L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare. Poco importa chi l'ha detto, quel che conta è ribadirlo. Tutta questa storia dei Pacs, dei matrimoni gay è partita con il piede sbagliato e finirà in un boomerang. Attenti quelli che l'hanno lanciato, la conclusione è certa, gli tornerà in testa. Ma andiamo per ordine. Tutto è iniziato quando gli omosessuali si sono messi in testa di essere come gli eterosessuali. Certo, con una variante, ma di poco conto. In fondo sono decenni che si parla di equiparazione dei sessi, quindi che differenza fa, mica tutti i gusti sono alla menta. Solo che gli omosessuali, sull'onda del grande cambiamento di costume partito dal '68 (non erano mica tutti bombaroli) e giunto attraverso tappe vincenti fino al ventunesimo secolo, si sono montati la testa. Sta a vedere, si sono sicuramente detti, che qui non solo riusciamo a rivendicare e ottenere quel che sempre ci è stato negato, ma ce la facciamo anche a far fuori le loro stramaledette istituzioni, in primis la famiglia. Il grande tranello delle unioni
In una società dove il numero dei single, per scelta o di ritorno, ha superato il 50%, sarà uno scherzo ottenere il riconoscimento delle coppie di fatto, cioè le unioni tra due uomini o tra due donne. Il tranello è scattato e ha funzionato. Invece di pianificare una difesa dell'istituto famigliare tradizionale, il solo e l'unico rappresentato da un uomo e da una donna uniti nel vincolo del matrimonio con il fine della procreazione - e se il vincolo non è sacro, pazienza, non è una tragedia, e se anche non è più, purtroppo, indissolubile, ancora pazienza, l'importante è che la baracca resti in piedi - siamo caduti in trappola. Abbiamo accettato di discutere, sapendo già che quella era la strada della sconfitta. All'inizio ci saranno le esenzioni delle tasse di successione, poi arriverà la pensione reversibile, salterà pure la legittima ai famigliari, perché verranno riconosciuti i diritti testamentari del partner e così addio ai soldi del celibe defunto, che fino ad oggi rientravano tranquillamente quasi sempre in famiglia. Erediterà il sopravvissuto e noi, parenti, non vedremo neanche un euro. È vero che non ce li saremmo meritati, in fondo avere avuto un parente omosessuale non era certo una cosa da sbandierare con orgoglio, come pretenderebbero oggi questi qua con i loro Pride. Ci vergognavamo, certo, ma è normale, no? Ma è vero che in tarda età li riaccoglievamo nel seno della comune famiglia, e lì sì che l'effetto e l'attenzione tornavano a dimostrarsi, ci prendevamo cura persino dei loro interessi, che loro, poverini, per motivi di età non potevano più seguire con l'attenzione dovuta. Nozze e divorzi cause di infelicità
Tutto questo con la nuova legge, che mi sembra sì più fumo che arrosto, ma che comunque ci sarà a fine gennaio prossimo, sparirà, perché quando si aprono le dighe l'acqua non la ferma più nessuno. Invece andava fatto tutt'altro, con più furbizia e più intelligenza. Perché, diciamocelo chiaro, questi omosessuali hanno goduto fino ad oggi dei privilegi pazzeschi, altro che discriminazioni, ed è ora di gridarlo ai quattro venti. Hanno fatto sesso liberamente per tutta la vita, un'occhiata complice e via, in quattro e quattr'otto erano già belle che a letto. Mentre noi perdevamo il nostro tempo con il corteggiamento, con le belle maniere. Mentre noi ci davamo gli appuntamenti, quelli avevano già concluso. È vero che non hanno mai potuto legalizzare qualsiasi tipo di unione, ma vuoi mettere una vita dove fai sesso con chi vuoi, rientri a casa senza dover rendere conto a nessuno, mangi, dormi o guardi la Tv solo se ti va, vai in vacanza dove vuoi tu e non dove vogliono tua moglie o i bambini? E la chiami discriminazione? Senza dire che non avendo il matrimonio o qualsiasi altro riconoscimento legale, possono separarsi senza spendere un euro in avvocati, niente assegni da passare all'ex, che ti mangiano più di metà di quello che guadagni! E il divorzio? Solo noi ex sposati sappiamo quale calvario sia, e quanto denaro costi. Diciamola tutta, il matrimonio, la separazione, il divorzio sono state le cause delle nostre piùgrosse infelicità. E questi sporcaccioni, ma anche stupidi, perché non hanno mai capito in quale paradiso terrestre vivevano, vogliono fare la nostra stessa fine? Ma accontentiamoli, dopo duemila anni che scopano liberamente, sono lì che smaniano per avere quello che a noi ha sempre pesato. E allora diamoglielo questo matrimonio, che si illudano anche loro, se gli basta una cerimonia con i chicchi di riso per credere di avere trovato l'amore eterno, si sposino, poveretti, non sanno quale inferno li aspetta. Diamogli anche l'adozione, loro che non sanno nemmeno cosa vuol dire crescere dei figli, quali responsabilità e quanto denaro! Si preparino ad uscire dalle statistiche che li raffigurano sempre tra i grandi spendaccioni. Lo credo, fino ad ora avevano solo da pensare a loro stessi, comoda la vita! Allevino famiglia e figli, li voglio proprio vedere. Invece di punirli, come credo anche il buon Dio vorrebbe per la loro condotta scostumata, dandogli anche a loro tutte le maledizioni che abbiamo saputo costruirci per renderci la vita insopportabile (ma anche, quando ci va bene, complicata), noi abbiamo scelto di opporci alle loro richieste di "equiparazione", vogliamo che la loro vita continui così come è stata finora, libera, senza legami, senza eccessive responsabilità, con quell'amore libero che i poeti hanno sempre cantato e che loro, 'sti gnocchi di omosessuali, hanno sempre avuto. Ma così si scavano la fossa da soli E loro ci considerano nemici da combattere! Mentre guardano con simpatia i presunti amici che gli stanno in realtà preparando il trappolone. Scambiamo le parti, presto. Che la maggioranza di governo voti subito - e all'unanimità - la legge più zapateriana possibile. E l'opposizione si defili, lasci perdere, faccia finta di niente, lasci l'intera faccenda nelle mani esperte del governo. Gli omosessuali otterranno quello che chiedono e noi, parliamoci chiaro, noi che non li abbiamo mai potuti sopportare (solo che oggi non fa più fine dirlo), saremo alla fine soddisfatti. Avete finito di farvela bene, brutti sporcaccioni, adesso siete nellamerdacome noi. Evela siete voluta.