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  LA GIUNTA MORATTI SI SPACCA SUI GAY
Dopo il gay pride milanese Forza Italia contro il vicesindaco. Gallera: "Dal vicesindaco dichiarazioni razziste"
lunedì 25 giugno 2007 , di la Repubblica
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  di RODOLFO SALA

Bufera su De Corato. Al sindaco non sono piaciute le dichiarazioni del suo vice («mai più patrocini del Comune a iniziative gay») e con una secca precisazione prende le distanze: «Ribadisco, nessuna discriminazione; la giunta decide di volta in volta valutando le proposte che arrivano». Ma il vicesindaco, già redarguito dall´assessore Sgarbi, finisce nel mirino di parecchi esponenti della maggioranza. Il capogruppo di Fi Gallera: «Dichiarazioni razziste, De Corato è un camaleonte». Tiziana Maiolo: «Non siamo una giunta bacchettona, no all´omofobia». Ombretta Colli: «Quando c´ero io la Provincia ha sempre sponsorizzato il Gay Pride, dovrebbe farlo anche il Comune». Anche il capogruppo di An Fidanza si dice contro le discriminazioni («ma niente privilegi»), mentre la Lega si schiera senza se e senza ma con De Corato.

E all´indomani del Gay Pride milanese, in giunta scoppia il caso De Corato. Il vicesindaco di An è nella bufera per aver pronunciato un «mai» considerato di troppo da Letizia Moratti. «Mai più soldi e patrocini del Comune alle manifestazioni promosse da associazioni di omosessuali», era stata la promessa di Riccardo De Corato. Che non si riferiva certo al corteo di sabato (Palazzo Marino non ha mai patrocinato alcun Pride), ma ha voluto escludere che in futuro il Comune possa sponsorizzare altre iniziative come la rassegna del cinema omosessuale o i tornei sportivi promossi da gruppi gay, patrocinati ai tempi di Albertini. Il vice della Moratti precisa che le sue dichiarazioni sono «a titolo personale», ma ribadisce che «il Comune ha fatto bene a non dare il patrocinio e non dovrà darlo, parlo ancora a titolo personale, neppure in futuro».

Una precisazione considerata decisamente inopportuna dal sindaco, che pure sabato era stata duramente contestata dai manifestanti. Anche Letizia Moratti ha infatti qualcosa da ribadire: «Massimo rispetto per tutte le scelte, anche quelle che riguardano la sfera sessuale; per questo le decisioni della giunta non possono essere definite a priori, bisogna valutare di volta in volta valutando il contenuto delle proposte che ci vengono fatte, ma da parte nostra non ci potrà essere alcuna pregiudiziale né discriminazione nei confronti di nessuno». Quello del sindaco è dunque un forte richiamo al suo vice: ma è niente rispetto a quel che pensano, e dicono, altri rappresentanti della maggioranza. Ecco il capogruppo di Forza Italia Giulio Gallera: «Le dichiarazioni di De Corato sono gravi e inaccettabili; mi sembra allucinante che il vicesindaco non abbia battuto ciglio per nove anni quando la giunta Albertini concedeva patrocini e finanziamenti a rassegne e manifestazioni culturali gay e adesso esprima posizioni che non esito a definire razziste». La conclusione è al veleno: «Forse De Corato è affetto da una sindrome camaleontica, la stessa che l´ha colpito sui nomadi: prima se li voleva mangiare, poi ha fatto il buonista a Triboniano e ora è ritornato all´oltranzismo».

L´assessore forzista Tiziana Maiolo si schiera a fianco del collega Vittorio Sgarbi, il primo a definire, sabato, «una crociata contro gli omosessuali e un´idiozia» l´uscita del vicesindaco. «Se ci mettiamo sulla strada dell´omofobia - avverte sarcastica Maiolo - dobbiamo allora essere omofobi nei confronti di tutti, anche dei nostri amici omosessuali, anche di parecchie persone, come gli stilisti, che hanno contribuito a fare grande Milano». E ancora: «Non siamo la giunta dei bacchettoni e fa bene il sindaco a dire che su queste cose si deve decidere di volta in volta: però sul mancato patrocinio al festival del film gay abbiamo sbagliato». E stavolta rompe gli indugi l´assessore Ombretta Colli, ricordando che, sotto la sua presidenza, «la Provincia aveva sempre patrocinato il Gay Pride». «Mi domando - aggiunge - perché il Comune non possa fare altrettanto». Perfino un forzista ciellino come l´assessore Carlo Masseroli, si schiera sulla linea del «mai dire mai», anche se aggiunge che «questo dibattito non mi appassiona». E il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri, Fi: «Mai giudicare le inziative dagli orientamenti sessuali dei proponenti». Arrabbiatissimo Franco De Angelis, repubblicano eletto in Comune con Fi: «Non potrei mai sentirmi omologato a una giunta che, considerate certe dichiarazioni, potrebbe passare per omofoba». Un po´ imbarazzato il capogruppo di An Carlo Fidanza: «Sono d´accordo, nessuna discriminazione, però non bisogna neppure concedere privilegi ai gay». Ma a difendere a spada tratta De Corato c´è la Lega: «Ha alzato un velo di ipocrisia - dice il capogruppo Matteo Salvini - il Comune non dovrebbe mai avallare le ostentazioni di genere».

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Pagina VII - Milano IL CASO Dove finiscono i 26 milioni che Palazzo Marino spende a sostegno di associazioni, iniziative e eventi Dalle bocce al Capodanno celtico Tutte le sponsorizzazioni del Comune LUIGI BOLOGNINI

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tredicimila euro per un´associazione culturale di Manfredonia, in Puglia, che organizzi una manifestazione in cui scegliere la bevanda con cui accompagnare piatti tipici milanesi. Quasi mille per un torneo di bocce che qualcuno ha pensato di intitolare ai caduti di Nassiriya. E più di trentamila per il Capodanno celtico. Sono alcuni dei finanziamenti concessi l´anno scorso del Comune che - proprio mentre il vicesindaco propone di non dare mai più soldi alle manifestazioni di associazioni gay - dovrebbero essere approvati assieme a tutti gli altri nel conto consuntivo in votazione oggi al consiglio comunale. Nel documento sono contenuti tutti i contributi erogati da Palazzo Marino nel 2006: qualcuno risale ancora alla giunta Albertini, ma la grande maggioranza è dell´amministrazione Moratti. Si tratta di un documento imponente, di migliaia e migliaia di pagine: più di 26 milioni e mezzo di euro (la cifra esatta è 26.578.561,92) suddivisi in 3.762 finanziamenti a enti sportivi, associazioni di volontariato, parrocchie, privati cittadini: dal patrocinio per tornei a contributi per l´attività quotidiana, fino al pagamento dei libri scolastici per le famiglie che non se lo possono permettere.

Un plico dalle dimensioni simili a un elenco del telefono che, analizzato per bene, è al tempo stesso uno spaccato della realtà sociale di Milano (non è un caso se un quarto dei soldi è di competenza dell´assessorato ai Servizi sociali) e uno spunto di riflessione sul destino dei soldi comunali. Scelte in cui la provenienza politica è abbastanza riconoscibile, come i 31.550 euro per festeggiare il Capodanno celtico, i 12.500 per un corso di cultura milanese e lombarda e i 24mila per una rievocazione medioevale presso il parco di Villa Litta. O altre come i 140mila euro dati per il convegno "Sporteducando", i 13.982,27 per i campionati regionali di trampolino elastico, i 287.912,49 all´associazione Testimoni di Geova, i 1.500 a quella dedicata a psoriasi e vitiligine.

Una situazione che provoca le proteste del capogruppo dei Verdi Maurizio Baruffi: «Invece di tagliarsi lo stipendio di un terzo, il sindaco riduca del 2 per mille questi finanziamenti. Il Comune risparmierebbe di più e si farebbe meno demagogia. Non solo: molti di questi sostegni hanno motivi poco chiari. Anche perché il regolamento del Comune prevede che le associazioni che hanno aperto contenziosi con l´amministrazione siano escluse dai finanziamenti, il che è un bel modo per tenerle sotto controllo». Gran parte di questi contributi, però sono giusti e vanno a enti benemeriti che fanno volontariato e operano nel sociale... «Al posto dei soldi il Comune dovrebbe dare servizi, come prezzi agevolati per stampare volantini, o sedi in stabili di proprietà pubblica. Così è solo una mangeria».
 
 
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