BASSANO. IL VESCOVO: DIFENDIAMO LA FAMIGLIA TRADIZIONALE
L'invito del vescovo agli amministratori in occasione di San Bassiano
sabato 20 gennaio 2007 , di
Il Corriere del Veneto
BASSANO DEL GRAPPA — Se per il Papa appaiono « p ericolosi e controproducenti » , per il vescovo di Vicenza sono « forme surrettizie e devastanti di equiparazioni indebite » . Di più, i pacs: « rischiano di minare la base dell'istituto familiare » , per questo non vanno introdotti nel nostro ordinamento.
Lo ha dichiarato ieri monsignor Cesare Nosiglia nel suo discorso agli amministratori, tenuto in municipio a Bassano del Grappa, in occasione della festività del Santo Patrono della città, San Bassiano.
« Una famiglia stabile e sana nella società è come una cellula sana nel corpo; una famiglia malata - ha affermato l'alto prelato - è come una cellula malata che, alla lunga, rende debole tutto il corpo sociale » . Parole decise pronunciate davanti al sindaco di Bassano, Gianpaolo Bizzotto, ai consiglieri comunali e agli amministratori dei comuni che fanno parte del vicariato bassanese, Nove e Cassola.
« Chi esa e politica devono collaborare assieme - ha aggiunto Nosiglia - per fare delle città un luogo di scambio di doni umani e spirituali » . Ai comuni, inoltre, il vescovo ha chiesto di lavorare « con spirito collaborativo » al fianco delle parrocchie che « non vanno lasciate sole » nell'affrontare gli aspetti di rilevanza sociale.
Un discorso, quello del Vescovo, a 360 gradi. Dalla preoccupazione per la famiglia, « va difesa quella tradizionale, fondata sul matrimonio » , ha ribadito Nosiglia, a quella per i giovani, troppo spesso in balia dell'alcol e delle droghe leggere, « anticamera di quelle pesanti » , ma troppo spesso in balia anche della violenza.
« Recenti episodi di bullismo, purtroppo sempre più frequenti nelle scuole elementari e medie - ha dichiarato - ci fanno comp rendere l'importanza di promuovere un dialogo costante tra famiglia, scuola, parrocchia e realtà educative » .
Lo stesso dialogo che deve animare Chiesa e istituzioni, perché la città - ha affermato il presule - « sia più vivibile, meno contenito re anonimo e più comunità » . E il vescovo, su questo tema, ha lanciato anche un invito concreto agli amministratori bassanesi, auspicando « una riqualificazione dei centri storici ed una politica che favorisca il loro ripopolamento » .
Eguale attenzione, però, - sostiene - va posta anche nei confronti delle periferie, « evitando che diventino una specie di dormitorio senza vita sociale » . Anche nella « città diffusa - ha ribadito Nosiglia - va ristabilita la centralità delle persone e della famiglia e favorita quella rete di relazioni tra cittadini, consolidando lo sviluppo di una coscienza collettiva di appartenenza. Tuttavia - ha concluso il Vescovo, citando l'enciclica " Deus charitas est" di Benedetto XVI, - la società giusta non può essere opera della Chiesa ma deve essere realizzata dalla politica » .
« Ma non c'è nessun ordinamento statale giusto - si dice ancora nell'enciclica papale - che possa rendere superfluo il servizio dell'amore » .
Dialogo, dunque, così come tra Chiesa e Stato, anche tra comuni e parrocchie, perché - ha concluso Nosiglia « anche se le risorse sono limitate, il poco di tanti diventa tanto » .