E GIà, PROFESSOR SCOPPOLA, “PURTROPPO” CI SIAMO ANCHE NOI
A Otto e Mezzo venerdì scorso scivolone omofobico dell'intellettuale cattolico
martedì 20 febbraio 2007 , di
Il Riformista
Surreale puntata di Otto e mezzo qualche sera fa. Cerchiamo sinonimi di “surreale” e troviamo: irrazionale, rimandante all'inconscio, irreale, onirico, strano. Bene, il vocabolario dei sinonimi descrive perfettamente il senso della trasmissione. Cominciano a crescere dentro di noi, via via che sentiamo gli ospiti illustri, i soliti sentimenti di fastidio, di rabbia, umiliazione. E però rimaniamo lì, attaccati alla televisione e ascoltare professori e professorini…. Comincia l'esimio professor Scoppola, in veste di cattolico democratico, sotto accusa per il disegno di legge sui Dico, il quale per difendersi e giustificarsi (manco l'avesse scritto lui) non trova null'altro da dire che gli omosessuali non li ha certo inventati una legge, che essi “purtroppo” esistono e quindi bisogna pur...farci i conti.
Complimenti al “saggio” che, con altri e altre, ha scritto il Manifesto del partito democratico. Quel Manifesto che ancora una volta nega ogni tipo di cittadinanza politica agli omosessuali e, indifferente alla realtà che si trova sotto gli occhi, riesce a parlare di “famiglia” solo al singolare, come se vivessimo al tempo del Mulino Bianco. Ma lo sa, caro professor Scoppola, che neanche una settimana fa a Treviso, come ci racconta il Corriere Veneto, un noto dirigente della Margherita, omosessuale, uno di quelli che “purtroppo esistono”, ha fatto coming out su un giornale locale invitando a lottare contro l'omofobia in una città in cui le persone sono portate a nascondersi per la vergogna? Lei crede che questo dirigente sia stato incoraggiato e sostenuto dai suoi colleghi di partito? Tutt'altro. Si è preso addirittura un richiamo formale dalla segretaria cittadina e rischia provvedimenti disciplinari. Vede, professor Scoppola, se si dovesse badare agli stereotipi, noi omosessuali siamo più simpatici, grandi consumisti, frivoli quanto basta, creativi, siamo parrucchieri, siamo architetti, stilisti, attori, lavoriamo nei call center, siamo sportivi, e siamo addirittura degni di essere invitati alla mensa di casa Mastella, capisce? Insomma, potremmo anche tornare utili nel bel paese che ci prospettate. Ma lo sa, professor Scoppola, qual è la definizione della sua bella affermazione? Omofobia.
Naturalmente, da Ferrara lei era in bella compagnia C'era l'“acidissima” Lucetta Scaraffia che nessuno faceva parlare perché la scena era tutta tra gli “uomini cattolici” con la verità in tasca, ma che una cosa l'ha detta, rispondendo al povero professor Melloni, il quale tentava di sostenere che la chiesa deve essere accogliente e che tutti (anche gli omosessuali) devono essere accolti dal vangelo. Macché, secondo la Scaraffia, gli omosessuali in chiesa non ci vanno, che non sono cattolici e quando ci vanno, lo fanno solo perché...sono in crisi con la loro condizione di omosessuali, di “peccatori”. Alla faccia di vent'anni di storia e di lavoro dei movimenti gay cattolici. Ci chiediamo: è questo il modo di proporre un confronto? Noi al dialogo siamo pronti, con le nostre vite e le nostre storie, pronti a discutere da cittadini a cittadini. Purché nessuno ci imponga di scusarci di esistere.