Roma, 14 dic. - La Chiesa ribadisce il suo "no a forme deboli e deviate di amore" e il proprio "så all'amore autentico, alla realtÖ dell'uomo come ß stata creata da Dio". Lo ha detto il cardinale Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, in un intervento alla Pontificia UniversitÖ Lateranense sul tema "Al cuore dell'insegnamento di Benedetto XVI - Proporre la veritÖ salvifica di Gesù Cristo alla ragione del nostro tempo".
"Nostro compito - ha sottolineato Ruini - ß anzitutto far apparire il cristianesimo non come un semplice moralismo, ma come amore che ci ß donato da Dio e che ci dÖ la forza per 'perdere la propria vità e anche per accogliere e vivere quella legge di vita che ß l'intero Decalogo".
"Nella situazione attuale dell`Occidente - ha aggiunto il presidente della Cei - la morale cristiana sembra comunque divisa in due parti. Una di esse riguarda i grandi temi della pace, della non violenza, della giustizia per tutti, della sollecitudine per i poveri del mondo e del rispetto del creato: questa parte gode di un grande apprezzamento pubblico, anche se rischia di essere inquinata da un moralismo di stampo politico. L`altra parte ß quella che si riferisce alla vita umana, alla famiglia e al matrimonio: essa ß assai meno accolta a livello pubblico, anzi, costituisce un ostacolo molto grave nel rapporto tra la Chiesa e la gente".
Il presidente dei vescovi sottolinea anche come "Dio crea e si dona nella libertÖ, coså nessuna autoritÖ statuale può proibire o può imporre". Sul piano del dialogo interreligioso, Ruini afferma: "il valore fondamentale diventa quello della 'tolleranzà, nel senso che nessuno deve o può ritenere le proprie convinzioni e le proprie scelte migliori e preferibili rispetto a quelle degli altri".