SCOPRIRSI "DIVERSI" A TRE ANNI
A Roma un centro che "orienta" i piccoli nella scelta della propria identità sessuale
lunedì 30 ottobre 2006 , di
Libero
Di transessualismo si discute per "l'incidente" tra Vladimir Luxuria ed Elisabetta Gardini nella toilette del Parlamento. Eppure, quello che in termini scientifici si chiama «disturbo dell'identità di genere» è un fenomeno in crescita nel nostro Paese.
I DATI DEL FENOMENO In 14 anni, ha interessato oltre 700 persone, tra cui bambini e adolescenti, dato che i primi sintomi possono apparire già intorno ai 3-4 anni. La scorsa settimana il Saifip (Servizio di adeguamento tra l'identità fisica e l'identità psichica) - unico centro italiano che lavora, dal '92, in sinergia con il reparto di Chirurgia plastica e ricostruttiva del San Camillo-Forlanini di Roma - ha organizzato un convegno nazionale con i maggiori esperti internazionali del settore. Sono stati 201 gli interventi chirurgici sulle MtoF (da uomo a donna) e 362 sui FtoM (da donna a uomo). Portare a termine l'adeguamento sessuale, specie per le donne, comporta numerosi interventi ormonali e chirurgici, e un lungo percorso di psicoterapia individuale e di gruppo (rispettivamente 740e 130 le ore effettuate dal Saifip ogni anno). IL CENTRO DI RICERCA Presso il centro, inoltre, è prevista un'attività diagnostica rivolta ai disturbi in bimbi ed adolescenti, dato che molti disagi compaiono già in età pre-scolare. «Nella nostra cultura dà subito all'occhio se un bambino utilizza l'abbigliamento e il trucco della mamma, gioca con le bambole e il gruppo dei pari è solo al femminile», spiega Luca Chianura, responsabile di Psicologia clinica del Saifip. Mentre «la femminuccia che fa il maschietto è più tollerata dalla società». Il rapporto maschifemmine seguiti dal servizio, non a caso, è di 5 a 1.
I PRIMI SEGNALI I primi campanelli d'allarme, se sottovalutati, possono portare a seri disagi per il minore: emarginazione, depressione, difficoltà relazionali ed emotive. Il percorso di osservazione può durare anni e coinvolge la famiglia. «La prima domanda di ogni genitore è: «mio figlio diventerà transessuale?», racconta lo psicoterapeuta, «noi li aiutiamo a tollerare l'incertezza sul futuro perché, sino ai 12-14 anni, è impossibile prevederlo». Dalle ricerche internazionali, emerge una stima: circa un terzo di questi bambini diverrà transessuale, un terzo omosessuale, il resto eterosessuale.
LA PERCEZIONE «La percezione di noi stessi come maschi o femmine si struttura entro i 2-3 anni di età e non si può modificare. La persona transessuale che viene da noi, possiamo solo accompagnarla nel percorso», osserva Chianura. Un percorso che al suo termine può prevedere, non prima dei 18 anni di età e di una sentenza del Tribunale, l'adeguamento sessuale con interventi complessi (mammoplastica, vaginoplastica, falloplastica, etc.), cure ormonali, cambio dei dati anagrafici (dopo un'altra sentenza). «Il paradosso è che mentre tutte gli interventi chirurgici sono passati dal SSN, la terapia ormonale, che dura tutta la vita, è a pagamento - conclude - e sarebbe anche ora di cambiare la legge, che obbliga chiunque voglia cambiare la propria identità a sottoporsi ad un percorso chirurgico così complesso».
Foto: IN PRIMA LINEA Il San Camillo Forlanini rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per le famiglie e per chi si trova a dover fare i conti con i propri dubbi Agf
COS'È IL SAIFIP CHI SONO SESSUALMENTE Quello di Roma è l'unico centro presente in Italia. Dal '92 la struttura, allestita all'interno del San Camillo Forlanini, opera in stretta collaborazione con il reparto di Chirurgia plastica e ricostruttiva. GLI INTERVENTI In 14 anni di attività sono state "curate" più di 700 persone. Gli interventi su uomini sono stati 201, quelli su donne 362. INTERVENTI PER I BAMBINI Presso il centro è stata allestita una struttura che aiuta i bambini, a partire dai 3, fascia in cui si manifestano i primi segnali. Se sottovalutati portano a seri disagi: dall'emarginazione alla depressione.