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  NOI, COPPIA LESBO, DELUSE DAI PACS
«Sono un palliativo se non si riconosce la maternità congiunta»
mercoledì 13 dicembre 2006 , di il Tirreno
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  PISA. In materia di “coppie di fatto” Pisa è all’avanguardia. Dieci anni fa il nostro Comune diede simbolicamente il via al Registro delle unioni civili che conta ad oggi 38 coppie iscritte di cui 32 eterosessuali e 6 omosessuali. Tuttavia il registro ha un valore esclusivamente simbolico e le sue cifre non rendono conto di quelle che sono le effettive dimensioni del fenomeno.

Per capire quanto sia realmente esteso basta dare un’occhiata ai numeri: solo in Toscana, ad esempio, la stima è di 100.000 convivenze formate per il 70% da coppie etero. Il dibattito sui Pacs che si è aperto a livello nazionale, quindi, riguarda da vicino molte persone. E quali sono le opinioni dei diretti interessati?

«Per me i Pacs sono soltanto un palliativo e sono il misero frutto di una classe politica opportunista ed imbrogliona» afferma Patrizia Murer, 46 anni, convivente da 5 anni con Eleonora Frediani. La loro storia di coppia omosessuale è particolare. Nel marzo di quest’anno lei e la sua compagna raccontarono in un’intervista al nostro giornale di aver effettuato l’inseminazione artificiale a Barcellona, in Spagna, confermando di essere in attesa di un bambino. Nato a giugno, il piccolo vive adesso con le due donne. «Per quelli come me - spiega Patrizia - la situazione non cambia e quindi non me ne frega assolutamente niente dei Pacs. Quello che manca nella proposta, e che in questo paese mancherà sempre, è il riconoscimento della maternità congiunta per le coppie di fatto». Il tono di Patrizia è quello cinico e sconsolato di chi ha perduto ogni fiducia nella politica e nelle istituzioni. «Negli anni ’70 mi battevo per i diritti ma adesso mi sono rotta le palle di questo paese. Sa cosa mi disse la ginecologa quando siamo andate in Spagna? Mi chiese perché non rimanevo là, dove Zapatero aveva fatto le cose per bene. Devo ammettere che adesso, se non avessi un mutuo sulle spalle, non ci avrei pensato due volte a fare le valigie».

Ma non tutte la pensano come Patrizia. Maurizio Parton e Rosa Gini sono una giovane coppia di fatto. Convivono ormai da undici anni e sono stati i primi ad iscriversi al Registro pisano delle unioni civili. Entrambi matematici, hanno due figli e non nascondono le loro idee molto chiare sulla vita di coppia: «Se la proposta dei Pacs approderà a qualcosa di concreto che rappresenti un effettivo miglioramento per le coppie di fatto siamo sicuramente d’accordo e ci iscriveremo - spiega Rosa - tuttavia non possiamo fare a meno di notare che a livello politico c’è molta confusione e anche con questa legislazione non si sa dove andremo a parare. Perché le idee di pochi Cattolici devono tenere sotto scacco i diritti e le libertà di molti?».

Secondo la giovane insegnante di matematica le incongruenze della legge attuale sono molte e si dovrebbe correre al più presto ai ripari. «Un esempio su tutti: per la legge italiana un figlio nato da due persone non sposate non può essere definito “legittimo” e non gli viene riconosciuta la parentela con i parenti dei genitori. Un assurdo contro il quale io e il mio compagno abbiamo in progetto un’azione legale». Le coppie, insomma, devono poter essere libere di scegliere. «Non ho niente contro chi si sposa, ma è sbagliato credere che il matrimonio sia l’unica forma di famiglia. Io, per la mia famiglia, ho fatto una scelta diversa».

Luca De Vito

 
 
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Franco Grillini
 

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