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  OCCHIPINTI "NASCONDEVO OMOSESSUALITA' PER RESTARE SEX SYMBOL"
"Imbarazzante girare scene d'amore con le attrici"
martedě 27 febbraio 2007 , di ITALPRESS
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  Andrea Occhipinti oggi preferisce farsi

conoscere come amministratore unico della Lucky Red, la societa' cinematografica che compie vent'anni nel 2007 e che ha appena messo a segno l'ultimo dei suoi colpi: i diritti del film cinese Il matrimonio di Tuya, Orso d'oro al Festival di Berlino, che si

aggiunge all'altro cinese Still Life, Leone d'oro a Venezia e a una lunga lista di scelte intelligenti. Il ventennale di Lucky Red coincide con il compleanno di Occhipinti, che compira' 50 anni il 12 settembre.

Con Vanity Fair, in edicola dal 28 febbraio, l'attore-produttore ripercorre le tappe principali della sua carriera. "Ero un bel ragazzo, avevo voglia di indipendenza e scoprii che guadagnare un po' di soldi facendo spot pubblicitari era abbastanza facile. Quindi il passo fu breve verso la tv con la miniserie Quaderno Proibito, fino allo sceneggiato Rai La Certosa di Parma". Lei era Fabrizio Del Dongo, eroe romantico per eccellenza.

Fatale che diventasse un sex symbol, un po' come Alessandro Preziosi e Riccardo Scamarcio oggi. "Era la parte che piu' mi infastidiva". Perche'? "Intanto perche' sono gay". Il che rendeva imbarazzante girare scene d'amore con le attrici? "Non per quello. Un attore puo' fare qualunque cosa. Marcello Mastroianni interpreto' un omosessuale in Una giornata particolare, gli chiedevano come facesse.

Lui rispondeva: 'Io non ho mai ammazzato nessuno, eppure se al cinema faccio un assassino la cosa non provoca stupore'. Pero', essere gay, doverlo tenere nascosto perche' vieni considerato un sex symbol e dunque diventeresti poco credibile sullo schermo, e' molto sgradevole. In piu', mi rendevo conto che la mia carriera andava avanti solo in base alla mia

bellezza esteriore e, come tuti gli esseri umani, avrei preferito essere apprezzato per altre qualita'".
 
 
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Franco Grillini
 

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