIBRI
 SALUTE
 ECONOMIA
 ICONE
 VITA DI COPPIA
 SPORT
 RELIGIONE
 SESSO
 Opinioni
 LETTERE AL DIRETTORE
 DOCUMENTAZIONE
 ALTRI ARGOMENTI
 APPUNTAMENTI
 RISORSE
 Ai webmaster
 Cerca notizie
 Chi siamo
 Link gay
 Link non gay
 Segnala notizie
 Sostieni Gaynews
 
 IN PRIMO PIANO
  BOLOGNA. CURIA: SCONCERTO PER PROCURA CHE NEGA DIVINITA' MADONNA
Dopo l'archiviazione della denuncia per 'Madonna piange sperma'
mercoledì 01 agosto 2007 , di APCOM
zoom A A A Scrivi a Gaynews Invia ad un amico Stampa
  Roma, 31 lug. - "Sconcerto" per le motivazioni addotte

dalla procura di Bologna per l'archiviazione della denuncia

relativa allo spettacolo 'La Madonna piange sperma' è stata

espressa dalla Curia bolognese con una nota diffusa questa sera.

"Per il codice la bestemmia è tale se indirizzata alla divinità.

La Madonna non lo è", aveva spiegato il procuratore capo Enrico

Di Nicola. "Le Procure facciano, come possono, il loro mestiere,

e lascino a chi compete l'ermeneutica della dottrina della fede e

l'esegesi dei testi conciliari", scrive oggi la curia guidata dal

cardinale Carlo Caffarra, che caldeggia, al tempo stesso, un

intervento legislativo al fine di sanzionare il vilipendio della

religione.



"Prendiamo atto - spiega la nota della curia - della decisione

del Procuratore della Repubblica di Bologna di richiedere

l'archiviazione della denuncia concernente l'ipotesi di reato di

bestemmia e vilipendio, in relazione a uno spettacolo

recentemente messo in 'cartellone' a Bologna a cura di un gruppo

gay. Non tocca alla nostra competenza giudicare il merito di

quella decisione, e perciò non ci addentreremo nei complicati

tecnicismi giuridici che la supportano. Il rispetto comunque

dovuto a una alta istituzione dello Stato non ci lascia che lo

spazio, appunto, per una presa d'atto".



"Rileviamo tuttavia che autorevoli voci della stessa Procura

osservano che vi sono 'aree della relazione tra cittadini e

religione prive di tutela' nel presente e vigente quadro

normativo in materia. E' precisamente in questo contesto che si

colloca la decisione del Procuratore. Sarebbe dunque opportuno

che il legislatore vi ponesse mano al più presto; e che, nelle

more, da parte delle competenti autorità si facesse uso di quella

discrezionalità fatta di buon senso e di equanimità, che è uno

spazio largamente praticabile nella legislazione italiana.

Infatti, ciò che risulta evidente a tutti è la condanna

generalizzata, negli ambienti laici non meno che in quelli

cattolici, a Bologna come altrove, quanto meno della titolazione

di quello spettacolo; e del resto lo rileva la stessa Procura".



"Di fronte a tutto questo non rimane che l'ipotesi, ancora da

verificare, di un reato amministrativo, da sanzionare al più con

una semplice multa. Ma i valori in gioco sono ben altri, e

concernono lo stesso profondo 'essere' della Nazione, il senso

religioso della maggioranza dei suoi cittadini, il rispetto del

sentimento degli altri, l'educazione al bello, il ripudio della

volgarità; valori senza la cui difesa, da parte di ciascuno

secondo la propria specifica responsabilità, il tessuto

connettivo della comunità è a rischio. E' l'identità di una

comunità, di una città, che viene messa in pericolo quando se ne

tagliano le radici; e chi potrebbe negare che la devozione alla

Beata Vergine Maria sia parte importante dell'identità

petroniana, e la caratterizzi? E quando manca la sintonia tra le

istituzioni e l'identità spirituale di un popolo, è oggettivo il

rischio che siano favoriti quei processi disgregativi della

società che l'Arcivescovo ha più volte indicato come un serio

pericolo del nostro tempo".



"Preso atto, non senza intimo turbamento e preoccupazione, di

tutto ciò, non possiamo però, infine, tacere lo sconcerto per le

motivazioni e le dichiarazioni 'a latere' da parte dello stesso

Procuratore, che ne hanno accompagnato la decisione e che sono

state ampiamente riportate dalla stampa, laddove esse prefigurano

un evidente sconfinamento di campo. Le Procure facciano, come

possono, il loro mestiere, e lascino a chi compete l'ermeneutica

della dottrina della fede e l'esegesi dei testi conciliari.

Vorremmo considerare ciò che abbiamo letto - per esempio, che la

Madonna non apparterrebbe alla categoria della santità, o che

sarebbe più di una divinità - niente altro che amenità fuori

luogo; e, se così fosse, ce ne dorremmo per l'istituzione da cui

provengono. Ma ciò che non potremo mai accettare è che le Procure

si facciano maestre di fede. Altri, nella Chiesa, sono i maestri.

Anche questo rientra nella vera laicità".

 
 
 Altri articoli su questo argomento...
Bologna. Una casa comunale per i transessual
BOLOGNA. LESBICA IN AULA,DIRITTO AD ESSERE FELICE IN ITALIA
Emilia Romagna. Dibattito ideologico sulla famiglia
Bologna, marito cambia sesso il Comune cancella il matrimonio
 
 
 
 RICERCA RAPIDA
Parola da ricercare:
Cerca anche nel testo della notizia
 
Ricerca avanzata

GAYNEWS

Giornale di Informazione sull'Omosessualità - Registrazione Tribunale di Bologna numero 5735 del 03/5/1989
Sede: piazza di Porta Saragozza, 2 - 40123 Bologna -- P.O. Box: C.P. 219 - 40100 Bologna
info@gaynews.it