TORRE DEL LAGO. Attimi di panico, ieri mattina, in Comune. Quando qualche ufficio si è accorto di non avere sulla scrivania - a due giorni dall'inizio del "Mardì Gras" - il nullaosta dell'Ente parco. Giro di telefonate, qualche urlo tra assessori, poi il "giallo" è stato svelato dallo stesso presidente del Parco di Migliarino, Giancarlo Lunardi: "Abbiamo ricevuto la domanda, generica, per la manifestazione il 6 luglio. Da parte nostra è seguita la richiesta di documentazione e la delibera del 17 luglio, da parte del consiglio direttivo, che dava il via libera. La richiesta tecnica di nullaosta è arrivata dal Comune ai nostri uffici solo il 1ºagosto e noi abbiamo rilasciato quanto dovuto il 4". Difficile capire come la commissione di vigilanza abbia potuto dare il proprio "ok" senza avere il nullaosta del Parco in mano. Ma, soprattutto, come mai il Comune abbia aspettato 13 giorni per richiederlo. A pensare bene, è colpa delle ferie. Oppure, sulla kermesse gay, negli uffici comunali c'è più di un mal di pancia. "Noi - spiega Lunardi - abbiamo dato le nostre prescrizioni, che sono le stesse dello scorso anno. Chiediamo agli organizzatori che vengano prese seriamente in considerazione". Tra queste c'è anche la misurazione del rumore, con un tecnico abilitato, in alcune zone indicate. Ma anche "l'evitare dispersione di persone nel sistema demaniale e nelle pinete". Più facile a dirsi che a farsi, vista l'occupazione di suolo pubblico soltanto sulle dune in ogni fine settimana. "Come Ente parco - continua il presidente - abbiamo sempre appoggiato la presenza dei gay e quanto vanno organizzando. Che è questione di affermazione di diritti civili. Ma ciò niente toglie al dato di fatto che si rischia di danneggiare un bene, l'ambiente, che è di tutti i viareggini. Quest'anno si è già arrivati a superare il limite consentito della capienza. E la stessa Regione ha scritto che, nella zona dei locali, il carico antropico si è rivelato spesso eccessivo". Lunardi ricorda come l'anno scorso, per la manifestazione estiva, "sia stata utilizzata anche la Cittadella. Noi non volgiamo che vada via il Gay Pride, sia ben chiaro. Ma vorremmo anche poter utilizzare strutture alternative, sull'intero territorio della città".