RIMINI. PACS A SCUOLA, POLEMICHE INFUOCATE
Il presidente del Comitato famiglia sui pacs e lezioni gay a scuola "Questo è sovvertimento dei valori"
venerdì 19 gennaio 2007 , di
La redazione
RIMINI - "Capisco i genitori che non hanno mandato i loro figli all'iniziativa su omosessualità e Pacs". Chi parla è il presidente regionale del "Comitato per i diritti della famiglia", Ermes Rigon.
L'eco delle due assemblee organizzate dal liceo classico Giulio Cesare il 10 e 1'11 gennaio, ed anche del corso "Educare al rispetto", rivolto ai docenti, è arrivato fino a Bologna.
"Siamo di fronte ad un sovvertimento dei valori, e soprattutto dei valori antropologici", attacca Rigon. "Ed è preoccupante che la scuola non coinvolga la famiglia su scelte di questa portata." Le famiglie degli studenti del "Giulio Cesare" si sono viste recapitare a casa un volantino molto stringato che annunciava la convocazione dell'assemblea d'istituto. A tema, la proiezione del film "Philadelphia" e un dibattito su "omosessualità oggi", che ha visto come relatori il presidente provinciale e nazionale dell'Arcigay. Fra l'altro, gli studenti che non hanno partecipato all'assemblea si sono dovuti giustificare per iscritto il giorno dopo. Ermes Rigon va al cuore del problema: "La famiglia deve essere un soggetto che coopera fattivamente alla definizione del percorso formativo del figlio, e non solo una entità da chiamare in causa a proposito dei rapporti "burocratici" da intrattenere con la scuola". Il "sovvertimento" di cui parla il presidente regionale del Comitato per i dritti della famiglia tocca anche il ruolo dell'istituzione scolastica: "II compito della scuola è quello di fornire i valori primari per la società e della società, e non gli approfondimenti su alcune realtà che sono delle minoranze assolute." Ermes Rigon sottolinea che la sua non è una difesa di valori "di parte": "Non faccio un discorso clericale, ma sostengo che è diventato urgente promuovere e sostenere la valorialità
della famiglia in quanto bene sociale, oltreché economico. Senza la promozione della famiglia non ci sarà futuro e questa dovrebbe essere una preoccupazione di tutti, cattolici e laici." E un tema particolarmente attuale in Emilia Romagna: "Soprattutto nella nostra regione la famiglia sta vivendo grosse difficoltà, è sempre più disgregata, anche perché continua ad essere penalizzata sotto tutti i punti di vista." Il paradosso è un po' questo: "E' la famiglia ad essere diventata una anomalia e non le diversità, che anzi sono sempre
più di moda e "promosse" dalle istituzioni pubbliche. Prima di tutto la scuola dovrebbe fare approfondimento sui valori primari, partendo dalla famiglia appunto, e poi, in questo contesto e coinvolgendo i relatori giusti, e non il presidente dell'Arcigay, si possono affrontare anche certe problematiche."
Claudio Monti
Da "La Voce di Rimini" del 17/01/07
Una particolare esperienza al Giulio Cesare. Qualche genitore tiene a casa i figli "Lezione di Pacs e omosessualità" E per i docenti arriva il corso tenuto dall'Arcigay
RIMINI - I licei classici hanno sempre rappresentato l'avanguardia d'Italia, con le radici piantate nel classicismo ellenico. Deve essere per questo che il Giulio Cesare è stato teatro di una particolare lezione tenuta dagli esperti dell'Arcigay, un avvocato, uno psicanalista e un sacerdote (arruolato all'ultimo momento per riequilibrare il contradditorio), su Pacs e amore omosessuale. Il tutto condito da una visione di un film ad hoc. La lezione si è svolta il 10 e l'11 gennaio ed era rivolta rispettivamente per gli studenti del biennio e del triennio. Alcuni genitori non hanno visto di buon occhio il tenore dell'incontro e hanno evitato di mandare i figli a scuola, non per l'argomento affrontato, ma perché il gruppo di esperti chiamati a parlarne sembravano un po' di parte. Inoltre Rimini sarà anche sede di un corso, riconosciuto dal ministero, di aggiornamento gratuito attivato sempre dall'Arcigay dal titolo "educare al rispetto" sui problemi di relazione di gay, lesbiche e sul "coming out".
Il caso L'Arcigay esulta on line, qualche genitore ha tenuto i figli a casa dall'assemblea "A lezione di omosessualità e Pacs". L'esperienza della Giulio Cesare e un corso ad hoc per docenti.
A lezione di omosessualità e Pacs. Accade al liceo classico "Giulio Cesare" di Rimini dove, su proposta degli studenti accolta dal consiglio d'istituto, al cinema Corso è stato proiettato il film "Philadelphia" (la storia di un brillante avvocato gay, interpretato da Tom Hanks, che viene licenziato dall'importante studio legale per il quale lavora perché malato di Aids) e si è parlato di "omosessualità oggi". E' accaduto il 10 e 1'11 gennaio (rispettivamente per il biennio e per il triennio) e in qualità di esperti sono intervenuti alcuni rappresentanti dell'Arcigay, più un avvocato, uno psicoanalista e, aggiunto in zona Cesarmi, pure un sacerdote. Ma non è tutto: Rimini sarà anche la sede di un corso (riconosciuto dal ministero dell'Istruzione) di aggiornamento gratuito, attivato da Arcigay Alan Turing e rivolto a tutti i docenti delle scuole medie e superiori, che si tiene presso il Centro Pedagogico (I.T.G. "Belluzzi") a partire dal 19 febbraio.
RIMINI - Il titolo è "Educare al rispetto" e "si propone di affinare le capacità e sensibilità degli insegnanti sul tema del bullismo a sfondo omofòbo". E' un problema presente nelle scuole di Rimini il bullismo a sfondo omofobo? Non se ne ha notizia, ma in compenso la cultura della diversità avanza. L'Arcigay ha presentato così, sul suo sito internet, l'iniziativa del liceo classico: "La richiesta di approfondimento del tema dell'omosessualità in tutti i suoi risvolti, voluto e organizzato autonomamente dagli studenti, è il segno di un
cambiamento dei tempi, che però va incoraggiato e sostenuto nella direzione di una modernizzazione della società che non può che fondarsi sulla freschezza delle idee e delle opinioni dei giovani". Ma fra i genitori c'è chi ha storto il naso e ha "deciso di non mandare il proprio figlio a scuola, non tanto perché si debba censurare l'argomento, quanto per il taglio dato all'assemblea e per la scelta abbastanza univoca dei relatori. Sul tema sono infatti intervenuti il presidente nazionale dell'Arcigay, Sergio Lo Giudice, consigliere
comunale Ds a Bologna, organizzatore nel 1995 del Gay and Lesbian Pride nazionale sotto le due Torri, e Alessandro Tosarelli, presidente del Comitato provinciale Arcigay di Rimini. Sul tavolo dei relatori,
anche l'avvocato Maurizio Vagnoni, che si è limitato ad inquadrare l'argomento dal punto di vista giuridico. All'ultimo momento è stato deciso di equilibrare un po' le voci, inserendo fra i relatori anche don Piergiorgio Farina. "Le domande poste dagli studenti hanno riguardato aspetti psicologici, storici, religiosi e legislativi, ma anche aspetti molto privati riguardo l'accettazione di sé e le reazioni dei familiari", si legge sempre sul sito internet "gaynews.it" "Lo psicologo si è soffermato su aspetti abbastanza delicati" commenta un genitore, "e, considerato che l'assemblea era rivolta anche a studenti di 14 e 15 anni, non mi sembra opportuno. Il messaggio che passa da queste iniziative è uno solo: i Pacs e l'omosessualità sono la normalità, mentre la famiglia è qualcosa di superato e asfittico". E in effetti sarebbe forse impensabile
assistere a un'analoga iniziativa studentesca sul tema della famiglia, ormai parecchio fuori moda.
Il corso "Educare al rispetto" parte infatti da questo presupposto: "Gli scienziati sociali stimano che circa il 5% della popolazione ha un orientamento prevalentemente omosessuale; ne consegue che circa il
20-30% della popolazione ha un familiare omosessuale. In una classe scolastica di 30 alunni, quindi, un numero approssimativo di 3-6 ragazzi/e è omosessuale o ha un fratello, sorella, parente gay o
lesbica." Il secondo appuntamento del corso sarà dedicato alle "teorie sull'identità e sull'orientamento sessuale. Transizioni evolutive, relazioni con i pari e con la famiglia di origine nell'adolescente
omosessuale Le fasi del processo di coming out". E allora via con la tutela della cosiddetta "diversity" e con la guerra al "pregiudizio".
Claudio Monti
Da "La Voce di Rimini" del 12/01/07
Pacs con filosofia
RIMINI - Riceviamo e pubblichiamo da Nicolò Cavalli dei Giovani Socialisti di Rimini: "Bene la mozione di Pazzaglia, ma si approvi a Rimini un registro delle unioni di fatto": E' lo Stato una soggetto trascendente, emanazione di Dio in terra, infallibile per il suo primato etico, ente che concede ai cittadini i diritti di cui essi usufruiscono, oppure è lo Stato frutto di un patto sociale, di un accordo tra donne e uomini già in possesso dei propri diritti naturali, e che decidono di sacrificare parte della propria libertà per regolare le relazioni sociali? Ha ragione Hegel o ha ragione Locke? Da una parte chi afferma che le prerogative dell'entità statuale siano quelle di definire, secondo criteri morali solitamente mutuati dalla Tradizione, delle sfere intangibili di Bene e Male in base alle quali legiferare ed in funzione delle quali imporre ai cittadini doveri e concedere loro diritti. Dall'altra chi ritiene che lo Stato nasca quale regolatore primo dei rapporti tra gli uomini, nasca da individui che decidono liberamente di divenire cittadini, e per questo che lo Stato stesso non possa permettersi di ledere la dignità della persona, la sua individualità, i suoi diritti. La letteratura interpretativa contemporanea. "Ci sono delle persone che considerano dovere proprio ed altrui fare sapere alle persone che non lo sanno che hanno diritti, incitare le persone che sanno di avere dei diritti ma che vi rinunciano a non rinunciarci, spingere tutti a sentire lo storico impulso a lottare per i diritti degli altri ", affermava Pier Paolo Pasolini. Uno di questi diritti non può che essere il diritto di due persone, di diverso o dello stesso sesso, ad esprimere il proprio reciproco sentimento in una unione giuridicamente riconosciuta, senza trovarsi nella necessità di doversi eclissare nell'ombra di una insana clandestinità. Accade così che siano gli esponenti delle fasce giovani della società, quelle maggiormente influenzate da una cultura sempre
più globalizzata, i primi ad interessarsi di queste tematiche. E il liceo classico Giulio Cesare, con l'assemblea d'istituto che si è svolta nei giorni 10 e 11 gennaio con la partecipazione di Alessandro Tosarelli (presidente Arcigay Rimini) e di Sergio Lo Giudice (presidente nazionale Arcigay), ha dato l'ennesima riprova della volontà giovanile di approfondire la sensibilità e la conoscenza di quel mondo sommerso rispetto alla legislazione e al buon sentire ufficiale. Attualmente sembra che il governo debba proporre una
legge in questo senso entro il 31 gennaio, ed è anche per questo che i Giovani Socialisti apprezzano e chiedono al Consiglio Comunale di Rimini la tempestiva accettazione della mozione del consigliere Pazzaglia (Ds), firmata anche da Casadei (RnP) ed altri, di inviare al Parlamento una richiesta di approvazione della legge sulle unioni civili. I Giovani Socialisti auspicano che questo sia solo il primo
passo di un iter approvativo, alzando quindi un pressante invito al Consiglio Comunale di Rimini ad istituire un registro anagrafico delle unioni civili della realtà locale.
Da "il Corriere di Rimini" del 12/01/07
L'arcigay: "Studenti omo, uscite allo scoperto" Lo GIudice ai ragazzi: almeno sessanta di voi sono attratti dallo stesso sesso
RIMINI. Dopo i recenti casi di bullismo, il mondo della scuola continua a interrogarsi e informarsi su tematiche importanti e troppo spesso sottovalutate. Ieri al cinema Corso una nutrita platea di
studenti del liceo "Giulio Cesare-Valgimigli" ha interpellato autorevoli interlocutori per affrontare la questione omosessualità. Al tavolo posto davanti al grande schermo erano seduti l'avvocato Vagnoni, lo psicologo Mario Bianchini, don Piergiorgio Farina, e il presidente nazionale dell'Arci-gay, Sergio Lo Giudice. I ragazzi, dopo la visione del film "Philadelphia" (con Tom Hanks, storia di un avvocato gay che viene licenziato dallo studio legale in cui lavora perché malato di Aids), hanno assistito a una discussione vivace ma ferma, intervallata da applausi per le opinioni più condivise. I gay. Chi e quanti sono i gay? Lo ha subito voluto chiarire Sergio Lo Giudice, rivolgendosi agli studenti: «Le stime dell'Oms parlano del 5% della popolazione mondiale. Ora voi mi dite che nella vostra scuola ne conoscete solo due, su un totale di 1.460, quando ce ne dovrebbero essere 60-70. Nonostante il contesto sociale riminese sia sicuramente non discriminatorio, gay e lesbiche continuano a nascondersi. Cosa succederebbe ad alcuni vostri compagni se proclamassero la loro
omosessualità? Non credo che verrebbero picchiati, ma è indubbio che il fatto che non emergano derivi da una loro previsione negativa sull'eventuale accoglienza. In questi casi chi potrebbe fare qualcosa, ovvero amici, famiglia e scuola, alla fine non fa niente». La Chiesa. A una domanda degli studenti che chiedeva cosa la Chiesa condannasse in questo campo, don Farina ha risposto: «Dal Concilio Vaticano II la coscienza di cristiani e Chiesa su questi punti è fortemente cambiata. La Chiesa accoglie e accetta qualsiasi persona e naturalmente per gli omosessuali non fa eccezione. L'unica cosa alla quale la Chiesa dice no sono gli atti omosessuali. Lo Stato ha diritto a fare le sue leggi ma la preoccupazione è che venga meno l'attenzione
alla famiglia». Chiarito il punto che ormai da parecchio l'omosessualità non è più considerata indice di patologia, c'è stato spazio per un'altra domanda degli studenti, rivolta al presidente dell'arcigay Lo Giudice: «Ha mai incontrato qualcuno che si dichiarasse omosessuale senza esserlo perché questo era "di moda"?».
La moda. «Non mi è mai successo - ha risposto Lo Giudice - Ancora oggi essere omosessuale davanti alla legge non è facile. Ci vogliono più riconoscimenti giuridici. Nel pubblico impiego, chi non è sposato viene dopo, per i gay è sempre così».