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  TACCHI A SPILLO, FESTE E PARLAMENTO LUXURIA E I SUOI PRIMI 40 ANNI
L´autobiografia della deputata transgender di Prc
venerdì 27 aprile 2007 , di la Repubblica
zoom A A A Scrivi a Gaynews Invia ad un amico Stampa
  di CONCITA DE GREGORIO

Si parla di Rutelli e di Franca Valeri, di Lsd e di "centrosinistrorsi", di Aids, di leghisti. Si impara dove comprare scarpe col tacco a spillo numero 45, cosa vuol dire fare l´aeroplano e cosa succede se ti ferma la stradale - sei una drag queen - e sulla patente c´è scritto Benito. Ora che ha messo a posto naso e seno Vladimir Luxuria, deputata transgender eletta con Rifondazione, si presenta "più in ordine" al Salone del Libro di Torino. Pubblica la biografia dei suoi primi roventi quarant´anni: "Chi ha paura della Muccassassina? Il mio mondo in discoteca e viceversa", editore Bompiani, in libreria da mercoledì. Dalla nascita e la non facile adolescenza a Foggia all´elezione in Parlamento con brevi soste nelle discoteche della riviera romagnola, sui marciapiedi e nei locali di Milano e di Londra, nei teatri e sui set di Roma, in campagna elettorale. Luxuria (sulla patente c´è scritto Vladimiro Guadagno) è laureata in letteratura inglese (tesi su Conrad) con 110 e lode. E´ persona di vaste letture e ampia conoscenza della zone d´ombra della vita. Il libro è lieve, drammatico, ironico, impegnato e romanzesco: susciterà grandi simpatie e profondissime avversioni. Del resto Elisabetta Gardini, Forza Italia, ha fatto un caso dell´eventuale incontro con Luxuria nel medesimo bagno di Montecitorio. Figuriamoci cosa dirà delle pagine di diario sull´uso di droghe: Lsd («ho rischiato il delirio, di rimanerci fregata con la testa. Vedevo demoni dappertutto»), pasticche di ecstasy, cocaina che è «il segnale che Dio ti manda per farti capire che stai facendo troppi soldi». Luxuria racconta dei suoi anni al Muccassassina, luogo della stagione d´oro della "gaia vita" romana, Villaggio globale di Testaccio: ne è stata direttrice artistica dal ‘93. Tra i primi ospiti ebbe Franca Valeri e Francesco Rutelli. «Era allora aspirante sindaco, la margherita era per lui solo un fiore un tipo di pizza e una canzone di Cocciante. Venne al Villaggio a bordo del suo motorino, sembrava un ragazzino, un pischello qualsiasi; strinse le mani a tutti elargì sorrisi e battute spiritose a destra e a manca. Il suo discorso dal palco fu bellissimo». Ancora Rutelli «poco dopo la sua elezione partecipò in prima fila dietro lo striscione del primo gay pride romano e italiano inteso come sfilata per le vie della città. La piattaforma politica della manifestazione erano i diritti civili caldeggiati dalla risoluzione di Strasburgo del febbraio ‘94. Poi ha preso altre strade, le sue posizioni sulla fecondazione assistita e i Pacs sono note a tutti. Come dice Amanda Lear, "prima o poi nella vita ognuno fa dei cambiamenti"».

I capitoli dell´autobiografia si alternano a quelli di "cultura generale": l´origine delle tarantate, il malocchio, il jazz, l´ermafroditismo, la storia della biancheria intima, i transgender («la trans più famosa è Pinocchio»). Racconta dei suoi inizi come door queen che sarebbe: portinaia. «A volte le parole inglesi funzionano come vaselina per edulcorare la fregatura: job on call sembra gradevole e moderno, lavoro a chiamata è precario e schiavista». Una sua foto con Boy George finì in prima pagina su la Padania sotto il titolo: «Ma Luxuria in discoteca è in missione parlamentare?». «Dopo il mio impegno in Parlamento ho ridotto drasticamente le presenze nei club ma non riesco a capire cosa mi dovrebbe impedire di divertirmi nel week end né andrei mai a mettere il mio naso incipriato negli affari privati di un deputato leghista nel suo tempo libero». C´è il "convertitore sessuale", quello che pensa che «una donna diventi (e non nasca) lesbica per due motivi: perché è poco attraente e quindi ripiega nell´amore saffico, perché non ha ancora trovato come cantava Mina "l´uomo fatto apposta per me, sicuro di sé"». Ci sono Pippo Baudo che intervista RuPaul, le Porompompero che cantano I will survive e con loro Fuxia, ancora oggi assistente parlamentare di Luxuria. Ci sono le fag hag, omosorelle: donne etero che frequentano quasi esclusivamente gay, li preferiscono perché come dice Davit Leavitt «gli amici gay sono disponibili a interminabili chiacchiere analitiche», gli etero assai meno. Si apprende l´esistenza di rivisitazioni di fumetti classici intitolate «Topa Lino» e «Terzagambadilegno». Si impara cosa siano, in gergo, l´ape maia, il casermaro e lo sfedinato. Si incontrano Silvia Baraldini, la famiglia di un malato terminale, diversi potenti. Si parla molto di politica. Molto di benessere: possibile e negato. Alla fine: «Un partito ci potrà deludere, un set completo di trucchi della Mac mai».
 
 
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Franco Grillini
 

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