LIBRERIA BABELE, FRASI ANTI-GAY «UN CLIMA DI VIOLENZA CONTRO DI NOI»
Scritte spray su muri e vetrine. Il titolare: non sono vandali
sabato 07 aprile 2007 , di
il Corriere della Sera
Lo storico negozio di via San Nicolao. Penati: attacco alla democrazia, così si alimenta l'odio
«Gay pedofili», «gay al muro» e via offendendo. Con una dedica-insulto: «Imma Battaglia tr...». E con una firma — la sigla di Forza Nuova — non rivendicata dal movimento di estrema destra che s'è detto «estraneo» al raid, l'altra notte in via San Nicolao, zona Cadorna, contro la libreria Babele, luogo e punto di riferimento della cultura gay.
IL BLITZ — Una carrellata di scritte omofobe, con vernice nera, su muri e vetrine. A eliminare i secondi provvederà l'Amsa, mentre i primi sono stati cancellati dal titolare del negozio Rolando Canzano.
Canzano per due anni è stato un dipendente, due mesi fa ha rilevato l'attività, e adesso ha paura: «Non è l'opera di ragazzini e vandali. C'è un disegno».
Se disegno c'è stato, proverà a scoprirlo la Digos, titolare dell'inchiesta. Gl'inquirenti non partono da zero: vicino alla Babele c'è la sede Aem, dotata di impianto esterno di telecamere, che potrebbero aver filmato movimenti e volti strani. Per intanto, mentre è stata potenziata la sorveglianza della zona, il mondo gay s'interroga su possibili collegamenti tra il blitz, il dibattito sui Dico e le recenti uscite del presidente della Cei Angelo Bagnasco. Un collegamento che per Imma Battaglia, la storica leader del movimento gay-lesbo-trans e bersaglio particolare delle offese, è assai evidente: «Le scritte sono parole d'ordine che riprendono alla lettera le esternazioni di Bagnasco».
LE CONDANNE — Il resto del movimento gay, pur soffermandosi sul capitolo Chiesa (dalla quale l'onorevole Franco Grillini s'aspetta «massima solidarietà») s'è piuttosto soffermato sulla violenza dell'azione. Che a vergare gl'insulti siano stati adolescenti annoiati, non ci crede nessuno. Tutti son convinti che quella sigla di Forza Nuova sia stata fatta proprio da Forza Nuova, nonostante la replica degli estremisti: «La nostra battaglia è contro il tentativo di legittimazione di una politica che lede l'immagine della famiglia tradizionale».
Tant'è. Da destra a sinistra, è una lunga scia di condanna. Il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri: «Le scritte sono frutto di ignoranza e cattiveria». Il presidente della Provincia Filippo Penati: «Si alimenta un clima di odio che minaccia la democrazia». Perché gli insulti con la vernice (e lo spray) non abitano solo in via San Nicolao. Da giorni, nelle vicinanze di piazza Beccaria — dove c'è la sede dell'Arcigay e anche il comando della polizia locale, dunque si suppone che l'area sia un'area super controllata — ignoti si divertono a riempire muri di palazzi e scuole di ritornelli così: «Morte ai gay».
INDAGINI
Rilievi della polizia dopo il raid nella notte contro la libreria Babele in via San Nicolao: dell'indagine si occupa la Digos
Altre scritte e minacce sono state trovate in piazza Beccaria