FRANCESCO D'AMBROSIO Se c’è da far provocazione politica alla chiave della spettacolarizzazione, lui non si sottrae. Così ieri mattina, il senatore di An Nino Paravia ha fatto la sua parte, a fianco dell’associazione Azione Giovani, contro i ”Dico”, il disegno di legge che regolamenta le unioni di fatto. Sotto i portici del Comune Paravia ha celebrato un perfetto matrimonio simulato tra (finti) gay. Cerchiato dalla fascia tricolore ha dichiarato «missionari di verità e difensori della famiglia vera» i militanti di Azione Giovani Riccardo D'Arco e Rosario Peduto, presentatisi in perfetti abiti bianchi con tanto di stola e velo, al cospetto dei testimoni Roberto Celano (consigliere comunale) ed Antonio Iannone (presidente provinciale Ag). «Le vere emergenze - ha commentato Paravia - toccano coloro che, colpiti da disabilità, da patologie tumorali o da gravi malattie pur di garantirsi le cure necessarie sono costretti addirittura a vendersi la casa. Gente alla quale il Governo non pensa perché, ostaggio della cambiale elettorale contratta con la sinistra radicale, preferisce concentrarsi sull'iter di legittimazione delle unioni di fatto. Legge che, tra l'altro, all'onerosità coniugherebbe la sua perfetta inutilità». E dopo aver sparato bordate contro Prodi e i ministri Bindi, Pollastrini e Turco, ha affermato: «La legge sui Dico non è gradita innanzitutto alle coppie di fatto eterosessuali assoggettate, con l'attuazione della normazione prevista, ad una serie di obblighi oggi assenti. Ma non è gradita nemmeno a molte coppie omosessuali che già hanno il diritto di regolare i loro rapporti attraverso un atto notarile col quale dichiarare il convivente erede universale, stabilire la forma del fitto, eccetera. Un esempio? Credo che Dolce e Gabbana, avendo da tempo così regolamentato i loro rapporti, siano i primi a rifiutare i Dico». In quello stesso luogo, i portici del Comune, dove nell’ottobre di tre anni fa partì la campagna di Verdi e socialisti per ottenere dal sindaco De Biase l’istituzione del registro delle coppie di fatto, Paraviae s'infervora quando parla dei politici di ispirazione cattolica: «Le loro divisioni dimostrano la precarietà di una maggioranza raffazzonata: vedo distanze tra Fioroni e Di Pietro, Bindi e Mastella... Quest'ultimo, per una volta contravvenendo alla sua ondivaga tendenza politica, va controcorrente schierandosi al fianco della Chiesa, contro il Governo di cui è espressione, contro la Repubblica prodiana nella quale disgraziatamente viviamo». E, ascoltate le dichiarazioni dei rappresentanti di Azione Giovani («Inaccettabile che coppie omosessuali godano degli identici diritti concessi alle coppie eterosessuali sposate con matrimonio civile o religioso», sugella la cerimonia: «Celebriamo queste tristissime nozze in oltraggio alla famiglia tradizionale». In sottofondo l'improvvisata marcia nuziale da fisarmonica di tre spaesati vagabondi romeni. Gli unici a credere ai loro occhi...