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LUCCA, GAY RAPINATI SULLE MURA
Una banda di rumeni agiva dopo il sesso a pagamento
sabato 19 maggio 2007 , di
il Tirreno |
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Arrestato un ragazzo, latitante un complice Per mesi sono rimasti impuniti: le vittime non li denunciavano
LUCCA. Aggredivano, picchiavano e rapinavano gli omosessuali in cerca di sesso a pagamento sulle Mura urbane. Li osservavano, li pedinavano e - alla fine del rapporto - quando si dirigevano verso la loro auto li colpivano impossessandosi di soldi e monili. Per 7-8 mesi hanno agito nell’impunità. Perchè spesso le vittime si vergognavano a dichiarare la loro inclinazione sessuale. E non sporgevano denuncia preferendo non reagire e consegnare spontaneamente il denaro. Ma dopo la denuncia di un quarantenne della Piana i carabinieri hanno arrestato un rumeno di 21 anni mentre un altro è latitante.
A Mihai Ionica, 21 anni, che vive in un casolare abbandonato alle porte della città dove ieri mattina è stato prelevato dai militari del radiomobile, la procura contesta il reato di rapina e lesioni personali. Assieme al connazionale di 22 anni, attualmente uccel di bosco, è accusato di aver rapinato alle 23.30 del 1 aprile tra il baluardo Cairoli e l’orto botanico il quarantenne di Porcari che poco prima si era appartato con un giovane di origine slava. Picchiato selvaggiamente e derubato di 130 euro aveva riportato ecchimosi e contusioni giudicate guaribili in 5 giorni. L’ordine di custodia cautelare, firmato dal gip Carlo Annarumma, riguarda soltanto quell’unico caso oggetto di denuncia alle forze dell’ordine. Ma i carabinieri guidati dal maresciallo Clementi, sotto la direzione della procura, hanno svolto indagini più approfondite che potrebbero portare nelle prossime settimane a nuove incriminazione.
L’impressione è che - specie nel week end e sul calar della sera - una gang di rumeni legata alla prostituzione maschile entrasse in azione prendendo di mira i gay. Botte e minaccie ai clienti dei giovani dell’Est, che si prostituiscono in quel breve tratto di Mura, a cui veniva svuotato il portafogli.
Un mese e mezzo di pedinamenti e appostamenti per cercare di porre fine ad una situazione incresciosa in pieno centro e in una zona frequentata da bambini e famiglie.
Il rumeno, con ogni probabilità, aveva capito di essere spiato. Al momento del suo arresto i militari gli hanno trovato in tasca un biglietto ferroviario. Voleva allontanarsi da Lucca come aveva fatto alcuni giorni fa il suo connazionale accusato della rapina sulle Mura. |
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