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  CALDEROLI. «A SINISTRA I GAY E I COGLIONI»
Sulla maglietta: «W la gnocca!»
sabato 19 maggio 2007 , di Il Corriere delle Alpi
zoom A A A Scrivi a Gaynews Invia ad un amico Stampa
  di IRENE ALIPRANDI

BELLUNO. «Il 27 e 28 si tratta di decidere o meno se siete dei coglioni». L’altra faccia del centrodestra è nelle parole di Roberto Calderoli, ex ministro della Lega Nord, ieri a Belluno per promuovere il candidato sindaco Antonio Prade. Calderoli ha espresso pochi concetti (non tutti suoi come quello dei coglioni), ma ben conditi. Procedendo con ordine, l’ex ministro delle riforme ha accusato quelli di sinistra di essere «masochisti e anche un po’ gay». Calderoli chiarisce: «Non discuto sulla libertà sessuale, ma il buon Dio ha creato Adamo ed Eva, non Adamo e Giuseppe» e per ribadire il celodurismo leghista apre la giacca e mostra l’ultima maglietta del suo noto guardaroba: «W la gnocca!». La gnocca però non va bene se fa il sindaco e per dissuadere i suoi dall’attrazione per la Zoleo, cita la Iervolino e i rifiuti napoletani. Per Calderoli quelli di sinistra: «Amano così tanto i poveri che, se non ci sono, li creano», ma il vero flagello è la nuova bozza sull’immigrazione: «E’ nato il partito degli immigrati, decideranno loro in casa nostra». Dunque, l’unica soluzione è votare Lega.

«Svejarse», come dice Gian Paolo Gobbo, segretario regionale del Carroccio, sottolineando come si siano svegliati «parfin i teroni di Pantelleria», perché «senza Lega Nord no se va da nesuna parte, ma se finise affosati nel neocomunismo».

Gli animi dei tanti leghisti accorsi ieri a sentire Calderoli, si erano però già scaldati con Franco Gidoni, ormai promosso prosindaco anche da Prade. Gidoni ha rivendicato il suo diritto ad una lettura critica della Resistenza, per poi passare all’attacco della Zoleo: «Se vuole governare deve avere qualche idea. Noi in 8 mesi abbiamo realizzato un ponte e trovato i soldi per il polo di Lambioi e il sovrappasso di San Lorenzo. Questo è governare la città, lei trasformerà l’ufficio del sindaco nella stanza dello psicoterapeuta coi mazzolini di fiori e i cioccolatini». Scatenato anche il consigliere regionale Gianpaolo Bottacin, che poi è partito per una ronda padana: «Se la politica non dà risposte la gente ci prova da sola», dice riferito ai pezzi di provincia in fuga: «La sinistra, col suo atteggiamento ambiguo, prende in giro la gente. Qui dice una cosa e a Roma e Venezia fa il contrario. Sbaglia chi si mette contro Trento e Bolzano, bisogna lavorare insieme per un federalismo vero».

Prade ha omaggiato Gobbo affermando di invidiare la sua città: «A Belluno abbiamo un timbro in fronte, un vizio di origine ideologico. A Treviso guardano la realtà e infatti il loro livello di benessere è superiore». Con Calderoli sul palco c’erano anche Maurizio Paniz e Jacopo Vendrame, il segretario cittadino della Lega, dalla quale Prade si aspetta almeno il 10%.
 
 
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Franco Grillini
 

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