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  L'IRA VATICANA: SI ROVINA LA FAMIGLIA
Il ministro Bindi: inutile fare forzature, serviva un disegno globale. Boselli (Rnp): alla Camera ripresenteremo l´emendamento bocciato
venerdì 08 dicembre 2006 , di la Repubblica
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  L´ira vaticana: si rovina la famiglia

I cardinali Poupard e Cottier: massimo rispetto per tutti, ma la coppia omosessuale non può essere modello di civiltà

MARCO POLITI

CITTA´ DEL VATICANO - Oltretevere si reagisce in modo glaciale alla decisione dell´Ulivo di inaugurare il 2007 con un progetto di legge sulle unioni di fatto. In Segreteria di Stato preferiscono affidare la gestione della vicenda politica alla Cei, il cui Consiglio permanente di riunirà proprio in gennaio. Ma non c´è dubbio: Vaticano ed episcopato si muoveranno compatti per impedire una legislazione che riconosca le convivenze come forme alternative al matrimonio.



La linea è già stata dettata dal Papa più volte nel corso di questi venti mesi di pontificato. Benedetto XVI l´ha riassunta solennemente al convegno della Cei di Verona, riferendosi proprio allo scenario italiano: no alle unioni di fatto, no al riconoscimento delle coppie omosessuali, definite «forme deboli e deviate di amore».



Il cardinale George Cottier, per lunghissimi anni teologo pontificio e in grande sintonia con Ratzinger, sottolinea: «Non si possono istituire strutture sociali che siano delle "Quasi-Famiglie", perché in tal modo si indebolisce inevitabilmente la famiglia e la coscienza che è in gioco il rapporto uomo-donna». Bisogna stare molto attenti, insiste, perché «aprendo la porta a nuove forme di convivenza c´è il rischio di rovinare la famiglia».



In Vaticano puntano l´attenzione sul fattore-figli. «La famiglia - spiega il cardinale Paul Poupard, presidente del Consiglio per la Cultura - ha un´importanza sociale e culturale eccezionale attraverso tutta la storia umana: perché è la culla dell´uomo e della donna come essere sociali. Si nasce in famiglia, si cresce in famiglia, si impara ad amare padre e madre, in famiglia si imparano anche a gestiore i conflitti e le relazioni con gli altri. In ultima istanza la famiglia rappresenta un autentico apprendistato per la vita».



Assolutamente impercorribile per le alte gerarchie cattoliche è la prospettiva di legalizzare unioni gay. «Massimo rispetto per ogni persona - afferma Poupard - ma la coppia omosessuale non può essere certo modello per una civiltà. Solo la coppia di un uomo e di una donna è aperta alla trasmissione della vita e ha quella funzione sociale tipica della famiglia». Il cardinale Cottier entra anche nei dettagli: «Due gay che vivono insieme? Non so proprio se si possono chiamare coppia. Famiglia certamente di no. In ogni caso se si tratta di tenere conto e di rispettare bisogni e diritti individuali, sono certo che ogni problema può essere risolto dal diritto privato. Anche la questione dell´eredità». C´è poi un´altra questione che riaffiora continuamente nelle analisi Oltretevere. «I figli hanno il diritto a confrontarsi con figure paterne e materne chiare», rimarca Cottier. In altre parole, «i figli hanno diritto ad avere dei genitori!». Non c´è la paura di andare controcorrente in tema di Pacs. «Anche ai tempi della società greco-romana il cristianesimo era controcorrente - sostiene Cottier - e forse che l´Occidente non si indigna verso altri costumi familiari che prevedono la poligamia, il ripudio, l´uccisione delle femmine neonate?». Meglio, allora, mantenere un modello alto di matrimonio. «La Chiesa - conclude Cottier - sarà sempre ferma nei principi e al tempo stessa fraterna e misericordiosa verso le persone e le situazioni».



Boselli (Rnp): alla Camera ripresenteremo l´emendamento bocciato

"E´ un brutto passo indietro che differenza c´è col Polo?"

E´ inaccettabile che le leggi garantiscano la morale invece che i cittadini


ROMA - «Aver ritirato quell´emendamento è un passo indietro». Il segretario dello Sdi, Enrico Boselli, non ha dubbi. Aver cancellato i benefici fiscali sulle successioni anche alle coppie di fatto rappresenta un colpo per il centrosinistra. Anche perché «quell´ordine del giorno presenta solo un futuro incerto».

Quindi cosa farete?

«Alla Camera ripresenteremo quell´emendamento. La situazione comincia a diventare difficile. Sono sei mesi che aspettiamo un´iniziativa del governo sui diritti delle coppie di fatto. Prima o poi i nostri elettori ci chiederanno qual è la differenza tra il centrodestra e il centrosinistra».

Situazione tanto difficile da lasciare la maggioranza?

«Noi non ci muoviamo nella logica del ricatto, ma bisogna dimostrare che siamo diversi dalla destra».

E di chi è la colpa di questi ritardi?

«Non lo so, ma è inaccettabile che le leggi del Parlamento non debbano garantire i cittadini, ma la morale religiosa».

Ora però c´è un ordine del giorno che obbliga a fare la legge.

«Ripeto: il futuro è incerto. Quell´ordine del giorno è una furbizia. Come diceva Nenni, quando non si vuole risolvere un problema si fa una commissione. In questo caso un ordine del giorno».

Lei pensa che Prodi abbia una responsabilità?

«Prodi si è sempre comportato da cattolico liberale. Ha votato al referendum sulla fecondazione assistita. Il contrario di Rutelli che ha fatto campagna per l´astensione insieme alle gerarchie ecclesiastiche».

Quindi è Rutelli che ha imposto il passo indietro?

«Io dico solo che il peccato nella religione non può diventare reato nella legislazione civile».



Il ministro Bindi: inutile fare forzature, serviva un disegno globale

"Trovata la giusta sintesi siamo lontani da Zapatero"

Un tema come questo è un banco di prova per il Partito democratico


ROMA - Ministro Rosy Bindi, l´emendamento in Finanziaria evitava la discriminazione nei confronti dei conviventi, non crede?

«Si, ma avrebbe precostituito una situazione. Avrebbe regolamentato un aspetto parziale in assenza di un quadro generale. I diritti non possono essere ridotti a spezzatino. L´ordine del giorno è molto di più. Un mosaico è fatto di tante tessere, deve esserci un disegno globale».

I teodem si sono messi di nuovo di traverso, rendendo sempre più difficile il percorso verso il Partito democratico?

«L´emendamento del governo era una forzatura. Di fronte a temi sensibili in una maggioranza così pluralista, il governo deve unire e non può prendere iniziative che sono elemento di divaricazione. Con l´odg è stata imboccata la strada giusta. Sono temi in cui la febbre è molto alta nel paese e quindi dobbiamo procedere evitando furbizie e personalismi. Sono questi i banchi di prova importanti per il Partito democratico, invece che concentrarsi sugli organigrammi. Il cuore di un partito passa attraverso una sintesi culturale su questi temi».

È distante il governo Prodi da Zapatero.

«Assolutamente sì. Questo ordine del giorno che ricalca il programma dell´Unione individua il riconoscimento dei diritti delle persone che fanno parte delle unioni civili, senza discriminazione sessuale, ma non il riconoscimento delle unioni civili».

Quale peso ha avuto la Chiesa in questa vicenda? E la legge si farà davvero?

«La Chiesa certo si è espressa, Avvenire ha fatto i suoi commenti. Ma le posizione di molti di noi erano già state manifestate. Il governo ora si è impegnato anche davanti al Parlamento, oltre che con gli elettori nel programma. Sarà faticoso ma la legge si farà».

(g.c.)
 
 
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Franco Grillini
 

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