Roma, 5 mar. - Un no senza appello al ddl sui Dico presentato dal governo, e a qualsiasi legittimazione delle coppie omosessuali, che vanno contro la "legge naturale".
E' questa la posizione espressa oggi da monsignor Elio Sgreccia, presidente della pontificia accademia per la vita, durante la presentazione di un libro di Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, nella sede di Radio vaticana.
"Questa proposta- attacca Sgreccia - non e' contro la Chiesa che invade la vita privata delle persone, ma e' contro il matrimonio come e' visto dalla
societa' internazionale e dalla Costituzione italiana".
I Dico sono "pasticciati e casarecci e sono stati cucinati in fretta e con forma di prassi sbrigativa".
Sgreccia non vuole sentir parlare di "scontri tra laici e Chiesa cattolica", perche' la posta in gioco e' ben diversa: "Cio' che va di mezzo con questa proposta - sottolinea l'alto prelato- e' ben altro che il sacramento del matrimonio.
Si va contro la legge civile e il bene comune".
C'e' poi il nodo delle coppie omosessuali. E qui Sgreccia e' molto chiaro: "Le coppie omosessuali- dice- vanno contro la legge naturale e un'unione affettivamente stabile come se fosse una famiglia, tra due persone dello stesso sesso, e' contro la natura".
Il presidente della pontificia accademia per la vita chiama in causa il discorso sulla sessualita' e spiega che "se il corpo non e' un accessorio, non possiamo prescindere da un discorso di complementarita' tra uomo e donna".
La cosa paradossale -continua Sgreccia- e' che "in passato si accusava la Chiesa di essere contro il corpo. Oggi, questo stesso corpo, ci tocca difenderlo per non ledere la struttura naturale della sessualita'".
Inoltre- precisa il religioso- "non credo che il legame tra due persone dello stesso sesso sia salutare per la loro socializzazione, per la loro stabilita' e per le loro sofferenze". Piuttosto, "affrontiamo il loro problema con la scienza psicologica".
Ci sono poi, sempre secondo Sgreccia, delle osservazioni di carattere economico che non fanno che confermare la non necessita' di una legge sulle coppie di fatto.
"Con una legge di questo tipo- puntualizza Sgreccia- non facciamo il bene di coloro che si avviano a costruire famiglie di fatto". Perche' "se i giovani fossero aiutati adeguatamente, non si metterebbero su
questa barchetta instabile", ed e' su quest'aiuto che "vanno investiti soldi, non sul precariato matrimoniale".
E allora, ecco l'appello del religioso a tutti i cattolici: "Dobbiamo fare di tutto perche' non passino queste proposte, dato che cio' che si fonda sulla non verita' e' destinato a nuocere a tutti".