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  PACS, PRO E CONTRO IL PONTEFICE
LA POLITICA SI DIVIDE
lunedì 08 gennaio 2007 , di 9Colonne
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  (9Colonne) - Roma, 8 gen - I pacs minacciano "la struttura naturale della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna" e rappresentano "un'offesa" contribuendo a destabilizzare la famiglia, "violando la specificità" e il suo "ruolo sociale unico".

Le affermazioni di Papa Benedetto XVI davanti a 175 ambasciatori ricevuti oggi in Vaticano hanno scatenato immediatamente reazioni politiche da una parte e dell'altra.

Il centrodestra ritiene legittime le dichiarazioni del Pontefice mentre diversi esponenti del centrosinistra gridano all'ingerenza.

I Comunisti italiani insorgono: "Le coppie di fatto - afferma il capogruppo alla Camera Pino Sgobio - sono una realtà di cui uno Stato laico non può disinteressarsi: una legge è un fatto di civiltà.

Continuare a far finta di nulla non è né pensabile e né dignitoso". Manuela Palermi, capogruppo Pdci al Senato, accusa: "La difesa a oltranza del matrimonio tra uomo e donna, gli attacchi ai pacs e alle leggi sulle unioni di fatto hanno assunto in Benedetto XVI qualcosa di maniacale". "Le leggi - aggiunge - sono un atto autonomo del Parlamento italiano e il Vaticano farebbe bene a non intervenire e a non interferire. Mi sarei aspettata un atteggiamento meno duro, più umano da parte della Chiesa". Titti De Simone, deputata di Rifondazione, accusa le istituzioni vaticane "di voler condizionare il dibattito politico italiano".

"Ogni giorno - sottolinea - assistiamo a continue ingerenze da parte della Chiesa su temi che attengono esclusivamente alla sfera dei diritti e che con l'etica e la religione non hanno nulla a che fare.

Dal canto nostro lavoreremo per superare ogni contrapposizione di tipo ideologico - continua De Simone -lavorando per il rispetto degli impegni stabiliti". Secondo il radicale Daniele Capezzone, "i pacs non toglierebbero niente a nessuno, alle altre famiglie". "Trovo molto spiacevole e negativo - spiega - che, da parte del Papa e delle gerarchie vaticane, si cerchi lo scontro ideologico sui pacs". Tra gli ulivisti, è il fondatore di Arcigay Franco Grillini a protestare: "Al contrario di quanto sostiene il Papa i pacs non rappresentano alcuna minaccia per la famiglia e non sono in competizione con l'istituto matrimoniale. I pacs - assicura Grillini - fanno bene alla società e persino all'economia". Più cauti gli esponenti di Italia dei valori: "Quella delle unioni civili - afferma Silvana Mura - è una questione che il Parlamento deve affrontare e a cui deve dare una risposta con una legge. Posti

alcuni paletti invalicabili - aggiunge - come il matrimonio gay e

l'equiparazione tra famiglia di fatto e famiglia fondata sul matrimonio, è

però necessario riconoscere e tutelare i diritti individuali delle persone che

danno vita ad un'unione di fatto". Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera,

dichiara "massimo rispetto per le parole del Papa che costituiscono sempre,

che si sia laici o religiosi, un'occasione per riflettere sui grandi temi

etici che riguardano la nostra vita e le sue implicazioni".

"Quello che spiace - aggiunge Donadi - è che

qualcuno dalle parti della politica brandisca le parole del Papa come uno

scudo per le proprie crociate ideologiche, sia da una parte che dall'altra".

Il centrodestra difende il Pontefice. "Meravigliarsi - afferma il portavoce di

Alleanza nazionale Andrea Ronchi - che il Santo Padre eserciti il suo

magistero è già di per sé espressione di scarso rispetto per la Chiesa.

Arrivare addirittura a parlare di ingerenza, intromissione nella vita politica

italiana è offensivo. E chi lo fa non difende certo la laicità delle

istituzioni". Anche secondo Antonio Mazzocchi, presidente dei

Cristiano-riformisti e membro dell'esecutivo di An, "il Santo Padre ha il

dovere prima ancora del diritto morale di trattare temi etici e di prendere

netta posizione sulle unioni civili e su qualsiasi tema che vada a mettere in

discussione le istituzioni presenti nella tradizione cattolica". Secondo

segretario della Democrazia cristiana Gianfranco Rotondi quella del Papa "non

è un'ingerenza, né un intervento a gamba tesa, ma una rappresentazione

veritiera delle ragioni dei cattolici. I partiti politici ne facciano l'uso

che ritengono, tranne quello illegittimo di trasformare un'opinione in ingerenza".

 
 
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Franco Grillini
 

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