MILANO, 14 SET - Terza e ultima puntata. I due fidanzatini della pubblicità Ra-re, ultima provocazione conosciuta di quel geniaccio della comunicazione che è Oliviero Toscani, dopo essersi sbaciucchiati, toccati, ammucchiati su un divano, arrivano alla convivenza, al matrimonio e alla paternità. Mettono su famiglia. Presto, nei prossimi giorni, si mostreranno in gigantesche immagini sui muri delle città italiane e nei paginoni dei quotidiani, abbracciati e finalmente appagati tenendo in mezzo a loro un bambino nudo a simboleggiare il futuro raggiungimento di tutti i diritti.
Per l'occasione Oliviero Toscani ha raccolto in un libro, Homofobicus, le immagini di tre stagioni pubblicitarie commissionate dal piccolo marchio veneto di abbigliamento insieme a un campionario di 'pareri', tra le 600 e-mail ricevute a partire - racconta - da quando una mattina gli italiani si sono svegliati e hanno trovato l'ormai celebre 'palpata al futuròo'. "E da allora via, senso civico a mille, uomini e donne, etero e gay, destra e sinistra, genitori e figli, vincitori e vinti - si legge nell'introduzione - tutti si sono presi la briga, e di certo il gusto, di dire la propria". Com'è finita? "Com'era in qualche modo previsto - dicono i responsabili di Flash and partners che hanno curato dall'inizio la campagna - le reazioni sono state tutte negative finchè non si è sentito odore di censura. Alla fine è stato un sostanziale pareggio". "Ci siamo resi conto - spiega Toscani - che le reazioni sono sempre molto interessanti e provocano una quantità di riflessioni su un tema nel quale magari la gente non è coinvolta direttamente". Insomma si tratta - come fu in passato per altre campagne di Toscani - di immagini che descrivono delle problematiche, che suscitano reazioni. In ogni caso che non passano inosservate.
"Non credo che si possa fare un libro con le campagne miliardarie di Tim o Vodafone, per esempio, dove si è preferito mettere un cellulare in mano a un personaggio miliardario. Nessun rischio di censura, magari anche solo morale, e nessun problema di creatività" ha sottolineato il fotografo. "Il problema - ha aggiunto - è l'imprenditorialità italiana. Per trovare coraggio e capacità creativa bisogna andare nelle aziende piccole dove ci sono quelli che una volta erano i padroni. Poi, dopo di me, quando diventano grandi e ricchi, la creatività finisce e chiamano i manager della Bocconi".
"Io non so se si tratti di coraggio - gli fa eco Romeo Bertoncello ad di Flash and Partners - noi siamo figli di contadini, facciamo il prodotto e riteniamo che ognuno debba fare il proprio mestiere". La comunicazione ai comunicatori come Toscani. E i risultati - incrementi di vendite del 50% l'anno - gli hanno finora dato ragione.
In ogni caso l'ultima puntata offre immagini meno choccanti rispetto alle prime due. "Stavolta il Giuri" non condannerà e niente prime pagine, credo. Ma le storie vanno finite". Ma le polemiche di sicuro non mancheranno, anzi il dibattito è già cominciato. "Povero figlio", ha esclamato uno guardando le immagini e immaginando un futuro difficile per il maschietto con due papà (o due mamme, dipende) e si è sentito rispondere "ma perchè a te non sarebbero piaciuti Leonardo da Vinci come padre e Pier Paolo Pasolini come madre?".