GAY PRIDE. PROSSIMA TAPPA, DOMENICA IN LITUANIA
Anche l'arcivescovo contro la marcia di domenica a Riga. Ma in tutto l'est i diritti sono negati
martedì 29 maggio 2007 , di
Il Manifesto
Russia, ma anche Estonia, Lettonia e Lituania, Polonia, Ucraina, Bielorussia, per non dimenticare Moldavia e Romania. L'est Europa, che stia o meno nella Ue, non può essere certo indicato come gay friendly. Anzi. Da giovedì a Riga, capitale della Lettonia, parte la tre giorni del Gay pride 2007, dopo che l'anno scorso la manifestazione era stata bandita dal comune e i pochi coraggiosi scesi in piazza venivano sfidati da militanti di estrema destra e/o ultracattolici al lancio di escrementi. E quindi malmenati. Quest'anno la marcia si farà perché la Corte amministrativa regionale ha sentenziato che il bando era illegale, ma non per questo sono svaniti i rischi per chi vi partecipa. Ad inizio mese il cardinale Janis Pujats, arcivescovo di Riga, ha invitato i fedeli a scendere in piazza domenica in opposizione alla marcia per i diritti dei gay: «Se ci saranno 1.000 maniaci sessuali che si muovono pazzamente, la popolazione di Riga dovrà essere di almeno 40-50.000: questa proporzione darà al governo sufficienti ragioni per lasciare la perversione sessuale al di fuori della legge». Tra i «maniaci sessuali» indicati dal cardinale ci saranno anche un centinaio di attivisti si Amnesty international e dei deputati svedesi di tutti gli schieramenti politici.
Problemi seri per l'organizzazione del Gay pride 2007 anche a Bucarest (la Romania ha eliminato il crimine di omosessualità nel 2001) e a Tallin, in Lettonia, teatro l'anno scorso di violenti attacchi contro i pochi coraggiosi che avevano sfidato il bando del sindaco. Recentemente l'ambasciatore olandese in Lettonia ha rinunciato al mandato per i continui attacchi contro il suo compagno. Il primo cittadino di Vilnius, capitale della Lituania, ha invece proibito venerdì scorso il passaggio del bus «Per la Diversità, contro la Discriminazione», una campagna promossa dalla Commissione europea in 21 paesi, perché l'evento avrebbe catalizzato l'ira di gruppi omofobi con conseguenti problemi per l'ordine pubblico. Poi il sindaco chiariva: «Disapproviamo la pubblica esibizione dell'ideale omosessuale a Vilnius».
Da parte loro, le autorità di Chisinau, capitale della Moldavia, hanno proibito a marzo il passaggio di un'altra campagna europea, la «All Different, All Egual», e dal 2005 impediscono il Gay pride. «Vogliono usare questa festa per fare del sesso in pubblico», accusa Nina Stratulat, assessore agli affari sociali. «Tutti i paesi sono retti da principi - l'eco del vice sindaco Alexandru Corduneanu - la Moldavia è retta dai principi cristiani ed è per questo che non possiamo andare contro la moralità cristiana e permettere questa parata». Il 13 febbraio la Corte suprema ha dato ragione ai manifestanti considerando il bando al Gay pride illegale, ma nemmeno questo sembra bastare.
Tornando nella Ue, la notizia più curiosa arriva dalla Polonia: Ewa Sowinska, garante del governo per i diritti dei bambini, ha affermato ieri che bisogna indagare se i Teletubbies nascondono una propaganda dell'omosessualità. Tutto perché Tinky Winky gira con una borsetta ma sembra un uomo. Con che faccia la Ue andrà a dire a Putin di rispettare i diritti dei gay se ha paura dei Teletubbies?