RAGAZZO SUICIDA, SCONTRO SUL FAMILY DAY
Unione degli studenti: cultura omofoba, Fioroni non vada. Scienza e vita: visione distorta
sabato 07 aprile 2007 , di
il Corriere della Sera
ROMA — «Ministro, al Family day non ci andare». Il suicidio del ragazzo torinese, perseguitato dai compagni che lo accusavano di essere omosessuale, finisce con l'intrecciarsi alle polemiche sulla manifestazione per la famiglia del 12 maggio. L'Unione degli Studenti, che insieme ad Arcigay sta organizzando una giornata di mobilitazione nelle scuole per il prossimo mercoledì, chiede al ministro della pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni di non partecipare al Family day (ma lui ha già detto che ci andrà) «perché sarebbe incoerente rispetto a un'idea di scuola laica e pubblica, cioè di tutti». Per l'Unione degli Studenti «quello che è accaduto a Torino è la punta dell'iceberg di un sistema che non ha ancora digerito il diverso. Noi ci prepariamo al 17 maggio, la giornata mondiale contro l'omofobia e ogni genere di discriminazione».
Ma voler legare la morte drammatica di uno studente di 16 anni alla giornata per la famiglia è inaccettabile, replicano all'associazione «Scienza e vita». «Non c'è alcun nesso tra l'omofobia ambientale e il Family day. Questa lettura è distorta, è solo un modo ideologico e strumentale di affrontare il problema». «Disgustoso» sarebbe poi per Luca Volontè (Udc) «strumentalizzare da parte di omosessuali politici la morte del ragazzo di Torino per giustificare la massiccia campagna di omosessualizzazione scolastica avviata dall'Arcigay». Ma quale omosessualizzazione, s'indignano i giovani dell'Arcigay, «di questa presunta campagna non se ne vedono tracce, il 52 per cento degli studenti omosessuali a scuola è discriminato o addirittura perseguitato. Ci chiamano froci, ci chiudono a chiave nei bagni, ci menano. Ci umiliano in tutti i modi», dice Fabio Saccà. Il deputato di Rifondazione Vladimir Luxuria invita a mobilitarsi il 17 maggio, «in occasione della giornata mondiale contro l'omofobia, per ricordare il sedicenne suicida a Torino e dare una risposta alla più grande manifestazione omofoba organizzata in Italia: il Family Day».
Franco Grillini, deputato Ds e presidente onorario dell'Arcigay, attacca Volontè: «Nemmeno una parola di pietà per quel ragazzo. Questo è razzismo brutale, volgare e violento». «Il clima omofobico fa dimenticare che dietro le etichette ci sono persone in carne e ossa», aggiunge il responsabile del dipartimento scuola dei Ds Umberto Ranieri.
Scrive il direttore di Liberazione Piero Sansonetti che «pur senza voler dare la colpa a nessuno» sul suicidio di Torino pesa «la campagna anti-gay dell'Avvenire (il giornale dei vescovi, ndr) », che provoca «danni molto gravi come il razzismo americano dell'800». Il quotidiano dei vescovi ogni giorno promuove il Family day ospitando voci a sostegno. E tuttavia due giorni fa ha pubblicato una lettera di Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis che, da cattolico, del Family day farebbe volentieri a meno: «Una sfida da evitare». Condivide Franco Monaco (Ulivo): «Finalmente dal mondo cattolico fuori dagli schieramenti si leva una voce pensosa e critica». Sottoscrive il collega di schieramento Franco Laratta: «Scendere in piazza non è nel Dna dei cattolici».
«Family day? Legittimo ma non ci sarò» dice, dall'altra sponda, Stefania Prestigiacomo (Forza Italia) mentre le donne di An manifesteranno. «Io ci vado», conferma Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, confortato dal presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro. Dalla famiglia (12 maggio) alla lotta contro le discriminazioni (17 maggio) sarà una primavera di cortei.