PACS: RADIOVATICANA, ECCO LE RAGIONI DELLA CEI
Ampia pagina sul suo sito web e altrettanto spazio nel Gr internazionale trasmesso alle 14
giovedì 08 febbraio 2007 , di
AGI
CdV, 8 feb. - "Quali sono le ragioni della contrarieta' della Chiesa italiana ai Pacs? ".
A questa domanda la Radio Vaticana risponde oggi con un ampia pagina sul suo sito web e altrettanto spazio nel Gr internazionale trasmesso alle 14, riportando le dichiarazioni del segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Giuseppe Betori, commentate ai microfoni dell'emitente dal direttore dell'Ufficio Famiglia della stessa Cei, mons.
Sergio Nicolli. "La famiglia - ricorda il prelato - ha un ruolo che e' unico nella societa': ha il ruolo di essere l'ambiente nel quale la persona viene al mondo, muove i primi passi, impara la comunicazione, impara a stare in maniera matura nella societa'". Invece, "le unioni di fatto non si ritengono per niente vincolate da un patto sociale; si ritengono esclusivamente un fatto privato". Ovviamente, rileva mons. Nicolli, "su questo la Chiesa non dice niente. Pero' - scandisce - che questa unione venga riconosciuta come un bene sociale, un bene comune sullo stesso piano della famiglia, questo evidentemente e' impossibile". La posizione della Chiesa Italiana e' difesa alla Radio Vaticana anche dal prof.
Fabio Macioce, docente di Filosofia del Diritto, all'universita' Lumsa di Palermo, per il quale "i diritti individuali sono in gran parte gia' tutelati dall'ordinamento e si possono estendere queste forme di tutela e si puo' anche pensare a contratti con cui i singoli soggetti disciplinano i loro rapporti personali e patrimoniali. Ma cosa molto diversa e' istituzionalizzare queste relazioni". Secondo il giurista, "c'e' una grande spinta da parte di settori della nostra societa' a parificare le unioni omosessuali a quelle eterosessuali; parificarle nel senso di renderle identiche di fronte allo Stato. Cosa - conclude - che non si puo' fare, ma non per una discriminazione nei confronti dell'omosessualita', ma perche' appunto non c'e' quella medesima importanza sociale che le relazioni eterosessuali hanno in quanto danno vita ai cittadini di domani". (AGI)