GAY DIELLINO FA COMING OUT, RICHIAMO DEL PARTITO
E' nel direttivo Margherita: « Nel partito molti cattolici non capiscono la Chiesa sui Pacs"
lunedì 12 febbraio 2007 , di
Il Corriere del Veneto
TREVISO — Fa outing a metà - il nome lo tiene per sé - , si dichiara gay e cattolico, dice pubblicamente di condividere i principi che animano il disegno di legge sulle convivenze e scatena le ire della responsabile cittadina del partito di cui è membro: la Margherita. Lui è un noto esponente dei Dielle trevigiani, un nome di spicco, uno che fa parte del direttivo del partito. Non un iscritto qualsiasi, insomma. E in questi giorni di discussione sui Pacs all'italiana, ha ben pensato di uscire ( quasi) allo scoperto, e di dire fino in fondo, da cattolico praticante, quello che pensa dei Dico, ma non solo, in barba alla posizione ufficiale del partito e agli anatemi della Chiesa. « Ci sono politici trevigiani gay, ma si vuole tenere tutto nascosto: se dovessi entrare nella commissione cultura, mi batterò contro l'omofobia, magari organizzando dei convegni » ha detto ieri al quotidiano « Il Treviso » . E ancora. « Ho incontrato diverse difficoltà per la mia condi zione, anche in famiglia. Gli omosessuali a Treviso sono tantissimi, solo che c'è ancora una certa vergogna a mostrarsi, e si viene allo scoperto solo nelle chat » . « Se dovessi trovare un compagno, mi piacerebbe comunque sposarmi in Spagna » . Fino alle parole che hanno fatto strabuzzare gli occhi a Donata Demattè, la coordinatrice cittadina del partito. « La mia impressione - spiega il membro del direttivo - è che molte persone nella Margherita sui Pacs la pensino come me, e non siano d'accordo con la visione della Chiesa. Da cattolico, sono d'accordo con quei religiosi che riconoscono la presenza di Dio in qualsiasi forma di amore sincero » .
Apriti cielo. « La persona in questione - afferma Demattè - ha fatto delle dichiarazioni personali tirando in bal lo il partito, che non c'entra. Sono prese di posizioni personali e il problema o il sentire del singolo non può passare come scelta politica » . Tradotto: al lui in questione saranno chiesti chiarimenti sull'uscita e potrebbe arrivare anche un richiamo disciplinare. « Io sono per la difesa totale dei diritti - spiega la coordinatrice - e nella proposta di legge dei Dico si fa riferimento in generale alle situazioni di convivenza, non si parla specificamente di coppie solo gay, per cui mi pare che sia un passo in avanti di civiltà che va oltre il discorso relativo esclusivamente alla conquista omosessuale » .
Il timore e la condanna per l'outing, sta quindi nella possibilità di confondere le idee alla gente. I Pacs « sono una conquista di civiltà e di diritti di tutti, non solo degli omosessuali » . Fuori le scelte sessuali dalla politica, dunque. Almeno quella ufficiale. Fe. Ba. SEGRETARIA Donata De Mattè