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  SE IL TEENAGER è OMOSESSUALE
Associazioni, gruppi di auto-aiuto, progetti dell'Unione Europea per sconfiggere la paura della diversità
giovedì 09 novembre 2006 , di Repubblica.it
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  di Anna Rita Cillis

Sempre più visibili. Grazie a serial tv (Casalinghe Disperate...) ad alcuni film (I segreti di Brokeback Mountain) all'editoria che punta a collane ad hoc come l'emergente Pequod o la venerata Playground libri.

Ma i problemi di giovani gay, lesbiche e bisex restano gli stessi: i pregiudizi, la discriminazione, gli atti di bullismo a scuola e il doloroso compito di dirlo ai propri genitori. A parlare ci sono anche alcuni dati, come quelli emersi da una recente ricerca dall'IGLYO, l'International, Gay, Bisexual, Trasgender, Queen youth and Student Organisation, sull'esclusione. Realizzata su un campione di 700 ragazzi di 37 diversi paesi europei, l'indagine rivela che il 61,2% degli adolescenti gay viene discriminato a scuola, il 51 a casa, il 30% dagli amici.

In loro aiuto si moltiplicano le realtà: prima tra tutte la rete di auto-aiuto realizzata da Arcigay Giovani, costola under-30 della nota associazione. "I gruppi sono un modo per uscire dall'isolamento: un luogo dove iniziare ad accettare il proprio orientamento sessuale", racconta Fabio Saccà del circolo "Tralaltro" di Padova e leader Arcigay Giovani nazionale. Ogni settimana nella città del Santo s'incontrano decine di ragazzi tra i 16 e i 26 anni: "ma non è l'unico esempio", prosegue Saccà, "altri gruppi sono nati a Pisa, Reggio Emilia, Napoli, Catania e Genova".

Sempre l'Arcigay ha realizzato, questa volta a Roma, "Gay help Line" una linea telefonica gratuita (800.713.713). Oltre 12mila telefonate in pochi mesi di cui più del 30-35 % effettuate da giovani sotto i 26 anni. "Molti dei ragazzi che si rivolgono a noi cercano sostegno", racconta Federica De Simone, responsabile del servizio psicologico del progetto. "L'adolescenza è un momento critico per tutti. Ma per chi deve affrontare anche la propria diversità sessuale il peso può essere insostenibile".

Al punto che, secondo una ricerca dell'Ispes, gay e lesbiche tenterebbero il suicidio da due a tre volte in più rispetto ai coetanei eterosessuali (l'età critica è tra i 14 e i 20 anni). Approdare in un gruppo non è sempre facile, molto può il passa-parola come insegna l'affollato incontro domenicale del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma e gli appuntamenti milanesi di Agedo, l'Associazione di genitori, amici e parenti di omosessuali che ha messo in piedi un consultorio per minorenni e per le loro famiglie. Ma, il punto fondamentale è la formazione "di insegnanti, genitori, medici", per Margherita Graglia, psicoterapeuta, coautrice di "Gay e lesbiche in Psicoterapia". "Il contesto sociale è ancora ostile, esistono però persone che possono fare molto per cambiare le cose, come gli insegnanti".

A loro, infatti, è indirizzato "Orientarsi nella diversità - Come gli insegnati e i counsellor possono costruire un ambiente accogliente per giovani lesbiche e gay in un contesto multiculturale". Chi vuole, può scaricare il testo da:

www.diversity-in-europe.org



Una comunità virtuale sicura

L'orientamento sentimentale ai tempi di Internet. Un luogo non facile, e non sempre sicuro specie per i giovanissimi. Polemiche a parte le chat e le community rappresentano per molti adolescenti gay, lesbiche o bisex, un approdo dove calmare ansie, insicurezza, sensi di colpa. Ai siti e alle zone di scambio online già esistenti agli inizi di dicembre, si andrà ad aggiungere un nuovo portale: www.beyourself.it. Realizzato da Arcigay Giovani nazionale il sito fa parte di un programma che ha già visto la nascita dell'omonimo opuscolo "Be yorurself !", una piccola guida sull'orientamento sessuale scritta da giovani gay e lesbiche distribuita gratuitamente in scuole, Asl, nei circoli e in alcuni locali italiani. Realizzato, grazie all'Agenzia Nazionale del programma Gioventù della Unione Europea, "il sito sarà una finestra sul mondo degli under 30 glbt - gay, lesbiche, bisex, transgender -, dove trovare notizie ed entrare in contatto con altre persone. Il portale infatti avrà anche una community per scambiare opinioni, trovare nuovi amici, condividere le proprie esperienze", racconta Fabio Saccà (nella foto) responsabile di Arcigay Giovani che aggiunge: ""sorveglieremo" il nostro spazio web affinché sia il più sicuro possibile".

(Salute (La Repubblica) del 09/11/2006)





 
 
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Franco Grillini
 

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